2007
662. Bari (Italia), 28-03-2007. Stadio San Nicola h. 20.50 (QE)Italia-Scozia 2-0 (1-0)
Reti: Toni al 12' p.t. e al 25' s.t.;
Italia (4-2-3-1): Buffon; Oddo, Cannavaro, Materazzi, Zambrotta; Gattuso, De Rossi; Camoranesi, Perrotta (dal 32' s.t. Pirlo), Di Natale (dal 22' s.t. Del Piero); Toni (dal 42' s.t. Quagliarella ). (Abbiati, Barzagli, Tonetto, Ambrosini). All. Donadoni.
Scozia (4-4-1-1): Gordon; Alexander, Weir, McManus, Naysmith; Teale (dal 21' s.t. Maloney), Ferguson, Hartley, McCullock (dal 36' s.t. Boyd); Brown (dal 41' s.t. Beattie); Miller (McGregor, McNamara, Pressley, Dailly). All. McLeish.
Arbitro: Franck De Bleeckere (Belgio)
Angoli: 5 a 2 per l'Italia
Recupero: 1' p.t., 3' s.t.
Spettatori: 37.500 per un incasso di 889.480 euro.
NOTE: Terreno in discrete condizioni, serata serena e fredda. Missione compiuta. L'Italia di Roberto Donadoni doveva vincere e al San Nicola (stadio fortunato con sette successi in sette gare) ha vinto, superando la Scozia per 2-0 e mantenendo così accese le speranze di qualificarsi ai prossimi Europei di Austria e Svizzera. La strada è ancora lunga perché mancano sette partite, la classifica non è delle migliori (Azzurri quarti con 10 punti a -2 dal trio formato da Francia, Scozia e Ucraina), ma il risultato ottenuto a Bari è fondamentale e consente al commissario tecnico di allentare la pressione della critica.
Donadoni sceglie uno schieramento "stile-Roma" con Buffon tra i pali, difesa a quattro formata da Oddo, Cannavaro, Materazzi e Zambrotta, coppia di centrocampo Gattuso-De Rossi e trio Camoranesi-Perrotta-Di Natale alle spalle dell'unica punta Toni. McLeish rivede invece l'undici che sabato ha piegato la Georgia, rinunciando a un attaccante e rinforzando il centrocampo: fuori Boyd e dentro Brown, con Miller lasciato solo in avanti.
La buona partenza dell'Italia è in linea con i progetti di Donadoni: buona chiusura in difesa, pressing a centrocampo e ripartenze veloci per favorire il senso acuto del gol di Toni. Il viola regala subito un assaggio delle sue capacità, dopo un tocco delizioso di Di Natale, con un tiro ribattuto in angolo. Toni ci riprova con poco successo al 6', ma non sbaglia al 12' sulla punizione calibrata di Oddo. Rete firmata, alla sua maniera. Di testa, nell'angolino. Il gol regala più autorità agli azzurri che amministrano con saggezza, senza dare l'idea di strafare, anche perché la Scozia non sembra in grado di opporre una manovra efficace. Miller, ingabbiato da Materazzi e Cannavaro, non trova spazi, obbligando gli scozzesi a manovre larghe per aggirare l'ostacolo della pressione azzurra. La Scozia si sveglia al 33' con tiro violento di McCullock, parato in due tempi da Buffon. Conclusione che coincide con un certo rilassamento dell'Italia. Lo scatto brillante degli azzurri nella ripresa, sorprende la Scozia. In pochi minuti la Nazionale spreca più occasioni per raddoppiare. Al 3' splendida combinazione Perrotta-Di Natale, con diagonale che Gordon devia con bravura. Al 6' ancora Di Natale sfrutta la sua velocità sul tocco di Toni, ma conclude su Gordon in uscita. Al 10' e al 12' Toni non imprime forza e precisione a una conclusione di testa e a una di sinistro. L'Italia controlla e la Scozia cambia. Maloney rileva Teale; McLeish sposta a destra Brown. Donadoni risponde con la mossa che tutto il San Nicola attende: l'ingresso di Del Piero per Di Natale. Lo juventino regala subito una magia di tacco, ma la cosa migliore la fa ancora il sontuoso Toni, forza della natura. Camoranesi lo inquadra e il bomber, di testa, non perdona il buon Gordon.
Il 2-0 elimina angosce e paure, permettendo all'Italia di rifiatare e concedersi anche un po' di accademia, anche perché la Scozia è un pugile suonato. L'europeo 2008 austro-svizzero ora è più vicino.
(by Alfnet)
663. Torshavn (Far Oer), 02-06-2007. Tórsvøllur Stadium h. 20.45 (QE)
Far Oer -Italia 1-2 (0-1)
Reti:al 13' pt e al 3' st Inzaghi (I); al 32' st Rogvi Jacobsen (F)
Far Oer (4-4-2): Mikkelsen; Danielsen, Johannessen, J.Jacobsen, Djurhuus; Borg (dal 29' st Samuelsen), Olsen, Thomassen, Ch.Jacobsen R. Jacobsen, Flotum (dal 12' st Holst )(Joensen, Hansen, Elttor, Horg, Nolsoe). All. J.M.Olsen
Italia (4-2-3-1): Buffon; Oddo, Materazzi (dal 21' st Barzagli), Cannavaro, Tonetto; Gattuso, Pirlo; Diana, Rocchi (dal 42' st Quagliarella), Del Piero; Inzaghi (dal 14' st Lucarelli)(Amelia, Pasqual, De Rossi, Perrotta). All. Donadoni
Arbitro: Robert Malek (Polonia)
Angoli: 8 a 2 per l'Italia
Amonito: Gattuso (I) per gioco scorretto
Recupero: 1' pt, 3' st
Spettatori: 6.040
NOTE: Serata piovosa, ventilata e fredda; terreno in mediocri condizioni. Roberto Donadoni sceglie una formazione molto tecnica e veloce: schiera un 4-2-3-1, con Diana e Rocchi larghi sulle fasce, Del Piero in mezzo e Inzaghi punta unica. Con la Lituania a quattro giorni di distanza, il commissario tecnico fa scelte logiche e si adatta all'avversario pungendolo con manovre molto aperte, sfruttando i corridoi laterali e le sovrapposizioni degli uomini di fascia, amplificando tutte le ingenuità dei padroni di casa. Le Far Oer, squadra fisica votata agli scambi rapidi, anche su terreni impervi, celebrano il loro momento di gloria con una gara muscolare, ma prevedibile, facendosi infilare in contropiede dall'Italia. Già dopo tre minuti Inzaghi fa capire di avere fame, con un tiro sull'esterno della rete da posizione angolata. Diana conclude alto all'8', ma la verticalizzazione di Pirlo al 13' per Inzaghi è troppo ghiotta per non essere sfruttata. Splendida la zampata con la punta del sinistro dell'eroe di Atene che gabba Jo Roi Jacobsen e Mikkelsen per l'1-0. A quota 24 gol in azzurro, il bomber ci prende gusto con un colpo di testa in tuffo che accarezza il palo. Sorride Donadoni perché al di là delle modeste Far Oer, l'Italia regge bene fisicamente, nonostante la pioggia insistente, terreno minato per gli uomini di classe, anche se a brillare di più è il portatore di palla Andrea Pirlo. Lucido e preciso, come solo lui sa essere, il regista del Milan è collegato a Inzaghi da un filo invisibile e nell'umido e noioso finale del primo tempo è unico azzurro a regalare giocate degne di nota, come l'invito a nozze per Materazzi al 36', con palla fuori di poco. Ma tanto basta per domare le Far Oer, squadra al di sotto della modestia, sparring partner per amichevoli estive, ma da non biasimare. Facile tagliarla in due. Per Oddo che serve Diana al 4' della ripresa, pronto a offrire a Inzaghi l'assist perfetto per il 2-0. Stacco perfetto del milanista; un avvoltoio in agguato che non ha pietà nemmeno dei comprimari. E si arrabbia quando al 13' Donadoni lo cambia con Lucarelli, a sottolineare che la voglia non gli passa mai, soprattutto a una rete da Del Piero e dopo avere agganciato nella classifica dei bomber azzurri Altobelli e Baloncieri. All'Italia non resta che mantenere il possesso di palla, mostrando anche il lato più duro; voce cara a Gattuso che rimedia un'ammonizione. Gara sofferta quella del rossonero, ma come sempre votata al sacrificio. Evaporati, invece, Del Piero e Rocchi, mentre Lucarelli cicca clamorosamente la palla del 3-0. Donadoni cambia anche in difesa: Barzagli per Materazzi e qualcosa in difesa vacilla. Il primo segnale al 31' quando Jon Roi Jacobsen sfiora di testa; il secondo allorché Rogvi Jacobsen, professione carpentiere, anticipa Oddo di testa, anche se il latitante Cannavaro ci mette del suo, e infila sul primo palo Buffon. Un finale sconcertante, in cui gli azzurri sono costretti a far girare la palla, soffrendo a dismisura la fisicità delle Far Oer che quasi quasi ci credono. Entra anche Quagliarella (out Rocchi), ma la cosa peggiore la fa Del Piero fallendo il gol allo scadere con la porta spalancata. Quella migliore Buffon al 45' che salva la vittoria su Holst.
Per Pippo Inzaghi non ci sono confini. La sua legge non ammette repliche, anche di fronte ad avversari modesti. Il suo attaccamento alla maglia azzurra potrebbe servire da lezione a molti; un amore che il bomber trasforma in due gol. Un uno-due da tre punti, rovinato in parte dal gol di Rogvi Jacobsen nel finale, in cui le Far Oer fanno prevalere una maggiore freschezza che aprirà un dibattito sul finale di gara degli azzurri.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
664. Kaunas (Lituania), 06-06-2007. Dariaus Ir Gireno Stadium h. 20.45 (QE)
Lituania -Italia 0-2 (0-2)
Reti: Quagliarella al 31' e al 46' p.t.
Lituania (4-5-1): Grybauskas; Stankevicius, Skerla, Zvirgzdauskas, Paulauskas; Klimavicius, Savenas (al 15' s.t. Labukas), Kalonas, Semberas, Morinas (dal 39' p.t. Mikoliunas); Danilevicius. A disp.: Malinauskas, Zelmikas, Ivaskevicius, Beniusiss, Gedgaudas. In panchina: All. Liubinskas.
Italia (4-1-4-1): Buffon; Oddo, Cannavaro, Materazzi, Zambrotta; Pirlo; Quagliarella, De Rossi (dal 21' s.t. Gattuso), Perrotta (dal 27' s.t. Ambrosini), Di Natale (dal 29' s.t. Del Piero); Inzaghi. In panchina: (Amelia, Barzagli, Tonetto, Lucarelli ). All. Donadoni
Arbitro: Vink (Olanda)
Angoli: 4 a 4
Amonito: Pirlo (I) e Labukas (L) per gioco scorretto
Recupero: 1' p.t. 2' s.t.
Spettatori: 8.476
Multimedia: Video goal [15Mb]; Foto (1);
NOTE: Serata estiva, terreno in buone condizioni. Dopo la deludente gara con le Far Oer gli A zzurri ritrovano il gioco. Tutto come previsto: c'è il 4-1-4-1 di Donadoni, ma con la variante Oddo alla destra della difesa e lo slittamento di Zambrotta a sinistra. C'è Pirlo alle spalle del centrocampo a quattro con Quagliarella, Perrotta, De Rossi e Di Natale. C'è Pippo Inzaghi unica punta. Ma c'è anche la Lituania, squadra dal modulo molto elastico che si adatta all'avversario: 4-5-1 in fase difensiva, 4-3-3 in quella offensiva. Gioco elementare ma efficace, cocktail di forza e velocità, con piccoli sorsi di tecnica. Ci sono anche Stankevicius, cursore potente ed efficace, sulla fascia di Zambrotta, e Danilevicius, punto di riferimento in attacco. Sono questi i mezzi con cui la Lituania cerca di spaventare l'Italia. Ma a parte una deviazione al 7' di Perrotta che sfiora l'autorete e un colpo di testa di Kalonas al 9', il pressing si esaurisce in un prevedibile scambio di colpi. Prese le misure, infatti, la Nazionale prende in mano il gioco, diretto con impeccabile puntualità da Pirlo: maestro quando si tratta di far alzare gli azzurri e mettere Inzaghi nella condizione di far male. Straordinaria anche la sua capacità di allargare il gioco sulle fasce, innescando la velocità di Quagliarella e Di Natale. Splendida la palla per l'udinese al 23', ciccata però da buona posizione di sinistro.
Ma ancora Pirlo inventa e la partita si accende: al 31' e al 45'. Ma in simili circostanze occorrono anche compagni di squadra capaci di fare cose impossibili come le sue. E Fabio Quagliarella non si tira indietro regalando due capolavori balistici di rara bellezza più o meno dalla stessa distanza, nell'angolo alto dove Grybauskas non potrebbe mai arrivare. Perché Quagliarella i gol li sa fare solo così. Di lituano restano nella memoria la sostituzione di Morinas con Mikoliunas al 39' e il gol fallito da Kalonas al 43', ma in fuorigioco, neutralizzato dalla provvidenziale e sontuosa uscita di Buffon. Poi è solo azzurro nitido. Con Pirlo timoniere d'assalto. Al 13' regala una palla a Di Natale con su scritto "spingere in rete, prego", sprecata in tribuna dall'esterno sinistro. Alla Lituania non resta che sfruttare qualche sbilanciamento degli azzurri, ma al 15' Danilevicius non coglie l'attimo permettendo a un Cannavaro strepitoso e a Materazzi di recuperare. A ritmo contenuto, mentre Pirlo continua a regalare saggezza, Donadoni sostituisce De Rossi, forse l'unica nota stonata del concerto, e Perrotta (affaticato) con Gattuso e Ambrosini, completando poi il trittico con Del Piero per Di Natale. L'Italia penetra più facilmente e Inzaghi ha il tempo di sbagliare un gol, su invito di Gattuso, segnale che la Lituania ha mollato in difesa, alla ricerca di un gol prestigioso. Ma il 2-0 rimane intatto. Conclusione perfetta per una serata da Quagliarella. Per l'azzurro d'Italia una favola in più da raccontare.
L'Italia si sbarazza così della Lituania (quinta vittoria consecutiva) nell'ultima gara prima dell'estate, cogliendo tre punti di fondamentale importanza lungo il cammino che porta alla fase finale degli Europei del 2008 e mantenendo il secondo posto nel girone (alle spalle della Francia vincente, di misura, per 1-0 contro la Georgia).
Un particolare primato riguarda Quagliarella: è il primo giocatore della Nazionale Italiana con il cognome che inizia con la lettera "Q" (escludendo Quadri e Quadrini che hanno giocato, rispettivamente nel 1969 e nel 1999, solo con la maglia dell'Under 21).
