UNA PASSIONE ITALIANA, DAL 1999
Nazionale Italiana Calcio
NEWS
IDENTITÀ E SIMBOLI

L’inno d’Italia

Il Canto degli Italiani: parole, musica e quel momento condiviso che precede ogni partita della Nazionale.

L’inno d’Italia
Banda della Guardia di Finanza · Stadio Olimpico, Roma. Foto: Guardia di Finanza

Aggiornato al 30-10-2026

Prima della partita

Una squadra comincia anche da una voce

I giocatori sono ancora fermi, il pallone non si muove e la partita ha già cominciato a raccontare qualcosa. L’inno riunisce per pochi istanti persone abituate a ritmi e luoghi diversi: chi è in campo, chi siede in tribuna, chi guarda da casa. Non tutti cantano nello stesso modo, ma tutti riconoscono il passaggio che separa l’attesa dal gioco.

Per la Nazionale questa musica è una delle immagini sonore più forti. La memoria può conservare un volto durante l’esecuzione quanto un’azione della gara. Le voci dei calciatori e quelle del pubblico trasformano una cerimonia in un’esperienza vissuta, diversa a ogni torneo eppure immediatamente familiare.

1847

Le parole di Mameli, la musica di Novaro

Il Canto degli Italiani nasce nel 1847, prima dell’unità politica del Paese. Goffredo Mameli ne scrive i versi e Michele Novaro li mette in musica. Le parole portano l’urgenza di una generazione che immagina un’Italia ancora da costruire; la melodia dà a quell’idea un movimento capace di raggiungere piazze e persone lontane fra loro.

Il titolo con cui spesso lo si chiama, Fratelli d’Italia, viene dall’inizio del testo. L’espressione Inno di Mameli ricorda l’autore dei versi, ma la sua storia comprende anche il lavoro musicale di Novaro. Restituire entrambi i nomi significa riconoscere come un simbolo condiviso nasca dall’incontro di sensibilità diverse.

Dal Risorgimento alla Repubblica

Un canto che attraversa il tempo

Le immagini di Scipione, Legnano e delle lotte per la libertà appartengono al linguaggio del Risorgimento. Sono richiami a episodi e figure che i versi accostano per dare forma a un sentimento comune. Letti oggi chiedono un piccolo lavoro di avvicinamento: comprendere quel mondo permette di ascoltare le parole oltre l’abitudine.

La Repubblica sceglie provvisoriamente questo canto come inno nel 1946; il riconoscimento definitivo arriva con la legge del 2017. La familiarità costruita nel tempo precede quindi il passaggio legislativo conclusivo. Nel 2025 vengono inoltre disciplinate le modalità di esecuzione: la storia del simbolo continua anche nelle forme con cui lo si presenta nelle occasioni ufficiali.

La voce degli Azzurri

Il suono entra nella memoria sportiva

Negli stadi l’inno incontra acustiche, pubblici e situazioni ogni volta differenti. Può essere seguito da un coro compatto o da voci sparse; può arrivare prima di un’amichevole oppure davanti a una finale. Il contesto cambia, mentre la sequenza della musica avverte tutti che l’attesa sta per finire.

Le immagini delle grandi competizioni hanno reso celebri anche questi minuti. Il pubblico osserva chi canta, chi tiene gli occhi chiusi, chi cerca un compagno. Sono gesti reali e personali, ai quali non occorre attribuire significati inventati: bastano a mostrare quanto una partita internazionale possa essere sentita prima ancora del calcio d’inizio.

Per continuare il percorso attraverso il suono, la sezione Media → Audio raccoglie l’accesso ai materiali sonori. Qui restano la storia e le parole dell’inno, insieme ai rimandi agli altri simboli della Nazionale.

Il testo dell’inno

Versi di Goffredo Mameli · Musica di Michele Novaro · 1847

Il Canto degli Italiani

Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Dall'Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio Ha il core, ha la mano, I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla, Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Son giunchi che piegano Le spade vendute: Già l'Aquila d'Austria Le penne ha perdute. Il sangue d'Italia, Il sangue Polacco, Bevé, col cosacco, Ma il cor le bruciò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò

Continua il percorso

Cerca nel sito

Apri immagine originale ↗