(by Alfnet e dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
L'Italia ha chiuso in vantaggio per 2-0 la sfida contro la Lituania, sfida di qualificazione agli Europei del 2008. La gara comincia su ritmi non troppo elevati, con l’Italia che cerca di ragionare invece di gettarsi alla disperata ricerca del gol. La Lituana, dal canto suo, lascia spazio al centrocampo azzurro, anche se non disdegna qualche sortita offensiva. Il primo brivido lo da` Perrotta (6’) ma nella porta sbagliata: un suo colpo di testa rischia di finire alle spalle di Buffon, ma la sfera termina in calcio d’angolo. Al 19’ Zambrotta ferma Stankevicius lanciato a rete, per l’arbitro e` tutto regolare. Gli azzurri di Donadoni prendono in mano l’iniziativa del gioco, ma risultano troppo imprecisi negli ultimi metri. Alla mezz’ora, pero`, si fa vedere la Lituania, con una potente conclusione di Salenas dal limite dell’area che Buffon devia in angolo. Passato lo spavento arriva, per l’Italia, il gol del vantaggio: ad andare a segno e` Quagliarella, che dunque bagna il suo esordio azzurro con la rete dell’1-0. Prima dell’intervallo altro grande spavento per l’Italia: e` il 42’ quando Kalonas si trova a tu per tu con Buffon; l’estremo difensore juventino e` bravo a non abboccare alle finte dell’attaccante lituano e respingere il tiro. Poi ci pensa lo stesso Kalonas a mandare incredibilmente la palla a lato. La legge del calcio e`: gol sbagliato, gol subito. E cosi` ci pensa ancora Quagliarella, che al 45’ conclude con un potente destro sotto il sette alla destra del portiere lituano: 0-2 e tutti a prendere un the caldo.
Nella ripresa gli azzurri cercano di abbassare i ritmi per rischiare il meno possibile. Fanno girare palla e correre gli avversari, pungendo quando vedono sufficiente spazio, come al 12°, quando Pirlo mette dentro per Di Natale che cerca di piazzare la palla sul secondo palo ma la mette alta. La Lituania tenta la carta delle due punte, inserendo Labukas, ma sono ancora Quagliarella, a metà tempo, a sfiorare il palo di sinistro, ed Inzaghi, alla mezz’ora, a mettere fuori dopo una bella combinazione Di Natale-Gattuso. Sono gli unici lampi di una ripresa che si trascina stancamente fino al termine della gara, che l’Italia conduce in porto dimostrando voglia e superiorità tecnica.
Missione compiuta, quindi, per l’Italia che porta a casa la quinta vittoria consecutiva e rintuzza gli assalti della Scozia che nel pomeriggio aveva battuto le Isole Faroer per 2-0. Ora gli azzurri potranno recuperare le energie in vista del doppio, decisivo scontro di settembre contro Francia ed Ucraina.
Grande Quagliarella migliore in campo voto 9.......
(by Giulio Pastore)
665. Budapest (Ungheria), 22-08-2007. Puskas Stadium h. 20.50 (AM)
Ungheria -Italia 3-1 (0-0)
Reti: nel st 3' Di Natale (I), 16' Juhasz (U), 21' Gera (U) su rigore, 31' Feczesin (U)
Ungheria (4-3-2-1): Fulop, Szelesi, Vasko, Juhasz, Vanczak (28' Cszimadia), Vass, Toszer (14' st Leandro), Dzsudzsak (37' st Halmosi), Hajnal (14' st Filkor), Gera (45' st Buzsaky), Priskin (28' st Fecsezin 6) (12 Balogh J., 19 Pinter, 22 Toth). All.: Varhidi.
Italia (4-3-2-1): Buffon, Oddo (1' st Grosso), Cannavaro, Materazzi (1' Barzagli ), Zambrotta, Ambrosini, Pirlo, Aquilani (21' st Palombo), Quagliarella, Del Piero (1' st Di Natale), Toni (1' st Inzaghi 5) (14 Amelia, 2 Zaccardo, 16 Diana, 8 Gattuso, 12 Curci). All.: Donadoni.
Arbitro: Mejuto Gonzales (Spa).
Angoli: 6-2 per l'Ungheria.
Recupero: 1' e 4'.
Spettatori: 40.000
NOTE:Serata fresca, campo in mediocri condizioni. La "ola" alla fine è giustificata, perché battere i campioni del mondo è soddisfazione da raccontare ai posteri. Così, dopo cinque vittorie di filata, l'Italia cede all'Ungheria nell'amichevole di Budapest. Stop umiliante, perché sul tabellone alla fine risalta un clamoroso e gigantesco 3-1. Inutile il vantaggio di Di Natale. Juhasz pareggia, Gera, su rigore, ribalta il risultato, mentre Feczesin lo fissa. Una brutta figura che sottolinea una preparazione sommaria e che impone una lunga riflessione in vista dei prossimi impegni.
L'ultimo test prima della Francia, Roberto Donadoni lo affida a un gruppo compatto, ma con la novità Aquilani, lanciato nella mischia per saggiarne qualità indiscusse. Il romanista viene schierato tra Quagliarella e Del Piero, preferito a Di Natale. La punta è Toni, fresco eroe di Germania, mentre al fianco di Pirlo c'è Ambrosini, impiegato al posto di Gattuso, vittima di un leggero problema muscolare. Poi la difesa di sempre, con Oddo a destra, Cannavaro, Materazzi e Zambrotta.
Test importante, perché l'Ungheria sembra uscita dal torpore degli utlimi anni, mostrando un gioco piacevole ed efficae. Gli azzurri partono bene. Pirlo carica le polveri con una potente punizione, ma è Gera, al 9', a far tremare Buffon che vede sfilare la palla fuori di poco. A centrocampo Pirlo detta i tempi, ma è l'unico a conservare la lucidità necessaria per trovarevarchi nella difesa organizzata dei padroni di casa. Toni viene cercato poco; un peccato perché il bomber, con la sua capacità di far salire la squadra, è in grado di mettere in apprensione chiunque. Vita dura per il gigante del Bayern Monaco che se la deve vedere con un quartetto difensivo che non concede nulla e che, soprattutto, non usa le buone maniere. L'Ungheria esibisce buona tecnica e individualità; si chiude bene dietro e presidia tutti gli spazi del campo, senza permettere all'Italia di giocare con continuità. Piacciono gli inserimenti di Aquilani; Oddo potrebbe pressare di più e Donadoni glielo ricorda; quando infatti il cursore rossonero decide di lasciare con più frequenza la difesa, sa regalare spunti utili per gli attaccanti. Nell'ultimo quarto d'ora l'Italia cede fisicamente; l'Ungheria prende palla e non la molla più. Anche perché i nostri fanno poco pressing, permettendo più del lecito ai magiari che ci prendono gusto. Al punto da sfiorare il gol un paio di volte.
La ripresa inizia con quattro variazioni: Inzaghi per Toni, Di Natale per Del Piero, Grosso per Oddo e Barzagli per Materazzi (k.o. per un colpo alla coscia destra). Senza Toni l'Italia perde centimetri in attacco, ma la fame di Inzaghi è garanzia, anche se a pescare il gol dal cilindro è Di Natale che infila di punta nell'angolino; da apprezzare l'ottimo assist in scivolata di Aquilani: autoritario, grande personalità, fra i migliori in campo. L'Ungheria subisce il colpo, regalando il campo agli azzurri. Ma non dura molto. Varhidi inserisce Filkor e Leandro e la musica cambia. Proprio Leandro sfiora il pari, ma non sbaglia Juhasz che fulmina Buffon con sinistro al volo, regalo dell'Italia che gli concede spazi impensabili.
Bastasse. Cannavaro commette un fallo da pollo in area su Priskin; rigore netto, trasformato con classe da Gera che trova l'angolo giusto. L'Ungheria si esalta e Donadoni toglie il distrutto Aquilani per Palombo. Non ne guadagniamo e subiamo la fisicità dei magiari che snocciolano bel gioco e si permettono il lusso di andare ancora in gol. Gera umilia Cannavaro (serata no) e trova il varco giusto per Feczesin che batte lo stralunato Buffon e chiude il conto. C'è da preoccuparsi? Contro Henry e compagni servirà ben altra squadra: Donadoni avrà 17 giorni a disposizione per ritrovare il bandolo della matassa; gli azzurri concentrazione e forza fisica, perché contro i transalpini saranno fondamentali.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
666. Milano (Italia), 08-09-2007. Stadio Meazza h. 20.50 (QE)
Italia - Francia 0-0
Italia (4-1-4-1): Buffon; Oddo, Cannavaro, Barzagli, Zambrotta; De Rossi; Camoranesi (dal 13' s.t. Perrotta), Gattuso, Pirlo, Del Piero (dal 38' s.t. Di Natale); Inzaghi (18’ st Lucarelli). A disp.: Amelia, Panucci, Grosso, Ambrosini. All. Roberto Donadoni
Francia (4-4-2): Landreau; Diarra, Thuram, Escude, Abidal; Ribery (dal 42' s.t. Toulalan), Vieira, Makelele, Malouda; Henry, Anelka. A disp.: Frey, Evra, Govou, Clerc, Mexes, Trezeguet. All. Pierre Mankowski (Domenech è squalificato)
Arbitro: Lubos Michel (Slovacchia)
Ammoniti: Makelele (F), Gattuso (I), Henry (F) e De Rossi (I) per gioco scorretto;
Angoli: 5-2 per l'Italia.
Recupero: 1' e 3'.
Spettatori: 80.000, per un incasso di 1.595.490,00.
Multimedia: Video prepartita e inno "Fratelli d'Italia" dal vivo dallo Stadio Meazza di Milano [25Mb]; Audio Inno "Fratelli d'Italia" dal vivo dallo Meazza [2.5Mb]
NOTE: Terreno in ottime condizioni, temperatura mite. Uno striminzito 0-0 dopo settimane di assalti. Italia-Francia fa a pugni con la cornice straordinaria di San Siro consegnando solo un punto agli azzurri che adesso sperano proprio nei Bleus, quando mercoledì riceveranno la Scozia in casa. Kiev diventa cosi il crocevia della qualificazione agli Europei. Lasciare le penne in Ucraina potrebbe essere fatale. Brutta l'attesa ed ennesima rivincita tra le finaliste di Berlino. La squadra di Domenech gioca al risparmio salvaguardando la leadership nel girone. A bocca asciutta l'Italia, molto al di sotto delle aspettative; ancora una volta alle prese con limiti di preparazione.
La mesta certezza di un Toni in meno, ma con la convinzione che Inzaghi sia la scelta giusta. Roberto Donadoni prima della sfida convoca Iaquinta in proiezione Ucraina, prima di salutare il bomber del Bayern. Poi conferma la formazione attesa da tutti, con Del Piero alla sinistra del centrocampo e De Rossi davanti alla difesa, nell'ormai consolidato 4-1-4-1. Raymond Domenech, appiedato dall'Uefa, è come se ci fosse. Cambia alla vigilia: Evra con Escude, piazzato al centro della difesa, spostando Abidal a sinistra, nel suo ruolo naturale, mentre a destra schiera Diarra.
Esasperata oltre ogni limite da una vigilia da dimenticare, vergognosamente proseguita dal nostro pubblico che decide di fischiare la Marsigliese, Italia-Francia è una contesa giocata sul filo dei nervi. Partenza contratta, dove i Bleus non risparmiano colpi iscrivendo dopo soli 4' Makelele nel referto dell'arbitro per una gomitata a Gattuso. Evidente l'impostazione dei transalpini, con Ribery e Malouda che accorciano e allungano la squadra con i tagli verso l'interno per rifornire Henry e Anelka. E' li che giocano un ruolo fondamentale De Rossi e Pirlo, filtro a protezione della difesa.
Al 14' Cannavaro fa pasticciare Malouda che in qualche modo si salva in angolo. Ma è più nitido il diagonale, seppur sballato di Anelka. I nostri avversari fanno girare molto la palla per cercare varchi tra gli azzurri che si chiudono bene e spingono spesso a destra. Ma nel raddoppio Oddo-Camoranesi c'è un Abidal di troppo. Partita dura. I Bleus giocano bene. Partita di sacrificio. L'ideale per Cannavaro e Gattuso; due leoni. Ma con l'amaro in bocca il rossonero, che subisce un giallo e dovrà saltare l'Ucraina.
Limitate le azioni sulle fasce, dove i transalpini coprono bene, sono preferibili le verticalizzazioni di Pirlo. Il rossonero legge la partita come nessun altro. Detta i tempi e apre in due la Francia. Al 33' uno scambio perfetto Zambrotta-Del Piero mette nelle condizioni di segnare il capitano delle Juve, ma il tiro molle sul primo palo viene intercettato da Landreau. E' un momento magico, perché una manciata di secondi dopo Inzaghi scheggia la traversa, su pennellata di Pirlo, da posizione decentrata. Un fulmine a ciel sereno il gesto di Pippo, che contrasta con la lentezza e l'egoismo di Del Piero, fumoso e alla ricerca di gloria personale. I francesi soffrono, a dimostrazione che quando vengono pressati ad alta velocità faticano a tessere trame. I Bleus fanno girare la palla con una tattica rinunciataria, senza però risparmiare i colpi a sorpresa. Al 42' Ribery (quanto spazio!), si libera al limite e scaraventa fuori; un minuto dopo Malouda scarica una legnata che Buffon para in due tempi. Il colpo di testa di Barzagli, bloccato da Landreau all'inizio della ripresa, carica di adrenalina l'Italia.
Al 5' Camoranesi fa piegare le dita al portiere della Francia. Segnali che tonificano la partita, ma che non permettono cali di concentrazione. E' sufficiente il successivo contropiede dei Bleus, quando Buffon deve compiere un miracolo sul tiro ravvicinato di Anelka. Donadoni effettua il suo primo cambio al 13': Perrotta per Camoranesi, confidando sulle capacità di penetrazione del romanista. Al 26' arriva il momento di Lucarelli che sostituisce Inzaghi, imprigionato in una marcatura che non dà scampo. Ma rompere gli argini, con una difesa come quella francese, è un'impresa. Alla Francia tutto sommato va bene così: addomestica il risultato, chiude ulteriormente la nostra azione sulle fasce, consapevole che la benzina dell'Italia è finita. Donadoni cerca di dare un colpo di frusta alla mediocrità sostituendo Del Piero con Di Natale. Una mossa ritardata che non cambia di una virgola i toni della partita. A Kiev servirà ben altro.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
667. Kiev (Ucraina), 08-09-2007. Stadio Olympiyskiy h. 20.50 (QE)
Ucraina - Italia 1-2 (0-1)
Reti: al 40' pt Di Natale (I); al 27' st Shevchenko (U), al 32' st Di Natale (I).
Ucraina (4-1-4-1): Shovkovsky; Rusol, Yezersky, Kucher, Gay; Tymoschuk; Gusev (dal 43' st Milevsky), Nazarenko (dal 24' st Gladky), Shelaev, Kalinichenko (dal 16' st Voronin), Gai; Shevchenko. (Pyatov, Chiygrinski, Rotan, Grytsay) All. Blokhin.
Italia (4-2-3-1): Buffon; Panucci, Cannavaro, Barzagli, Zambrotta; Pirlo, Ambrosini; Camoranesi (dal 33' st Oddo), Perrotta (dal 24' st Aquilani), Di Natale; Iaquinta (dal 40' st Quagliarella). (Amelia, Grosso, De Rossi, Inzaghi). All. Donadoni.
Arbitro: Howard Webb (Inghilterra).
Ammoniti: Cannavaro (I) e Perrotta (I) per comportamento non regolamentare, Rusol (U) per gioco scorretto.
Angoli: 5-4 per l'Ucraina.
Recupero: 1' e 2'.
Spettatori: 40.000.
NOTE: Terreno in buone condizioni, cielo nuvoloso. Antonio Di Natale trascina Roberto Donadoni in montagna. A un passo dalla vetta. A un punto dalla Scozia, che vince clamorosamente a Parigi e che dovremo incontrare il 17 novembre a Glasgow. L'ultima spiaggia la spedisce ai mittenti e ai detrattori del c.t.. L'esterno destro aggiunge alla sua galleria fotografica una doppietta che permette all'Italia di battere l'Ucraina 2-1, dopo il pareggio di un ritrovato Shevchenko. Partita scorbutica in cui la Nazionale rischia molto senza esaltare, ma che risolve grazie all'esperienza e alla classe dei suoi giocatori. Il ritorno al 4-2-3-1 e cinque cambi rispetto alla partita con la Francia, sono le novità di Roberto Donadoni contro l'Ucraina. Panucci gioca a destra della difesa; Ambrosini duetta al fianco di Pirlo in posizione più avanzata; Perrotta e Di Natale si schierano sulla linea dei mediani; Iaquinta è l'unica punta. Dimenticare San Siro è l'imput del c.t., che però sorprende ancora, spedendo Del Piero e Lucarelli in tribuna. Cambia anche Oleg Blokhin. Dopo l'1-1 di Tbilisi rinuncia a Voronin e a Rotan e si affida a Kalinichenko e Gay. Variabile il modulo; una sorta di 4-1-4-1, con Tymoschuk battitore libero tra difesa e centrocampo, mentre Sheva è la punta di diamante. La partita che dovrebbe segnare una svolta, non ha i prodromi del riscatto. La partenza secca dei padroni di casa sorprende gli azzurri. E quando Andriy Shevchenko al 4' fa tremare la traversa su una punizione calciata da oltre venti metri, prevale la sensazione che uscire indenni da Kiev sarà un'impresa. Ucraina dappertutto, padrona del campo. Blokhin azzecca tutte le mosse: limita il gioco sulle fasce, chiude a chiave Iaquinta in un bunker e pressa con il centrocampo. Kalininchenko e Gusev sono i padroni delle fasce e per Sheva è festa grande. L'attaccante svaria da una parte all'altra del campo disorientando con la sua velocità la difesa azzurra che riesce. L'ex milanista si ripete al 21' con una discesa imperiosa sulla sinistra, da cui fa partire un diagonale che esce di poco. Al 23' l'Italia rischia ancora; micidiale la punizione centrale di Sheva respinta da Buffon.
Assedio conclamato e Nazionale allo sbando per un buon quarto d'ora. Difficoltà e affanno lasciano presagire ultime spiagge. Tutto sembra complicato, anche l'inserimento più semplice. Trovare spazi nell'affollata trequarti dei gialloblù è impossibile, così il gioco si sposta inevitabilmente su Pirlo e Di Natale, senza dubbio i più attenti alla manovra. Il giocatore dell'Udinese elenca tutte le sue qualità, negli inserimenti e anche nelle conclusioni, in contrapposizione con Iaquinta, pesante e sempre come le spalle alla porta. Pirlo è il metronomo che cerca di far rispettare i tempi. Due a caso; di quelli che risolvono le partite. Come al 40' quando il regista del Milan pennella proprio per il piccolo attaccante che devia in rete per l'1-0. Forte del vantaggio gli azzurri possono permettersi il lusso di giocare una ripresa con giudizio. E con un pizzico di autorità, perché Di Natale potrebbe fare il bis sull'invito dalla destra di Iaquinta dopo soli due minuti. Ma l'Ucraina non è sparita dal campo. La squadra di Blokhin produce gioco sull'onda dell'orgoglio, perché, tutto sommato, è avversario abbordabile con molti limiti: difesa rivedibile. Pressa e cerca di creare confusione davanti a Buffon, anche se è con la classe, al 4', che Sheva, sempre e solo lui, obbliga il portiere della Nazionale alla grande respinta con un diagonale griffato. Ci può stare. Blokhin non molla e fa due cambi: Voronin per Kalinichenko e Glady per Nazarenko, mentre Aquilani prende il posto dell'irriconoscibile Perrotta. Ma è un partita di basso profilo, dove l'Italia bada a mantenere il vantaggio, con la consapevolezza di essere superiore all'Ucraina, sottovalutando fin troppo l'avversario. Al 23' Sheva obbliga Buffon al miracolo sfruttando il primo errore di Barzagli, ma non sbaglia al 27' quando trova uno spazio in area e in girata agguanta il pareggio. Nuvole nere si addensano sugli azzurri, ma l'Italia ha il pregio di reagire. E a conferma che le scelte di Donadoni questa volta sono quelle giuste, Ambrosini conquista una palla a centrocampo sull'errore di Voronin e lancia perfettamente Di Natale che in solitudine ha tutto il tempo per trovare l'angolo giusto e infilare il 2-1. Il gol che scatena l'entusiasmo di Donadoni e degli azzurri che fanno cerchio; un po' come dire che il gruppo è rimasto intatto.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
668. Genova (Italia), 13-10-2007. Stadio Marassi h. 20.50 (QE)
Italia - Georgia 2-0 (1-0)
Reti: al 44' pt Pirlo; al 39' st Grosso.
Italia (4-3-3): Buffon; Oddo, Barzagli, Panucci, Grosso; Gattuso, Pirlo, Ambrosini (dal 43' st Mauri); Quagliarella (dal 26' st Foggia), Toni, Di Natale (Amelia, Bonera, Chiellini, De Rossi, Lucarelli). All.: Donadoni.
Georgia (4-4-2): Lomaia; Khizanshvili, Shashashvili (dal 16' st Kenia), Asatiani, Salukvadze; Tskitishvili, Kirkvelia Menteshashvili, Kankava; Michedlidze (dal 16' st Siradze), Demetradze (dal 40' st Jakobia) (Makaridze, Kandelaki, Kvakhadze, Tatanashvili). All. Toppmoller.
Arbitro: Carlos Megía Dávila (ESP)
Ammoniti: Demetradze (G) e Oddo (I) per gioco scorretto, Kirkvelia (G) per comportamento non regolamentare.
Angoli: 10-1 per l'Italia.
Recupero: 1' e 3'.
Spettatori: 23.057 per un incasso di 262.676,00 euro.
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Serata ventilata, campo in discrete condizioni. La classe operaia di Donadoni va in paradiso. Solo due gol dividono alla fine Italia e Georgia. A tenere in corsa la Nazionale ci pensano Andrea Pirlo, con una punizione impeccabile allo scadere del primo tempo, e Fabio Grosso nella ripresa. Tre punti fondamentali che permettono agli azzurri (23 punti) di mantenere il passo in classifica, tra Scozia (24) e Francia (22). Ma che fatica addomesticare la Georgia, squadra in crescita e alla ricerca di un'identità, che mercoledì a Tbilisi darà sicuramente del filo da torcere agli scozzesi.
Restavano da decidere due mosse. Roberto Donadoni le risolve preferendo Grosso a Chiellini in difesa e, gioco forza, schierando Quagliarella dopo il forfait di Iaquinta, a completare il tridente con Toni e Di Natale. Di fronte una Georgia illeggibile, non tanto per la difficile pronuncia dei nomi, ma per l'inattendibile disposizione in campo. Una sorta di mischione, quasi sempre compatto davanti al portiere Lomaia, che sfrutta l'improvvisazione in fase offensiva, non potendo contare su individualità tecniche.
La trequarti della Georgia è così affollata da complicare la vita agli azzurri, spesso troppo precipitosi nella ricerca del gol. La Nazionale ci mette del suo, facendosi intrappolare in un catenaccio molto efficace, per nulla facile da scardinare. Il primo tempo vive soprattutto sul lavoro e la straordinaria abnegazione di Ambrosini, lucido e implacabile quando c'è da rilanciare l'azione e sempre pronto a coprire la difesa quando i georgiani cercano di impensierire la nostra difesa.
La prima sortita è di Quagliarella con un tiro da 25 metri al 9', ma per vedere la prima vera azione da gol bisogna attendere il 27'. Incredibile il palo colpito da Toni sull'invenzione di Di Natale. E il "bavarese" si ripete al 31' deviando di testa, oltre la traversa, la punizione calciata da Pirlo. Ma l'Italia di Marassi vive anche sui prodigi di Totò Di Natale. Strepitoso nella manovra, guizzante e a tratti incontenibile. L'attaccante inventa, cerca i compagni di reparto, regala rabone e sfiora anche la rete al 37' scaraventando oltre la traversa.
Con una Georgia così tosta e chiusa, a caccia di un pareggio prestigioso ma anche più veloce e più forte fisicamente, servirebbero più attenzione e quella pazienza predicata da Donadoni. Ci pensa così Pirlo, tra l'altro in una serata di ordinaria amministrazione, a dare la svolta con una punizione magistrale al 44', che sorprende lo sprovveduto Lomaia, bravo però a deviare oltre la traversa 2' dopo un nuovo calcio piazzato del rossonero.
Non è comunque l'Italia sognata dal commissario tecnico, perché nella ripresa la storia si ripete. Troppe le pecche della Nazionale. Da Quagliarella, spaesato e poco in sintonia nel tridente, a Oddo che non ne azzecca una e si fa anche ammonire per uno fallo evitabile. La Georgia nel suo piccolo fa quello che può, limitando sempre gli spazi agli azzurri che sbagliano molto. Toppmoller, che ha sposato la linea della nuova generazione, al 16' inserisce il sedicenne di belle speranze Kenia, già acquistato dallo Schalke 04, e Siradze; fuori il diciassettenne dell'Empoli Mchedlidze e Shashashvili. Donadoni aspetta il 26' per cambiare Quagliarella con Foggia, e al 29' è ancora Toni a vedersi negato il gol da uno strano intervento di Lomaia.
Il bomber del Bayern rimedia al 40' servendo a Grosso la palla che il difensore non può rifiutarsi di mettere in rete. E' il gol che blinda il risultato e che ci permette di pensare a Glasgow con più fiducia.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
669. Siena (Italia), 17-10-2007. Stadio Franchi h. 20.50 (AM)
Italia - Sud Africa 2-0 (0-0)
Reti: nel st al 37' e al 45' Lucarelli
Italia (4-2-3-1): Amelia; Zaccardo (37' st Mesto), Gamberini (17' st Dossena), Bonera, Chiellini; Montolivo (29' st Nocerino), De Rossi (14' st Palombo), Foggia (14' st Gilardino), Rosina (41' Semioli), Mauri, Lucarelli (12 Curci, 6 Cannavaro P.). All.: Donadoni
Sud Africa (4-4-2): Fernandez, Nzama (44' st Mere), Morris, Mokoena, Evans, Pienaar (29' st Sono) , Sibaya, Modise (27' Tshabalala), Nkosi (27' st Nomvete), Buckley, Mc Carthy (40' st Fanteni). (16 Marlin, 12 Katza, 21 Fransman, 13 Mhlongo, 9 Dikgacoi, 11 Davids, 15 Chenene). All.: Parreira
Arbitro: Weiner (Ger)
Angoli: 3 a 0 per l'Italia
Recupero: 0' e 3'
Spettatori: 6.000
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Serata tiepida e campo in buone condizioni. I gol della vittoria sono di Lucarelli. Uno-due da cavallo di razza. Ma senza nulla togliere alla doppietta dell'attaccante quello più bello è della Georgia. L'Italia nell'amichevole di Siena batte il Sud Africa 2-0. Donadoni è soddisfatto e nasconde a fatica il suo sollievo davanti alla notizia del clamoroso flop della Scozia a Tbilisi. Adesso sa che il 17 novembre basterà anche un pareggio per conquistare la qualificazione all'Europeo, considerando la sfida con le Far Oer una pura formalità.
Il c.t. schiera una formazione dove i veri esordienti con la maglia azzurra che conta sono Gamberini, Montolivo e Rosina: il primo schierato in difesa con Zaccardo, Bonera e Chiellini; Montolivo alle spalle del centrocampo, al fianco della "chioccia" De Rossi; il giocatore del Torino tra Foggia e Mauri, mentre la punta è Lucarelli. Nel Sud Africa spicca il nome di Pienaar, centrocampista di peso dell'Everton, che deve la sua fama agli anni trascorsi nell'Ajax.
Il primo tempo non resterà certo negli annali. L'Italia dimostra di avere una buona intesa; abile negli inserimenti, molto creativa soprattutto dove agisce Rosina, un trottolino che crea sempre grattacapi e cerca di regalare suggerimenti ai compagni di squadra. Il possesso di palla degli azzurri è costante, ma solo in un paio di occasioni, con Chiellini e Rosina, si avvicinano al gol. Gli avversari subiscono il nostro gioco diretto dall'esperto De Rossi, ma affollando la loro trequarti chiudono tutti gli spazi agli azzurri che agiscono sulle fasce. Rare le sortite sudafricane in attacco; dotati di buona tecnica, i giocatori di Parreira difficilmente riescono a impensierire Amelia.
Nella ripresa, i cambi di Donadoni rivitalizzano la partita. Gilardino entrato al posto di Foggia fa gridare subito al gol impegnando il portiere Fernandez e subito dopo Mauri fallisce di un nulla la rete con un colpo di testa sul secondo palo. Nella Nazionale entrano anche Palombo per De Rossi e Dossena per Gamberini. Aggiustamenti che regalano più brio e profondità alla squadra, di nuovo vicina al gol con Gilardino che deve fare i conti con il palo su un colpo di testa ravvicinato. Dentro anche Nocerino e Semioli, ma la differenza la fa Dossena dell'Udinese: veloce e imprevedibile. Soprattutto preciso sull'assist per Lucarelli, dopo la finta di Gilardino; gol d'autore: spinta in rete con un tuffo di testa. L'ex attaccante del Livorno si ripete, ma sul cross di Semioli entrato al posto dell'ottimo Rosina. L'onore è salvo.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
670. Glasgow (Scozia), 17-11-2007. Hampden Park h. 18.00 (QE)
Scozia - Italia 1-2 (0-1)
Reti: 2' pt Toni (I), 20' st Ferguson (S), 46' st Panucci (I)
Scozia (4-1-4-1): Gordon; Hutton, Naysmith, McManus, Weir; Hartley; Ferguson, McCulloch (Boyd dal 47' st), Fletcher, Brown (Miller dal 29' st); McFadden. (McGregor, Caldwell, Alexander, Pearson, Robson). All.: McLeish.
Italia (4-3-3): Buffon; Panucci, Cannavaro, Barzagli, Zambrotta; Gattuso (De Rossi dal 42' st), Pirlo, Ambrosini; Camoranesi (Chiellini dal 38' st), Toni, Di Natale (Iaquinta dal 23' st). (Amelia, Oddo, Perrotta, Gilardino). All.: Donadoni.
Arbitro: Mejuto Gonzalez (Spa)
Ammoniti: Naysmith (S), McCulloch (S), Toni (I) per gioco scorretto
Angoli: 5-3 per la Scozia
Recupero: 1' pt, 3' st
Spettatori: 51.000 circa (circa 2.300 i tifosi italiani sugli spalti)
Multimedia: Video Sintesi della partita [25Mb]; Foto (1);
NOTE: "Come on" Italia, l'Europa è servita. Dopo una partita di una sofferenza inaudita, la Nazionale batte la Scozia 2-1 e conquista una sacrosanta qualificazione all'Europeo. Primo tempo autoritario quello degli azzurri che passano subito con Toni, ma che si fanno soffocare dalla potenza fisica dei britannici nella ripresa, in gol con Ferguson. Nel recupero arriva Panucci che di testa spegne definitivamente l'Hampden Park. E’ nuova la maglia, tutta bianca come i calzoncini con il numero in nero e il colletto in oro, la divisa da trasferta che debutta nell’appuntamento più importante della stagione.
Sessantotto secondi per imprimere un segno forte. Di Natale che saetta sulla sinistra e mette in mezzo. Toni che infila: zampata d'autore e la Scozia è già sotto. Camoranesi potrebbe addirittura raddoppiare pochi istanti dopo. Prologo che forse nemmeno Roberto Donadoni si sarebbe sognato. La rete manda all'aria tutti i piani di Alex McLeish, già intenzionato a giocarsela con cervello, senza regalare spazi all'Italia. Ma il bomber di Germania apre una voragine e la Scozia è costretta a mordere subito. Concepita come un 4-1-4-1, con McFadden punta solitaria, la squadra britannica si ricompatta pressando la linea mediana azzurra, ma con scarsi risultati. Perché al 13' Toni potrebbe addirittura firmare il raddoppio, con un bolide sul primo palo deviato in angolo.
La Scozia supera lo choc e dal 16' propone il suo repertorio migliore, monotono ma efficace: pressing, velocità, uomini larghi sulle fasce, pronti a rifornire i saltatori. E qui l'Italia rischia, pur mantenendo i nervi saldi e una buona organizzazione difensiva. Gli scozzesi gridano al rigore, quando Zambrotta sposta la traiettoria con un braccio ben attaccato al corpo. Proteste inutili, perché Mejuto è per l'evidente involontarietà. Momenti duri. La Scozia colleziona angoli. Al 17' Ferguson mira alto, al 18' Hutton di testa sfiora il palo alla destra di Buffon.
L'Italia commette l'errore di chiudersi e vai a capire se si tratta di un piano preordinato. Qualcosa sembra incepparsi nei meccanismi del centrocampo e l'occasione capitata al 30' sui piedi di Ferguson è un segnale che gli azzurri memorizzano subito, serrando i ranghi in fase di copertura. Ma è una Scozia che vive di lampi. Appena la Nazionale fa la Nazionale, si sgretolano tutti gli intenti dei padroni di casa, presi in contropiede, come al 31', quando a Di Natale viene annullato un gol apparentemente regolare, dopo una batti e ribatti. Poi l'incredibile occasione mancata da Hutton al 46'; soprattutto lo straordinario salvataggio sulla linea di Pirlo: ennesimo colpo di testa su calcio piazzato; in mancanza d'altro, l'arma più efficace degli scozzesi. Ma l'Italia chiude il primo tempo con la certezza di meritarselo tutto il gol di Toni.
La partenza bruciante degli azzurri nella ripresa conferma un gap tecnico che solo i tifosi dell'Hampden Park non riescono a riconoscere. Se poi anche Gattuso regala numeri di classe allora il cerchio è completo. Sul suo terreno ideale, il rossonero regala una palla al bacio a Di Natale che gira al volo, ma su un difensore piazzato davanti a Gordon. Lo schiaffone sveglia la Scozia che torna a ruminare gioco. All'Italia può andare anche bene, perché in contropiede sfrutta il gioco largo dei britannici.
Ma se non sono tecnica ed esperienza a dare una mano alla Scozia, ci pensa l'orgoglio a fare la differenza. Così al 20' Ferguson non fallisce da distanza ravvicinata e in fuorigioco, piazzando in rete la palla che Buffon non riesce a trattenere. Donadoni corre subito ai ripari: fuori Di Natale, dentro Iaquinta; un'iniezione di chili in attacco. Il dentro o fuori su entrambi i fronti impone un finale meticoloso. McLeish rinuncia a Brown e punta su Miller, affidandogli la corona del risolutore. Finale da infarto, da lacrime vere. E con la Scozia rabbiosamente in avanti, all'Italia, i cui muscoli cominciano a scricchiolare, non resta che votarsi al sacrificio. La Scozia infila occasioni ed è logico l'avvicendamento fra Camoranesi e Chiellini prima e Gattuso e De Rossi poi. Minuti interminabili e poi l'acuto di Panucci.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
Al fischio finale della partita contro la Scozia è un abbraccio unico, tra Donadoni, i giocatori e il presidente della Figc Abete sceso in campo a festeggiare la meritata vittoria e, quello che più conta, un posto ad Euro 2008. Orgoglioso di questo gruppo, il Commissario tecnico richiama tutta l’attenzione e i meriti del successo sui giocatori: “Hanno fatto tutto loro – dichiara – e sono stati bravissimi. Sapevamo che sarebbe stata una partita fisica e non ci siamo tirati indietro, nonostante le difficoltà aumentate dalle condizioni atmosferiche. Questa è l’Italia, fatta di carattere, di personalità, di volontà. Una grande gioia, ma devo dire che, se noi abbiamo dato lezione di calcio, la Scozia ci ha fatto vedere la parte più bella del tifo”.
L'autore del primo gol, Luca Toni sottolinea: “Una grande partita, e non era facile. Ma ce l’abbiamo messa tutta, ci abbiamo sempre creduto. Avevamo detto che avremmo dedicato, in caso di vittoria, il successo a Gabriele Sandri e in questo momento un pensiero a lui è doveroso. Certo la mia rete è stata importante, ma è stata una gran partita di tutta l'Italia. Siamo stati bravi nonostante la bolgia nella quale abbiamo giocato, non era facile imporsi in un ambiente del genere. Poi la pioggia e il terreno pesante si sono fatti sentire, ma siamo stati più forti di tutto". Ottenuta la qualificazione a Euro 2008, Roberto Donadoni si proietta già alla manifestazione continentale. "Non credo che sarà molto più facile dei Mondiali. Noi ci presenteremo con le solite ambizioni: giocando per vincere. Questa è la mia mentalità: scendere in campo tutte le volte per il risultato migliore. Sogno di creare una squadra che abbia una mentalità vincente, capace di pensare in grande come il mio Milan".
"Sono orgoglioso della qualifiacazione raggiunta da questa nazionale - ha detto Gattuso - però mi girano perché so che abbiamo qualificato anche la Francia. Domenech rompe sempre, davvero non lo meritava. Ora spero di ritrovarli agli Europei e dar loro una lezione". Per Christian Panucci questo è davvero un momento magico: "Sono felice come mio figlio che ha sei anni. Di soddisfazioni nella mia carriera ne ho avute tante, ma mai come questa: credetemi, sono felice dentro per me e per Donadoni, la qualificazione era anche per lui: ho giocato con lui al Milan, la sua è una mentalità vincente". Chiude il capitano Cannavaro, emozionato: “Era un obiettivo troppo importante, non potevamo mancarlo. Abbiamo giocato da Campioni del Mondo, quali siamo”.
Successo anche di ascolti per gli Azzurri: la loro grande vittoria è stata seguita da 9,74 milioni di spettatori, con il 49.44% di share. In particolare, il primo tempo ha registrato il 50.51% con 8,62 milioni, saliti a 10,82 nel secondo tempo con il 48.66 di share. Al gol di Panucci, sullo scadere, oltre 12,7 milioni erano sintonizzati su Rai Uno.
671. Modena (Itala), 21-11-2007. Stadio Alberto Braglia h. 20.30 (QE)
Italia - Far Oer 3-1 (3-0)
Reti: Benjaminsen (F) su autorete al 10' p.t., Toni (I) al 36' p.t., Chiellini (I) al 41' p.t.; R.Jacobsen (F) al 38' s.t.
Italia (4-3-2-1): Amelia; Oddo, F.Cannavaro (Bonera dall'8' s.t.), Chiellini, Grosso; De Rossi, Ambrosini (Quagliarella dal 14' s.t.); Iaquinta, Perrotta, Palladino; Toni (Gilardino dal 30' s.t.). (Curci, Panucci, Gattuso, C.Lucarelli). Ct.: Donadoni.
Far Oer (4-4-2): Mikkelsen; Davidsen, Jr.Jacobsen, Benjaminsen, E.Hansen; Samuelsen (Thorleifsson dal 30' s.t.), Olsen, Danielsen, C. Jacobsen; Holst, R. Jacobsen, Holst (Flotum dal 42' s.t.). (Torgard, P. Hansen, Elttor, O.Hanssen, T.Hanssen). All.: M.Olsen.
Arbitro: Meyer (Germania)
Ammoniti: nessuno
Angoli: 7-1 per l'Italia.
Recupero: 1' pt, 3' st
Spettatori: 1 9.000 per un incasso di 203.000,00 euro
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Serata fresca, campo in ottime condizioni. Roberto Donadoni schiera una formazione dove compaiono solo tre reduci del trionfo di Glasgow: Cannavaro, che con 113 gettoni in azzurro supera Dino Zoff, Ambrosini e Toni. Contro le Far Oer, nel 4-2-3-1 fa il suo esordio Palladino, schierato sulla linea mediana alla sinistra di Iaquinta, mentre Perrotta agisce sulla destra. Alle loro spalle Ambrosini e De Rossi costituiscono la cerniera per fare filtro davanti alla difesa che può contare sui numeri di Oddo, Cannavaro, Chiellini e Grosso. Tutti nomi eccellenti che le Far Oer faticano non solo a pronunciare. Evidente il divario fra le due formazioni, tecnico e tattico, anche se l'Italia gioca spesso al di sotto delle sue possibilità. Tanta la carne al fuoco, ma spesso le buone intenzioni degli azzurri vanno a sbattere sul muro degli isolani. Forti fisicamente, i ragazzi di Olsen si limitano a difendere e si affidano alla casualità in fase offensiva.
Nella Nazionale è Oddo ad alimentare il gioco, impadronendosi della fascia destra. Quasi tutti suoi gli spunti sono sempre dedicati a Toni, uomo di casa e del giorno. Il primo gol arriva proprio da un'idea del milanista che dopo uno scambio con De Rossi trova la deviazione di Benjaminsen per la classica delle autoreti. L'Italia spinge e con Oddo, a dare il suo impulso, è Palladino, bravo a districarsi nella selva della gambe avversarie, a cui manca il guizzo decisivo davanti al portiere. A sbloccare il batti e ribatti davanti a Mikkelsen, autore in precedenza di due belle parate, ci pensa il figliol prodigo Toni, bravo a raccogliere di destro e in girata siglare il 2-0. La terza rete è invece un gioiello di Chiellini che, con una prepotente falcata centrale libera un sinistro imparabile. Poco possono le umili Far Oer che però iscrivono sul taccuino una bella conclusione dalla distanza di Olsen.
Poco propensa a umiliare le Far Oer, nella ripresa la Nazionale regala metri all'avversario rallentando il ritmo. Gli azzurri, con la pancia piena, risparmiano energie, mentre Donadoni opera i primi cambi: Bonera per Cannavaro e Quagliarella per Ambrosini. Aumentano così le bocche da fuoco in attacco, addirittura quattro, con due soli centrocampisti di ruolo, Perrotta e De Rossi; una sorta di 4-2-4 che però incide poco. Anche quando Donadoni decide di togliere Toni per Gilardino. A dimostrazione che il 3-0 basta e avanza, anche se il pubblico di Modena non si accontenterebbe mai. Proprio come le Far Oer che, aiutate dalla Nazionale, vanno in gol con Jacobsen. Qualcosa di immenso per gli avversari nordici, capaci in due partite di segnare due reti ai campioni del mondo e di sfiorare la terza. Un vero controsenso, visti i valori in campo, ma che nella festa di Modena ci può anche stare.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
2008
672. Zurigo (Svizzera), 06-02-2008. Stadio Letzigrund h. 20.45 (AM)Italia - Portogallo 3-1 (1-0)
Reti: Toni (I) al 46' p.t.; F. Cannavaro (I) al 5', Quaresma (P) al 32', Quagliarella (I) al 33' s.t.
Italia (4-1-4-1): Amelia; Oddo (Cassetti dal 36' s.t.), F. Cannavaro, Barzagli (Gamberini dall'8' s.t.) , Zambrotta (Grosso dal 29' p.t.); De Rossi (Perrotta dall'8' s.t.); Palladino (Quagliarella dal 33' s.t.), Pirlo, Ambrosini, Di Natale; Toni (Borriello dal 27' s.t.). (De Sanctis, Aquilani). Ct: Donadoni.
Portogallo (4-2-3-1): Ricardo; Bosingwa (Ribeiro dal 24' s.t.), R. Carvalho, B.Alves, Caneira (P.Ferreira dal 1' s.t.); Petit (F. Meira dal 1' s.t.), Maniche (Meireles dal 17' s.t.); Quaresma, Deco (Nani dal 1' s.t.), C.Ronaldo; Makukula (Almeida dal 12' s.t.). (Quim, Patricio). Ct: Scolari.
Arbitro: Kever (Svizzera).
Ammoniti: nessuno
Angoli: 5-10 per il Portogallo.
Recupero: 1' p.t.; 3' s.t.
Spettatori: 30.500.
Multimedia: Video goal [27Mb]; Foto (1), Foto (2);
NOTE: Serata fresca ed a tratti piovosa, campo in buone condizioni. Se il buongiorno si vede dal mattino, allora possiamo affermare che la Nazionale è già entrata in clima Euro 2008. Allo stadio Letzigrund di Zurigo, dove affronteremo Romania e Francia nella prima fase della competizione, l'Italia annichilisce il Portogallo con un perentorio 3-1, frutto del bel gioco e della mentalità vincente che il commissario tecnico Roberto Donadoni è riuscito a imprimere nel gruppo. Sei vittorie consecutive sei: un filotto incoraggiante, grazie anche a una squadra capace di sopperire alle assenze con validi cambi.
Molte infatti le defezioni azzurre a Zurigo. Spiccano le assenze pesanti di Buffon, Panucci e Gattuso. Non c'è Materazzi, nemmeno Perrotta, che parte dalla panchina. Donadoni cambia anche il modulo e dal 4-2-3-1 passa al 4-1-4-1, con De Rossi davanti alla difesa, e quattro centrocampisti offfensivi con Palladino a destra, Pirlo, Ambrosini e Di Natale. Luca Toni, ovviamente, è la punta solitaria.
Contro il Portogallo servono esperienza e gruppo affiatato. Le variazioni potrebbero far pensare a uno scollamento, invece la Nazionale oppone ai lusitani organizzazione nel gioco e grande personalità. I lusitani schierano nomi famosi: da Deco a Maniche, da Cristiano Ronaldo a Quaresma. Soprattutto questi ultimi due fanno la differenza, ma la difesa azzurra, dove Oddo è particolarmente ispirato, ribatte colpo su colpo. Loro sono bravi nel possesso palla, ma poi quando si tratta di concludere vanno a sbattere con la loro tradizione più negativa: l'incapacità di concludere a rete. Le grandi occasioni, infatti, le ha l'Italia.
A dire il vero gli azzurri passano già al 5', ma l'arbitro elvetico Kever annulla forse ingiustamente il gol di Pirlo per un presunto fallo di mano del rossonero. Da sottolineare la bellezza dell'azione di Zambrotta, poi consolidata dalla giocata di Pirlo. Il difensore del Barcellona, al 29' lascia a Grosso per problemi fisici, proprio nel periodo in cui la squdara di Scolari alza il suo baricentro e ci mette in apprensioen. Ma l'Italia tiene e potrebbe passare in altre due occasioni: con Di Natale, il cui destro al volo viene deviato in angolo da Ricardo e da Toni che manca da due passi. Cosa che non ripete al 46' quando, puntuale, gonfia la rete, con il pallone confezionato a sinistra da Grosso.
Insomma, è una bella Italia, che non tira indietro le gambe, anche se si tratta di un'amichevole. E' sufficiente raccontare ciò che accade fra il 4' e il 5' della ripresa, spazio in cui gli azzurri raddoppiano. Ma prima della rete di Cannavaro, Andrea Pirlo mette la firma sulla sua prestazione superlativa. Prima vericalizzando in area per Di Natale e Toni che perdono l'attimo giusto, poi colpendo al volo di destro dal limite, infilando Ricardo per il 2-0, complice la deviazione del capitano azzurro. I nuovi innesti di Donadoni non cambiano le motivazioni degli azzurri che regalano spettacolo, grazie anche al Portogallo che rischia e regala spazi. Dentro Gamberini e Perrotta, fuori Barzagli e De Rossi. L'Italia si diverte, magari rischia un po' sul contropiede lusitano, ma si diverte. Sale in cattedra Palladino. Bravo lo juventino che va a colpire la traversa dopo un'azione personale e partecipa al gioco con lo spirito del veterano e Donadoni non nasconde la sua soddisfazione dalla panchina. C'è spazio anche per Borriello che esordisce in azzurro al 26'; gli fa spazio Toni.
I portoghesi ovviamente cercano l'impennata di orgoglio e dopo un pressing asfissiante accorciano con Quaresma, in uno dei pochi errori della difesa azzurra. Ma è una serata speciale e oltre al gioco, la Nazionale di Donadoni fa la differenza anche nella personalità. Quagliarella prende il posto di Palladino e pochi secondi dopo infila il 3-1. Un gol carico di carattere e prepotenza; a sottolineare che agli Europei si va da campioni del mondo. La rete di Toni in Italia-Potogallo è il 1200° goal della nostra Nazionale. In questa partita è stata, poi, presentata la nuova maglia degli Azzurri creata dalla Puma per i prossimi Europei 2008.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
673. Elche (Spagna), 26-03-2008. Estadio Martinez Valero h. 22.00 (AM)
Spagna - Italia 1-0 (0-0)
Rete: Villa al 33' st.
Spagna (4-1-4-1): Casillas; Sergio Ramos (Arbeloa dal 30' st), Puyol (Albiol dal 18' pt), March , Capdevilla; Senna (Xabi Alonso dal 14' st); Iniesta, Xabi, Fabregas (Luis Garcia dal 24' st), Silva (Riera dal 14' st); Torres (Villa dal 1'st) (Reina, Fernando Navarro, Guiza, Juanito, De La Red). All. Aragones.
Italia (4-2-3-1): Buffon; Panucci (Zambrotta dal 24'), Cannavaro, Materazzi (Barzagli dal 1' st), Grosso; Pirlo (Gattuso dal 1' st), De Rossi; Camoranesi, Perrotta (Aquilani dal 16' st), Di Natale (Iaquinta dal 30' st); Toni (Borriello dal 1' st). (Amelia, Oddo, Ambrosini, Quagliarella). All. Donadoni.
Arbitro: Stuchlik (Austria)
Ammoniti: Materazzi, Grosso, Capdevila e Zambrotta per gioco scorretto, Villa per simulazione.
Angoli: 6-5 per la Spagna.
Recupero: 3' pt, 5' st.
Spettatori: 37.000.
Multimedia: Foto (1).
NOTE: Serata ventosa, terreno in buone condizioni. L'amichevole di Elche, fa sorridere la Spagna che prevale con un gol di Villa al 33' della ripresa sull'Italia, dopo avere rischiato più volte la rete degli azzurri che non perdevano dal 22-08-2007: 3-1 contro l'Ungheria. Migliori nel primo tempo con tutti gli effettivi in campo, i ragazzi di Aragones subiscono il gioco e l'esperienza della Nazionale, per tre volte a un passo dal vantaggio con Camoranesi, ma fanno prevalere la loro freschezza atletica.
Donadoni stravolge le previsioni della vigilia, preferendo il 4-2-3-1 al 4-1-4-1. Materazzi si riprende il posto a spese di Barzagli, mentre il c.t. apre a Grosso, scelta che si rivelerà felice, sacrificando Zambrotta, per una chiara verifica del difensore del Lione. Davanti alla difesa ci sono Pirlo e De Rossi, mentre in mezzo al centrocampo Perrotta viene preferito a Gattuso. I laterali sono Camoranesi e Di Natale; la punta è Luca Toni. Il 4-1-4-1 schierato da Luis Aragones propone due cursori potenti sulle fasce come Ramos e Capdevila e un centrocampo solido e molto tecnico. Prima scelta, insomma, da Iniesta a Xabi, da Fabregas a Silva; Torres, recuperato, è la punta.
Il palleggio dei fantasisti spagnoli è un po' la costante della sfida. Piccoli tocchi, fraseggi mai fine a se stessi. Puntualmente pericolosi, gestiti con sicurezza dagli azzurri che subiscono il gioco dei padroni di casa e che si affidano al contropiede. Pirlo dispensa suggerimenti; Di Natale sfrutta la sua velocità, Grosso brucia tutti sulla fascia sinistra, ma manca il peso di Perrotta, poco propenso alla lotta. All'Italia viene annullato un gol di Toni per un presunto fallo di Cannavaro al 14', ma è solo un lampo. Sbilanciati, senza un filtro efficace in mezzo, gli azzurri vengono bucati dalla reattività degli spagnoli. Sempre al 14' una combinazione Silva-Torres si perde di poco a lato. Stessa sorte il tiro di Iniesta al 22'. La Nazionale lascia i fianchi scoperti, esaltando le doti dei ragazzi di Aragones che devono fare a meno dal 18' di Puyol, sostituito per infortunio da Albiol.
Ma la Spagna sbaglia troppo. Una costante storica delle Furie rosse. Al 37' è Buffon, strapotere fisico e classe immensa, a dire di no prima al tiro violento di Torres da posizione centrale e nella respinta a quello di Fabregas. Miracolo che si ripete al 46', quando il portiere azzurro si distende sontuosamente e devia in angolo un rasoterra maligno di Cesc. Di azzurro rimane solo una buona combinazione Pirlo-Di Natale, con cross dentro parato da Casillas.
Donadoni dà uno scossone alla squadra operando tre cambi all'inizio della ripresa: Barzagli per Materazzi, Gattuso al posto di Pirlo e Borriello per Toni. Per un buon periodo del match più efficaci dell'ingresso di Villa per Torres. Al 6', infatti, Grosso pennella sul piattone sinistro di Camoranesi che va a sbattere sulla traversa. L'italoargentino al 13' conferma di essere in palla raccogliendo il tocco all'indietro di Borriello, ma incontrando sulla sua strada Capdevila che si immola sulla palla e devia in corner.
Ora c'è molta più Italia in campo. E a testimoniarlo è tutto lo stadio che urla a gran voce il nome di Raul, a sottolineare l'inefficacia delle soluzioni di Aragones che deve fare i conti con il pressing e l'esperienza dell'Italia. Con Aquilani (fuori Perrotta) e Zambrotta (Panucci out) gli azzurri acquistano velocità e penetrazione. Con quello di Iaquinta (Di Natale a bere un the), più spazi. Poco prima della respinta di Casillas sul tocco di Camoranesi che sbaglia a non angolare il tiro. Fatale errore perché la Spagna si distende e passa: una botta al volo di Villa all'incrocio dei pali; imparabile anche per Buffon.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
674. Firenze (Italia), 30-05-2008. Stadio Artemio Franchi h. 20.50 (AM)
Italia - Belgio 3-1 (2-0)
Reti: Di Natale (I) al 9' e al 41' p.t.; Camoranesi (I) al 4', Sonck (B) al 47' s.t.
Italia (4-3-3): Buffon; Panucci (dal 1' s.t. Grosso), F.Cannavaro (dal 1' s.t. Chiellini), Barzagli, Zambrotta; Gattuso, Pirlo, Aquilani (dal 30' s.t. Ambrosini); Camoranesi (dal 16' s.t. Cassano), Toni (dal 30' s.t. Borriello), Di Natale (dal 1' s.t. Del Piero). (Amelia, De Sanctis, Materazzi, De Rossi, Perrotta, Quagliarella). All: Donadoni.
Belgio (4-3-1-2): Stijnen; Hoefkens (dal 1' s.t. Swerts), Kompany, Vertonghen, Pocognoli; Witsei (dal 26' s.t. Gillet), Simons, Mudingayi (dal 39' s.t. Huysgens); Defour (dal 13' s.t. Mirallas); Fellaini, Dembele (dal 13' s.t. Sonck). (Renard, De Roover, De Man, Mulemo). All: Vandereycken.
Arbitro: Atkinson (Inghilterra)
Ammonito: Swerts (B) per gioco scorretto.
Angoli: 6-6
Recupero: 1' pt, 2' st.
Spettatori: 12.500 per un incasso di 183.610,00 euro.
Multimedia: Foto (1); Video goal: Di Natale 1° e 2 °, Camoranesi 3° [40Mb] *divx.
NOTE: Serata piovosa, terreno in buone condizioni. Test inattendibile? Probabile, ma il 3-1 al Belgio ci consegna una Nazionale in salute che parte per Vienna con molte certezze. Donadoni ha la possibilità di giocare tutte le su carte a verificare con mano che tutto sembra coincidere. Come la precisione chirurgica di Di Natale autore di due gol, ma anche la straordinaria efficacia dei nostro uomini di classe, come Pirlo e Aquilani uomini-assist. O Del Piero, inserito nella ripresa, ma pronto a lanciare in rete Camoranesi per il 3-0. Infine il gol della bandioera di Sonck che sfrutta un po' di sufficienza azzurra, anche se al 93' ci può stare.
Belgio per capire a che punto è l'Italia quando mancano dieci giorni alla sfida con l'Olanda. Roberto Donadoni mantiene il suo zoccolo duro. Per Cassano e Del Piero c'è tempo. Ecco il 4-3-3, in cui il c.t., rispetto alle previsioni della vigilia, effettua due cambi: Zambrotta per Grosso alla sinistra della difesa e Aquilani al posto di Ambrosini. Il tridente d'attacco è quello più amato da Donadoni: Camoranesi a destra, Di Natale a sinistra e Toni leggermente avanzato. Soluzioni dettate dalla forma fisica degli azzurri che, tutto sommato, danno ragione al cittì.
Buona la partenza della Nazionale. Lampi che sorprendono il Belgio rintanato nella sua trequarti, forse un po' troppo rinunciatario. Festival immediato di occasioni: prima Gattuso, poi Panucci. Al 9' il gol. Grande giocata sulla destra di Pirlo che dalla linea di fondo pesca il destro di Di Natale: bel gesto, al volo; girata d'autore che Stijnen vede appena.
L'Italia si diverte, sfruttando gli ampi spazi concessi dai belgi, poco propensi al confronto tecnico e fisico. Insomma molto sparring partner contro chi ha argomentazioni da vendere. Gira bene la Nazionale; buon possesso di palla, preparazione fisica eccellente, accentuata nelle veloci ripartenze, dove spicca la voglia di spaccare il mondo di Di Natale che cerca con insitenza l'impresa personale. Toni dal canto suo tiene impegnati due difensori e aspetta l'attimo giusto per colpire. Funziona bene il raddoppio sulla fascia destra tra Panucci e Camoranesi, anche se proprio in quel settore la difesa azzura rischia di più. Aquilani pecca di leggerezza. Donadoni lo bacchetta, ma si fa perdonare con un delizioso assist per Di Natale che al 41' con un rasoterra firma il 2-0, beffando Stijnen in uscita. Poi lo stacco di testa di Toni che sfiora la traversa sul cross calibrato di Panucci.
Nella ripresa si cambia: fuori Cannavaro (un po' dolorante), Panucci e Del Piero; dentro Grosso, Chiellini e Di Natale. Zambrotta si sposta a destra, lasciando la sua fascia al difensore del Lione. Cambi calcolati ancora una volta. Ed efficaci. Del Piero infatti entra subito in partita sfruttando un lancio geometrico di Pirlo, con un assist splendido per Camoranesi: destro a filo d'erba dell'italoargentino e l'ingenuo Strijnen viene beffato. Scuola di calcio. Sul 3-0 è pura accademia, ma anche l'occasione per vedere Del Piero giocare da seconda punta, proprio come piace a lui. E c'è anche spazio per Cassano che rileva Camoranesi, anche se l'ingresso del barese, su cui si accaniscono i difensori belgi, non è illuminante come quello di Del Piero. Donadoni esaurisce i cambi con gli innesti di Borriello per Toni e di Ambrosini per Aquilani. Borriello sbaglia un gol fatto; il centrocampista va a proteggere la difesa. Mentre Cassano si defila e Del Piero cerca il poker. Ma a Donadoni può bastare. Non ai giovani belgi che insistono, colpiscono un palo e vanno in gol al 93' con Sonck.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
675. Berna (Svizzera), 09-06-2008. Stade de Suisse h. 20.45 (EU)
Olanda - Italia 3-0 (2-0)
Reti: Van Nistelrooy (O) al 26', Sneijder (O) al 31' p.t.; van Bronckhorst (O) al 34' s.t.
Olanda (4-2-3-1): Van der Sar; Ooijer, Boulahrouz (Heitinga dal 32' s.t.), Mathijsen, van Bronckhorst; de Jong, Engelaar; Kuyt (Afellay dal 36' s.t.), van der Vaart, Sneijder; van Nistelrooy (van Persie dal 25' s.t.). (Timmer, Stekelemburg, de Zeeuw, Robben, Melchiot, Bouma, de Cler, Huntelaar, Vennegoor). Allenatore: Marco van Basten.
Italia (4-3-3): Buffon; Panucci, Barzagli, Materazzi (Grosso dal 9' s.t.), Zambrotta; Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Camoranesi (Cassano dal 30' s.t.), Toni, Di Natale (Del Piero dal 19' s.t.) (De Sanctis, Amelia, Chiellini, Gamberini, Perrotta, Aquilani, Quagliarella, Borriello). All. Roberto Donadoni.
Arbitro: Peter Frojdfeldt (Sve), assistenti Wittberg (Sve) e Andrean (Sve).
Ammoniti: Zambrotta (I), Gattuso (I), De Jong (O) per gioco scorretto, Toni (I) per proteste;
Angoli: 3-3
Recupero: 1' pt, 3' st.
Spettatori: 32.000.
Multimedia:Foto (1); Foto (2); Foto (3); Foto (4); Foto (5);
NOTE: Serata umida, campo viscido. La macchia umana arancione che occupa quasi tutto lo Stade de Suisse di Berna, straripa in campo e inghiotte quel che resta dell'azzurro. Ci aspettano ancora Romania e Francia, ma il 3-0 con cui l'Olanda batte l'Italia è devastante perché apre vistose crepe in ogni reparto, rendendo francamente impensabile un riscatto. Sul banco degli imputati sale tutta la squadra, ma a Donadoni va lo scettro di peggiore in campo: scelte sbagliate e cambi ritardati.
Il ballottaggio più gettonato era sulla mediana. Il c.t. lo risolve preferendo Ambrosini e De Rossi. Scelta coerente con le idee del c.t. che mantiene saldo l'asse milanista con Gattuso e Pirlo. Poi solo conferme: Barzagli e Materazzi, protagonisti del principale dibattito settimanale dopo l'infortunio di Cannavaro. Marco van Basten cambia invece l'esterno destro alle spalle di van Nistelrooy: Kuyt al posto di Afellay e opera piccole variazioni come lo spostamento al centro della difesa di Ooijer.
Al 3' Di Natale morde la fascia destra e la mette dentro per Toni che arriva con un attimo di ritardo. Bella l'impostazione; per far capire all'Olanda che in fase offensiva abbiamo molte carte da giocare. La Nazionale mostra di trovarsi a suo agio. Passo deciso e sciolto; buona intesa fra i reparti e molta attenzione. Ma anche loro giocano bene e sfruttano la velocità degli esterni. Perfetto equilibrio. Senza dubbio la migliore partenza vista a questo Europeo.
All'11' van der Vaart spaventa Buffon con un rasoterra. Ma l'Italia sa replicare. L'elevazione di Toni al 12' è stellare; il suo colpo di testa è impreciso. E' l'ultimo vero sussulto degli azzurri, che si lasciano irretire dal possesso di palla dell'Olanda. Maestri quando si tratta di ipnotizzare l'avversario, per poi affondare sfruttando i piccoli spazi. Nasce così al 18' una clamorosa occasione per van Nistelrooy. Servito da Kuyt, il centravanti viene toccato da Buffon in uscita e perde l'attimo fatale, permettendo così agli azzurri di recuperare. Fosse caduto sarebbe stato rigore ineccepibile. Al 24' Materazzi compie il miracolo, anticipando di testa e in angolo van Nistelrooy, pronto a battere Buffon.
E' l'Italia che soffre, che offre troppo il fianco. E che va sotto al 26'. Mischione davanti a Buffon che in uscita travolge Panucci. Il romanista resta a terra oltre la linea di fondo, ma l'azione prosegue. Mathijsen serve fuori area Snijder che scarica in area dove van Nistelrooy in posizione molto dubbia devia in rete. E' il gol che apre in due la partita e che sottolinea il dominio atletico e tattico degli "oranje", spettacolari quanto i loro tifosi. Il pari potrebbe arrivare subito se van Bronckhorst non salvasse sulla linea. A piombare invece addosso alla Nazionale è il raddoppio dell'Olanda al 31'.
Kuyt, infallibile e sempre al posto giusto fa la torre per Sneijder che al volo di destro batte Buffon sul primo palo. E' una pugnalata devastante che allarga la ferita e il gap in campo, dove il centrocampo azzurro non fa più filtro dilatando i problemi dell'imbarazzante difesa. Al 33' Di Natale gira al volo, ma diamine, troppo centrale per far del male a van der Sar. Ma al 43' in contropiede l'Olanda fallisce il 3-0. Verticalizzazione che taglia come il burro la coppia centrale Barzagli-Materazzi. Irrompe van Nistelrooy e Buffon salva la patria immolandosi e deviando oltre la traversa.
Ci vorrebbe una reazione con attributi fenomenali per compiere un miracolo. Magari con cambi sostanziosi. Invece Donadoni conferma tutti e opera la prima sostituzione solo dopo nove minuti: Grosso per Materazzi. Difesa quindi rivoluzionata: Zambrotta a destra, Panucci centrale e il difensore del Lione a destra. Ma manca il cuore, la cattiveria. L'Italia non decolla: inefficace come il destro a giro di Zambrotta all'8'; molle come il rasoterra di Toni al 15'. Donadoni ci prova con Del Piero per Di Natale, partito bene e poi defilato nel tragico epilogo del primo tempo. Del Piero ci prova al 21' impegnando van der Sar. Ma servirebbe ben altro. Il c.t. ci prova con Cassano per Camoranesi al 30'. Niente da fare. Ci fosse un centrocampo aggressivo, in grado di placare la marea arancione, forse racconteremmo un'altra storia. Invece l'Olanda giochicchia con le spalle corazzate e quando sbaglia gode, perché Toni, al 31' è capace di fallire l'impossibile solo davanti a van der Sar. Al 33' il portiere olandese compie due miracoli su Grosso e Pirlo, mettendo la firma sul trionfo, perché è di trionfo che dobbiamo parlare: al 34' i campioni del mondo si sbriciolano, concedendo a van Bronckhorst il 3-0 sull'assist del solito Kuyt. Mai partenza fu così brutta. La Nazionale è già al bivio.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
676. Zurigo (Svizzera), 13-06-2008. Stadio Letzigrund h. 18.00 (EU)
Italia - Romania 1-1 (0-0)
Reti: Mutu (R)al 10', Panucci (I) all'11' st.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Pirlo, De Rossi, Perrotta (Cassano dal 13' st); Camoranesi (Ambrosini dal 40' st); Toni, Del Piero (Quagliarella dal 32' st). (Amelia, De Sanctis, Gamberini, Barzagli, Materazzi, Gattuso, Aquilani, Borriello, Di Natale). All.: Donadoni
Romania (4-4-1-1): Lobont; Contra, Tamas, Goian, Rat; Radoi (Dica dal 25' pt), Petre (Nicolita dal 15' st), Codrea, Chivu; Mutu (Cocis dal 43' st); D. Niculae. (Popa, Stancioiu, Marica, Sapunaru, Ghinea, Moti, M. Niculae, Cristea, Dica, Radu). All. Piturca.
Arbitro: Ovrebo (Norvegia).
Ammoniti: Mutu (R), Chivu (R), Pirlo (I), Goian (R) e De Rossi (I) per gioco scorretto;
Angoli: 11-4
Recupero: 3' pt, 3' st.
Spettatori: 30.858 circa.
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Serata umida, campo in buone condizioni. C'è gente che fa i miracoli. Gigi Buffon ce l'ha messa tutta, parando anche un rigore a Mutu. Ma il vero miracolo, la palla vincente nella rete di Lobont, non si è realizzato. L'Italia pareggia 1-1 con la Romania, gol di Mutu e Panucci, e mette in discussione il suo cammino all'Europeo. A questo punto non resta che aggrapparsi alla Francia che affronteremo martedì ancora a Zurigo.
La rivoluzione di Roberto Donadoni parte da Del Piero, Grosso, Chiellini, Perrotta e De Rossi. Una resa ideologica del c.t.; una contraddizione, perché alla Romania rischia e oppone le due punte con un trequartista. Modulo poco gradito e gettato in campo come ultima frontiera.
L'Italia parte con la rabbia in corpo e già al 9', al termine di un'azione tutta di prima, Del Piero di testa trova l'angolo giusto; Goian spunta dal nulla e devia sul fondo. Spingiamo molto di più della Romania. A sinistra, dove Grosso non ha rivali, costruiamo una bella fetta del nostro gioco. Il cursore spadroneggia e vai a capire per quale motivo Donadoni lo abbia capito così tardi. Ma siamo troppo scoperti e al primo vero affondo la Romania sfiora il gol. E' un rasoterra di Mutu che gabba Panucci; tagliente, ma Buffon mette in archivio il primo miracolo della partita. Grosso replica; gioco di magia e cross. Toni è lì, ma non imprime forza al pallone con la sua testa che di magico ha davvero poco. Si passa al 18' e Buffon mette la seconda tacca, questa volta deviando la micidiale punizione di Tamas. Due tiri due occasioni nette per i romeni. Al 20', sempre su punizione, Chivu mette dentro; David Niculae in torsione di testa colpisce il palo alla destra di Buffon. Già alla frutta? In difesa balliamo e soffriamo terribilmente il pressing fisico di Chivu e Radoi che al 26' deve cedere il posto a Dica dopo uno scontro fortuito con Rat.
Al 27' Toni perfeziona la mira e sfiora il palo, ma siamo ancora lontani dalla perfezione. Incredibile invece la facilità con cui i gialli di Piturca vanno al tiro. Rat al 29' sfiora da distanza siderale il palo. Partita in salita. Non c'è collegamento. Gli azzurri danno la sensazione di improvvisare il gioco, al contrario della Romania che esibisce un'ottima organizzazione fra i reparti. Paurosi certi scricchiolii a centrocampo dove manca un punto di riferimento e si perdono molte palle.
L'Italia si accorcia e dal 39' mette in fila un paio di occasioni. Al 39' capita a Zambrotta su tocco di Toni, ma il tiro ravvicinato viene deviato in angolo. Dalla bandierina la palla finisce a Toni che di testa obbliga Lobont alla deviazione spettacolare. Con il pressing la Nazionale dimostra di farsi valere. Spinge e riesce a scardinare l'organizzata difesa della Romania. E il gol arriva al 47'; di Toni, ma Ovrebo annulla per un fuorigioco che non c'è.
Nella ripresa si riparte con l'Italia in pressing, ma è Mutu al 9' a impegnare Buffon dal limite. Campanello d'allarme. Al 10' la paura assale Zambrotta che inspiegabilmente tocca all'indietro per Buffon, senza fare i conti con Mutu che irrompe in area e infila l'1-0. Ma l'Italia sa reagire e pareggiare un minuto dopo grazie a Panucci che raccoglie l'assist di testa di Chiellini. Rimessa in piedi la partita Donadoni non perde tempo e toglie Perrotta per Cassano, dilatando lo spirito offensivo della squadra. La Romania si rintana nella sua trequarti, ma è una mossa strategica. Piturca ordina il contropiede che Mutu e compagni sanno gestire molto bene. Eppure la grande occasione è ancora nostra. Al 30' Lobont si esalta su De Rossi, proco prima dell'ingresso di Quagliarella per Del Piero, ormai defilato. Con Toni appesantito e una difesa chiusa occorrono soluzioni dalla distanza. Invece al 35' Panucci commette fallo in area su Niculae e Ovrebo assegna il rigore alla Romania. Mutu sfida Buffon. Gigi respinge. Roba da infarto. Restano dieci minuti per sperare. Ma non bastano. Come il punticino in classifica che ci tiene in vita.
Il goal di Panucci, segnato a 35 anni, 2 mesi e 1 giorno lo consacra come il più anziano goleador della storia della Nazionale.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
677. Zurigo (Svizzera), 17-06-2008. Stadio Letzigrund h. 20.45 (EU)
Italia - Francia 2-0 (1-0)
Reti: Pirlo su rigore al 25' p.t.; De Rossi al 17' s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Gattuso (Aquilani dal 37' s.t.), De Rossi, Pirlo (Ambrosini dal 10' st); Cassano, Perrotta (Camoranesi dal 19' s.t.); Toni. (Amelia, De Sanctis, Gamberini, Barzagli, Materazzi, Quagliarella, Del Piero, Di Natale, Borriello). Allenatore: Roberto Donadoni.
Francia (4-4-2): Coupet; Clerc, Gallas, Abidal, Evra; Govou (Anelka dal 21' st), Toulalan, Makelele, Ribery (Nasri dal 10' p.t.; Boumsong dal 26' p.t.); Benzema, Henry. (Mandanda, Frey, Malouda, Vieira, Thuram, Squillaci, Sagnol, Diarra, Gomis). C.t. Domenech.
Arbitro: Lubos Michel (Slovacchia).
Ammoniti: Evra (F), Pirlo (I), Chiellini (I), Govou (F), Gattuso (I), Boumsong (F), Henry (F) per gioco scorretto;
Espulso: Abidal (F);
Angoli: 3-4
Recupero: 3' pt, 3' st.
Spettatori: 30.585 circa.
Multimedia: Foto (1); Foto (2); Foto (3).
NOTE: Serata piovosa e fredda, terreno scivoloso. Siamo ai quarti. L'Italia passa. Battiamo la Francia 2-0, mentre l'Olanda vince 2-0 e sbatte fuori dall'Europeo la Romania. Il miracolo di Berna ha le movenze di Klaas Jan Huntelaar e Van Persie. Quelle di Zurigo la classe di Pirlo, che infila su rigore, e la potenza di De Rossi che fissa il risultato. Siamo ai quarti al termine di una vera battaglia, dove la Francia perde per infortunio Ribery dopo 8' e Abidal, espulso al 24' del primo tempo. Partita che alterna emozioni con quelle di Berna, e che alla fine fa crollare solo le speranze dei francesi.
DUE CAMBI - Con la Francia Roberto Donadoni fa due cambi e lancia Gattuso e Cassano. Il c.t. schiera il 4-3-2-1 , con Perrotta affiancato al barese, alle spalle di Toni. Sulla linea mediana il tecnico fa la scelta giusta: Gattuso e Pirlo sulle corsie, De Rossi al centro. Confermata invece la difesa: Zambrotta e Grosso esterni, Panucci e Chiellini centrali. La formazione migliore, direbbe il c.t.. Sicuramente più competitiva di quella schierata da Marco van Basten a Berna contro la Romania. Domenech, ferito dagli "oranje" rinuncia a Thuram, affidandosi ad Abidal in mezzo alla difesa. In panchina anche Sagnol e Malouda che lasciano il posto a Clerc ed Evra. In attacco rientra Benzema.
La feroce partenza della Francia è uno specchietto per le allodole, perché l'Italia ribatte e risponde per le rime. Giochiamo bene. Abbiamo idee brillanti. Già al 4' potremmo passare. Toni lanciato da Grosso spreca dal limite solo davanti a Coupet, aggiungendo una nuova tacca alle occasioni sprecate finora all'Europeo. Ma siamo solo all'inizio. All'8' la Francia perde Ribery. Il fuoriclasse del Bayern abbandona per un infortunio al ginocchio sinistro dopo un contrasto con Zambrotta. Domenech lo sostituisce con Nasri al 10', ma perde almeno il trenta per cento della sua forza penetrativa.
Qualità che non manca all'Italia, che infila occasioni a valanga. All'11' Panucci sfiora di testa; splendida la reattività di Makelele che respinge sulla linea di porta, anticipando Coupet ben piazzato. Due occasioni nette per gli azzurri che spingono e giocano bene. Al 22' Pirlo scodella in area per Perrotta che manca l'aggancio. Al 25' l'episodio chiave. Toni viene travolto da Abidal al centro dell'area: rigore netto che Michel concede, accompagnato dall'espulsione del francese per fallo da ultimo uomo. Pirlo va sul dischetto e non sbaglia. Per Domenech si impone una nuova sostituzione per ridare equilibrio alla difesa. A uscire è proprio Nasri che lascia il posto a Boumsong.
E' azzurro profondo. Al 27' De Rossi sfiora la traversa, al 28' Toni, imbeccato da Cassano, su rovesciata sfiora il palo alla destra di Coupet. Al 29' Pirlo giganteggia e invita ancora a nozze Toni che, pesante come il granito, con la punta del piede spreca a lato. La Francia ha un'impennata d'orgoglio con il suo capitano Henry; il diagonale è tagliente, ma si perde sul fondo alla destra di Buffon. I bleus alzano il baricentro sfruttando classe e potenza nonostante l'inferiorità numerica. Ne approfittano per salire in cattedra i mediani di razza: De Rossi che fa lo stopper aggiunto, e Gattuso, ringhioso su tutte le palle. Proprio De Rossi subisce fallo al limite al 44'. La punizione la batte Grosso e la palla si stampa sul palo. Chiudiamo in vantaggio il primo tempo, mentre Olanda e Romania vanno al riposo sullo 0-0.
Nella ripresa la Francia parte forte, imponendo la sua personalità. Al 5' Benzema scarica un bolide oltre la traversa; al 7' Henry impegna a terra Buffon. Subiamo troppo in mezzo, dove i transalpini fanno sentire tuttra la potenza fisica di Makelele e Govou. Donadoni toglie Pirlo per Ambrosini, sostituzione inspiegabile poiché l'autore del gol era diffidato e, ammonito, non potrà giocare l'eventuale quarto. Poi da Berna arriva la notizia del gol di Huntelaar e improvvisamente l'orizzonte cambia. L'Italia trova il raddoppio con De Rossi, la cui punizione viene deviata da Henry. Camoranesi prende il posto di Perrotta, Domenech tenta la disperata mossa Anelka per Govou. Pressione totale, ordina l'eccentrico allenatore catalano. Per niente facile con l'uomo in meno, eppure al 29' la Francia sfiora il gol. Bellissimo il fendente di Benzema; spettacolare la deviazione di Buffon che si guadagna la pagnotta. Al 93' il fischio finale di Michel. Azzurri, disfate le valigie: si resta a Vienna.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
678. Vienna (Austria), 22-06-2008. Ernst-Happel-Stadion h. 20.45 (EU)
Italia - Spagna 2-4 dcr (0-0)
Sequenza Rigori italiani: Grosso (gol), Camoranesi (gol), De Rossi (parato), Di Natale (parato)
Italia (4-3-1-2): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Aquilani (Del Piero dal 3' s.t.s.), De Rossi, Ambrosini; Perrotta (Camoranesi dal 13' s.t.); Toni, Cassano (Di Natale dal 29' s.t.). All. Donadoni.
Spagna (4-4-2): Casillas; Sergio Ramos, Puyol, Marchena, Capdevila; Iniesta (Cazorla dal 14' s.t.), Senna, Xavi (Fabregas dal 14' s.t.), Silva; Villa, Torres (Guiza dal 40' s.t.). C.t. Aragones.
Arbitro: Fandel (Germania)
Ammoniti: Iniesta (S), Ambrosini (I) per gioco scorretto, Villa (S) per simulazione, Cazorla (S) per proteste.
Angoli: 4-8
Recupero: 1' pt, 3' st; 0' pts, 0' sts
Spettatori: 51.178
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Serata calda, terreno in perfette condizioni. L'avventura è finita. La Spagna ci batte 4-2 ai rigori e ci caccia dagli Europei. La magia di Berlino svanisce in una notte torrida viennese. Dopo 120' senza gol, sbagliano dal dischetto De Rossi e Di Natale, mentre Buffon illude parando il tiro di Guiza. La Nazionale volta pagina; i campioni del mondo escono di scena.
Donadoni schiera il modulo di Zurigo contro la Francia. Ma nel 4-3-1-2 le varianti sono a centrocampo, dove la Nazionale paga l'assenza di Pirlo e Gattuso. Il c.t. corregge con Aquilani dal primo minuto: il romanista a destra, De Rossi al centro e Ambrosini a sinistra. Poi dà ancora fiducia a Perrotta, trequartista alle spalle di Toni e Cassano. Conferma tutto anche Aragones: 4-4-2, con il solito centrocampo a quattro con Iniesta a destra e Senna appena dietro la linea.
Gli azzurri partono alti e accennano al pressing che la Spagna limita subito. A ritmo lento, gli iberici ruminano gioco orizzontalmente, ma danno un'impronta più evidente alla partita. Al 9' Silva si accentra e libera un sinistro deviato e poi bloccato da Buffon. Nulla di trascendentale, ma prova evidente che è la Spagna a tenere in mano le redini del gioco. Dell'Italia il più ispirato appare Cassano. Il blucerchiato nel breve non ha rivali, ma ha poco appoggio, finendo vittima del raddoppio.
Al 18' si vede Torres; imbeccato da Iniesta penetra in area dalla sinistra, ma alza la mira. Sono segnali a cui l'Italia dovrebbe dare peso. Su quel corridoio gli spagnoli godono di libertà: Aquilani è troppo leggero e sente il peso della responsabilità. Al 19' ecco l'Italia. Il cross di Ambrosini dalla sinistra viene girato debolmente di testa da Perrotta; nessun problema per Casillas. Al 23' è ancora Ambrosini a spingere sull'acceleratore, ma sbaglia a scodellare subito per Toni, evidentemente attardato. Al gol si avvicina però la Spagna. Con Villa al 25': punizione tesa in mezzo a una selva di gambe, parata a terra da Buffon.
L'Italia sembra uscire dalla gabbia, ma manca l'uomo d'ordine e Perrotta fatica nel suo compito. Va meglio la Spagna che con Silva al 32' impegna ancora Buffon. Ma la cosa bella la fa Cassano al 36' su tocco di Ambrosini; il cross del barese per Toni è perfetto, ma il bomber non salta: occasione gettata al vento. La replica fa paura: al 38' Silva dal limite sfiora il palo alla destra di Buffon. La Spagna gioca meglio. Fatichiamo a centrocampo, dove De Rossi e Ambrosini sono costretti a lavorare per tre, limitando così le sortite sulle fasce di Zambrotta e Grosso.
Silva mette subito la firma all'inizio della ripresa, ma Chiellini gli dice di no con una chiusura da marpione. Il ragazzo della Juve fa gli straordinari e deve alzare la voce perché non filtriamo. Al 10' Torres gabba Panucci e mette dentro: ci pensa ancora Chiellini a metterci una pezza. Sembriamo vicini alla capitolazione. Al 13' Camoranesi entra per Perrotta. Ne avevamo bisogno come il pane, ed è proprio lui al 16' a far gridare al gol, evitato da uno strepitoso Casillas con il piede sinistro. La Spagna, con Fabregas e Cazorla (fuori Xavi e Iniesta) fa più possesso palla, ma ci siamo anche noi.
Camoranesi ha dato ordine ed equilibrio. Al 29' Di Natale rileva Cassano, ma la Spagna torna a comandare. Al 35' Buffon respinge con una violenta punizione di Senna. Al 36' è invece il palo a salvarci, perché a Buffon sfugge la palla sul nuovo bolide del brasiliano. Noi ci proviamo ancora con Toni, ma a Luca mancano centimetri. E al 38' l'impeto dell'inguardabile bomber toglie a Grosso la palla-gol per eccellenza sul cross di Di Natale. Esce Torres ed entra Guiza e gli ultimi minuti sono di furore. Ed è Zambrotta a salvare la patria al 93' anticipando Villa.
Supplementari ed è subito thrilling, perché al 3' Villa conclude a lato d'un soffio. Ma al 5' per due volte ci avviciniamo al gol: prima Marchena anticipa Toni, poi Di Natale sfiora di testa. E ci mangiamo le mani, perché a conti fatti le occasioni più nitide sono le nostre. Lunghe e disfatte, le squadre si affidano a istinto e passione. Ma tocca anche a Del Piero, dentro per Aquilani al 108'. Loro ci provano di più; Buffon salva su Villa: soffriamo troppo e al 120' Cazorla sciupa a lato il diagonale che consegna la sfida ai rigori. E questa volta la Spagna non fallisce.
Si decide tutto dal dischetto. David Villa non sbaglia, nemmeno Grosso, poi segna Cazorla, mentre De Rossi si fa parare il penalty da Casillas. Siamo sotto e Senna è perfetto, Camoranesi ci tiene a galla e poi Buffon ipnotizza Guiza. Anche Di Natale però sbaglia, mentre Fabregas è infallibile nel rigore decisivo e manda avanti la Spagna. Gli Azzurri tornano a casa. L'Europeo dell'Italia finisce a undici metri dalla semifinale.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
679. Nizza (Francia), 20-08-2008. Stade Municipal du Ray h. 20.45 (AM)
Italia - Austria 2-2 (1-2)
Reti: Pogatetz (AM) al 14’, Janko (AM) al 39’, Gilardino (I) al 46’ p.t.; Oczan (AM) autorete al 22’ s.t.
Italia (4-3-3): Buffon; Zambrotta (dal 25’ s.t. Cassetti), Bonera (dal 1’ s.t. Legrottaglie), Barzagli, Grosso (dal 1’ s.t. Dossena); De Rossi, Pirlo (dal 1’ s.t. Aquilani), Gattuso (dal 46’ p.t. Perrotta); Di Natale, Gilardino, Del Piero (dal 29’ s.t. Palombo). (Amelia, Camoranesi, Iaquinta). All. Lippi
Austria (4-1-4-1): Manninger (dal 1’ s.t. Oczan); Garics, Prodl, Stranzl, Pogatetz (dal 13’s.t. Leitgeb); Scharner (dal 1’s.t. Gercaliu); Harnik (dal 27’ st. Hoffer), Saumel, Ivanschitz (dal 41’ s.t. Linz), Fuchs; Janko (dal 20’ s.t. Maierhofer). (Standfest, Klenast). All. Bruckner.
Arbitro: Coue (Francia)
Angoli: 5-4
Recupero: 1' pt, 4' st;
Spettatori: 18.696
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Si riparte. Con l’Italia a Nizza, impegnata in amichevole contro l’Austria. Si mette finalmente via il retrogusto amaro rimasto sul palato per un paio di mesi dopo la dolorosa sconfitta con la Spagna agli Europei. E si guarda con rinnovato ottimismo al presente, e al futuro. Perché quello di stasera (diretta RaiUno dalle 20.45) è l’unico "riscaldamento" della prima Italia del Lippi bis in vista degli impegni ufficiali. Quelli per le qualificazioni al Mondiale del 2010 in Sud Africa. Il 6 settembre a Cipro, il 10 a Udine contro la Georgia. E di riscaldamento si può parlare a maggior ragione considerata la "location". Nizza ribolle di sole e turismo. La giornata è favolosa: le spiagge sono gremite fino a tarda ora. Brulicano di bagnanti. Che indossano cappellini del Marsiglia e magliette di LeBron James, fenomeno della pallacanestro americana. Effetto globalizzazione, e anche Olimpiade. Tanti italiani, ma impegnati con creme abbronzanti e ski nautique, come lo chiamano qui, più che proiettati sulla partita. Giustificati dalla cornice balneare. "Tradisce" una brasserie vicino all’albergo che ospita i giornalisti al seguito degli azzurri: annuncia il maxischermo serale per Inghilterra-Repubblica Ceca.
E però la partita di stasera non va sottovalutata. Non dovrebbero farlo i francesi, attesi stasera in tanti allo Stade Municipal du Ray, casa del Nizza, protagonista in Ligue 1, che può contenere fino a 18.696 spettatori. Per l’esordio in campionato (successo sul Nancy) sono accorsi poco meno di 12.000. Vedremo se il richiamo degli azzurri saprà fare meglio. Lippi dovrebbe schierare Buffon; Zambrotta, Bonera, Barzagli, Grosso; Gattuso, Pirlo, De Rossi; Di Natale (favorito su Iaquinta), Gilardino e Del Piero. Camoranesi è k.o. Stamattina, nella rifinitura dalle 10.30 alle 11.30, ha fatto qualche giro di campo. Ma come annunciato non ci sarà. I romanisti sono rientrati dopo l’ultimo saluto a Franco Sensi.
Tanti, due più degli altri. Anzitutto Lippi ha puntato sulla continuità. Solo Bonera e Di Natale non hanno alzato la coppa del mondo a Berlino. Poi i "suoi" ragazzi. Anche se il c.t. ha parlato chiaro: "Chi gioca in Nazionale lo fa per merito, non per riconoscenza". Scelte che si prestano ad una duplice interpretazione, come pensi godendoti la tratta ferroviaria Genova-Nizza. Chi la percorre in treno si assapora un paesaggio meraviglioso, con i binari a due passi dal mare, e pregusta sole e nuotate. Forse meno entusiasti i bagnanti, con il treno tra i piedi. Per dire che è tutta una questione di prospettiva. C’è chi magari avrebbe voluto più spazio per i giovani, per progettare a lungo termine. I veterani d’altro canto offrono però forse più garanzie a livello di affidabilità immediata - fin dalla prima insidiosa amichevole agostana e soprattutto fin dalla prima gara che conta - e inoltre costituiscono un gruppo granitico, forgiato dalla vittoria mondiale. Stasera la prima verifica. Il secondo motivo di curiosità è relativo al tridente d’attacco. Mancano Toni (acciaccato), Totti (per sua scelta) e Cassano (per scelta del c.t.). Ma soprattutto ci sono Gilardino, che a Firenze è partito in quarta, Del Piero, che con la Juventus non ha mai scalato marcia, e Di Natale, elemento adattissimo al tridente, lanciato da Donadoni, e che Lippi è pronto a fare proprio. Uno schieramento d’attacco prima adottato e poi abiurato in corso d’opera agli Europei, che, se funzionasse, potrebbe consentirci di capitalizzare tutto il potenziale offensivo di cui disponiamo. Senza paure. A partire da stasera. Perchè le tinte della Costa Azzurra si abbinano bene alla Nazionale.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
680. Larnaca (Cipro), 06-09-2008.Stadio Anorthosis Famagusta h. 20.45 (QM)
Cipro - Italia 1-2 (1-1)
Reti: Di Natale (I) all’8’, Aloneftis (C) al 28’ p.t.; Di Natale (I) al 46’ s.t.
Cipro (4-3-3): Giorgallidis; Nikolau, Christou, Charalambous, Garposiz; Charalambides, Makridis, Michail (dal 27’ s.t.Yiasoumi); Okkas (dal 29’ s.t.Pavlou), Constantinou M. (dal 19’ s.t. Christofi), Aloneftis. (Morphis, Okkaridis, Constantinou A., Maragkos). All. Anastasiades.
Italia (4-3-3): Buffon; Zambrotta, Gamberini (dal 4’ p.t. Barzagli), Cannavaro, Grosso (dal 18’ p.t. Cassetti); Camoranesi, Pirlo, De Rossi; Gilardino, Toni (dal 1’ s.t. Gattuso), Di Natale. (De Sanctis, Aquilani, Iaquinta, Del Piero). All. Lippi.
Arbitro: Vink (Ola)
Ammoniti: Toni (I), Garposiz (C), Cassetti (I), Charalambides (C), Nikolau (C), Camoranesi (I)
Angoli: 3-3
Recupero: 3' pt, 3' st;
Spettatori: 8.000 circa
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Serata caldissima, campo in buone condizioni. Non facciamo gli schizzinosi. L’Italia inizia il cammino verso il Sud Africa con un successo. Due a uno a Cipro. Doppietta di un ottimo Di Natale. Che segna in avvio di gara e nel recupero. Così ad un ottimo Cipro non basta il momentaneo pari, un super primo tempo, e un finale generoso. L’Italia vince, e contava questo. Ma la prestazione certo non è stata convincente. Anzi. Nei primi 45’ abbiamo sofferto le pene dell’inferno. Un super Buffon ha evitato la figuraccia, poi nella ripresa un’Italia più ordinata, ma non ancora convincente, pur rischiando ancora è riuscita a fare sua la partita. Anche in debito d’ossigeno. Cipro è uscito dallo stadio mignon di Larnaca tra gli applausi meritati. Pagando le palesi mancanze difensive.
I primi 20’ sono un raro condensato di emozioni. Merito degli attacchi, ma soprattutto colpa delle difese, o meglio della fase difensiva, ridotta ai minimi termini. La nostra retroguardia a parziale scusante perde Gamberini (spalla destra lussata) già al 4’. Dentro Barzagli. Le squadre sono lunghe, lunghissime. Il nostro tridente gioca a distanze siderali dalla linea difensiva, e allora ci tocca soffrire, con De Rossi che si sbatte a metà campo per assicurare un minimo di copertura. Per fortuna c’è Buffon. Che tampona l’avvio da sprinter dei padroni di casa, gasati dal trovarsi di fronte i campioni del mondo senza nulla da perdere. Il portiere della Juventus al 5’ è provvidenziale sul colpo di testa di Aloneftis, poi un paio di minuti dopo è addirittura favoloso sulla conclusione ravvicinata di Constantinou.
Cipro non concretizza, allora segniamo noi. All’8’, con un destro da fuori area di Di Natale. Azzurri avanti. Partita in ghiaccio? Lo si pensa per un secondo. E invece neanche per idea. Le occasioni si succedono. Continue. Esagerate. Sembra di assistere ad una partita di basket. I ciprioti dietro sono da brividi, ma corrono come mezzofondisti. Arrivano sempre primi sul pallone, e nonostante pure loro schierino un tridente d’attacco, in mezzo sembrano sempre in superiorità numerica. Cannavaro salva sulla linea su Constantinou dopo una prima prodezza di Buffon su Okkas. Poi Pirlo va vicino al 2-0. Al 18’ entra Cassetti per Grosso, pure lui infortunato (risentimento alla schiena). Zambrotta trasloca sulla sinistra.
Al 28’ arriva il pari di Cipro: Buffon è ancora miracoloso su Charalambides, ma non può fare miracoli (sono esauriti) sul tap-in di Aloneftis, il migliore dei ciprioti, una scheggia a sinistra. E’ l’1-1. Le squadre sono in apnea, continuano i rovesciamenti continui di fronte. Tra gli azzurri spicca Camoranesi, gambe forti e piedi deliziosi, mentre davanti Toni fa fatica, come Gilardino, inevitabilmente non a suo agio da esterno d’attacco in questo tipo di gara. Si va all’intervallo in parità. C’è andata bene. Perchè la differenza tecnica tra le due squadre non si è vista per nulla e Buffon in diversi episodi è sembrato Superman. Il c.t. rischia il terzo cambio. Non c’è tempo da perdere. Dopo l’intervallo non rientra Toni, al suo posto Gattuso. L’Italia ora giostra con Pirlo davanti alla difesa, poi da destra Camoranesi, Gattuso e De Rossi, davanti Gilardino e Di Natale. Va meglio. Anche se non benissimo. Ci prova Di Natale, che cerca il bis del suo primo gol al Palermo in campionato: palla fuori. Dopo 20’ di ripresa Cipro inevitabilmente comincia a calare, tra l’altro fa caldissimo. E comincia a pensare a portare a casa un risultato di prestigio senza scoprirsi: fuori il lungo centravanti. Gilardino ci prova sfruttando un rimpallo: bravo il portiere ospite. Che poi però si impapera su punizione di Pirlo, Barzagli non ne approfitta. Cipro ci fa tremare con Christofi in contropiede (fuori) e in mischia, due volte. Rischiamo l’1-2 perchè loro finiscono davvero forte, ma ci salviamo, con Buffon ancora decisivo nel finale.
Poi nel recupero, quando era difficile anche solo sperarci, Gilardino lancia Di Natale, il cui sinistro di velluto timbra il 2-1. La fortuna ci è al fianco.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line)
681. Udine (Italia), 10-09-2008.Stadio Friuli h. 20.45 (QM)
Italia - Georgia 2-0 (1-0)
Reti: De Rossi al 16’ p.t. e al 45’ s.t.
Italia (4-3-3): Buffon; Zambrotta, Legrottaglie, Cannavaro, Dossena; Pirlo (dal 1’ s.t. Palombo), De Rossi, Aquilani; Camoranesi, Toni (dal 25’ s.t. Iaquinta), Di Natale (dall’11’ s.t. Del Piero). (De Sanctis, Barzagli, Cassetti, Gilardino). All. Lippi.
Georgia (4-3-3): Loria; Lobjanidze, Salukvadze, Kaladze, Eliava (Kvirkvelia dal 1’ s.t.); Monteshashvili (dal 24’ s.t. Odikadze), Khmaladze, Kobiashvili; Kenia, Mchedlidzde (dal 10’ s.t. Siradze), Iashvili. (Kvaskhvadze, Shashiashvili, Kvakhadze, Alekside). All. Cuper
Arbitro: Einwaller (Aut).
Ammoniti: Pirlo (I), Aquilani (I), Kenia (G).
Angoli: 3-2
Recupero: 2' pt, 4' st;
Spettatori: 22.900 spettatori, incasso 528.340 euro
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Si gioca allo Stadio Friuli di Udine. Serata calda, campo in buone condizioni.
Se si parte dalla classifica la strada della Nazionale non può che dare la sensazione di essere tutta in discesa. Gli Azzurri con la vittoria per 2-0 ai danni della Georgia di Cuper, vecchia conoscenza del calcio italico, sono in vetta nel proprio girone di qualificazione per i mondiali africani del 2010. Ma “non è tutto oro quel che luccica” e mai proverbio è apparso più azzeccato per definire questo inizio di stagione dei ragazzi di Lippi. La squadra è di certo cresciuta rispetto alla mediocre prestazione di Cipro in cui abbiamo raccolto molto - molto di più - rispetto a quanto seminato. Con i georgiani abbiamo fatto meglio ed, anzi, per una ventina di minuti il gioco espresso dall’Italia è stato molto vicino alla perfezione…ma poi…. La condizione atletica è ancora molto acerba e lo si vede dalla facilità con cui gli Azzurri vanno in affanno nel secondo tempo. Il cuore c’è, manca la brillantezza e una maggiore concentrazione nella fase difensiva.
Come detto nel primo tempo l’Italia parte forte, incitata da un pubblico in grande serata anche perché ispirato dal beniamino di casa Toto Di Natale e dal palco che presto vedrà qui esibirsi Vasco Rossi. Tutto sembra facile, le gambe ci sono e la palla gira fra i reparti con la dovuta logicità. Il centrocampo è reattivo, De Rossi e Aquilani sono al top; Pirlo, invece fatica ma è sempre presente.
La difesa con Cannavaro e Legrottaglie centrali concede pochissimo. Sulle fasce siamo un po’ pesanti. Se Zambrotta, tuttavia, non è in forma mondiale, c’è un Camoranesi straripante che garantisce la spinta offensiva. Lì davanti ci sono Toni e Di Natale. Il secondo è una goduria per chi ama il calcio, ha tocco, voglia e una gran condizione fisica. Ogni suo numero è poi sottolineato dai cori e dagli incitamenti che il Friuli tributa al suo figlio prediletto. Toni non è l’ariete devastante che conosciamo, ma si muove di più rispetto alla partita di esordio delle qualificazioni e fa salire la squadra con puntualità. Serve anche un grande assist al compagno di reparto che per poco non fa centro. Le palle da buttare dentro però sono poche.
Questo è il lait-motiv dell’inizio di gara con la Georgia che, per lo più, sta a guardare. E oltre che guardare al 16’ ammira la prodezza di De Rossi. Il centrocampista della Roma lascia partire un bolide di sinistro da una trentina di metri dalla porta che il povero portiere georgiano, Loria, può solo tentare di prendere. Il suo tuffo è vano perché la palla va lì dove nessuno può arrivare. 1-0 per l’Italia. Passa poco, però, che il giovanissimo Kenia (futuro campione?) si lascia sfuggire la più ghiotta delle occasioni ad un passo da Buffon. La manovra è veloce e sorprende i nostri. Mchedlidzde mette in mezzo rasoterra ma il compagno cicca malamente e ci procura, per fortuna, solo un po’ di paura.
All’intervallo siamo in vantaggio ma già ci sono i sentori di quello che sarà il secondo tempo. Come detto la condizione è quella di “settembre”, il fiato è corto e gli avversari devono recuperare. C’è ancora aria di riscatto rispetto a Cipro ma nella ripresa si vede scendere in campo un’Italia priva dello smalto della prima metà di gara.
La nostra linea mediana trema e Lippi per arginare possibili rischi butta dentro Palombo al posto di un Pirlo con le batterie, ormai, scariche. Teniamo, ma più con la tenacia che per organizzazione di gioco. In questo ci danno una mano Kaladze e compagni che non sono dei fenomeni e non ci impensieriscono più del dovuto. Ad ogni buon conto soffriamo, moderatamente, ma soffriamo.
Lippi, allora, cambia ancora. Entrano Del Piero per Di Natale (stanco) e Iaquinta per Toni. La squadra si limita a giocare di rimessa e il fiato di più non sembra consentire agli azzurri.
A una decina di minuti dal 90° Zambrotta non segue bene l’ala dello schieramento di Cuper che lo infila rapidissimo da dietro costringendo Buffon ad un’uscita dai pali tipo kamikaze. Soffriamo ancora, mai in modo eccessivo, ma soffriamo.
Allo scadere, però, ancora De Rossi chiude i giochi. Bella e repentina è la manovra italiana che innesca Del Piero che, dal limite dell’area di rigore, serve sulla corsa il giallorosso il quale controlla e fa 2-0 con un preciso diagonale.
E’ fatta. L’Italia vince, non convince, ma si proietta in testa al girone 8 perché, intanto, l’Irlanda di Trapattoni ha pareggiato.
Il generale Lippi è soddisfatto. Definisce i suoi come una squadra che per ora va “a fari spenti” ma capace di portare a casa il risultato. Per ora ci accontentiamo. Se va bene per il nostro ct campione del mondo possiamo solo stare tranquilli.
(di Alfnet)
682. Sofia (Bulgaria), 11-10-2008. Vassil Levski Stadion h. 20.15 (QM)
Bulgaria - Italia 0-0
Bulgaria (4-1-4-1): Ivankov; Milanov, Iliev, Tunchev, Wagner (dal 36’ s.t. Ivanov); S. Petrov; Dimitrov, Georgiev, Yankov, M. Petrov (dal 45’ s.t. Popov); Berbatov. (Petkov, Kotev, Manolev, Lazarov, Gargorov). All. Markov.
Italia (4-3-3): Amelia; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Dossena; Gattuso, De Rossi, Montolivo (dal 23’ s.t. Perrotta); Pepe, Gilardino (dal 28’ s.t. Toni), Di Natale (dal 23’ s.t. Rossi). (De Sanctis, Gamberini, Bonera, Aquilani). All. Lippi.
Arbitro: Lannoy (Fra)
Ammoniti:Chiellini, De Rossi, Toni.
Angoli: 2-6
Recupero: 2' pt, 3' st;
Spettatori: 46.000 circa
Multimedia: Foto (1);
NOTE:Si gioca allo Vassil Levski Stadion di Sofia. Serata fresca, campo in buone condizioni.
UN PARI SOPORIFERO. Finisce 0-0 fra Bulgaria e Italia. Partita avara di emozioni che, però, vale un altro punto per gli Azzurri i quali, già da soli in vetta al girone di qualificazione ai Mondiali 2010, vanno a 7 punti.
Italia giovane con una media di 27 anni di età, che accoglie l’esordiente Pepe come terzo in attacco sulla destra a completare il tridente con Gilardino (sufficiente) e Di Natale (in serata no, evanescente fino alla inevitabile sostituzione). Pepe gioca bene anche se è più volte impreciso pagando forse un po' l'emozione del battesimo azzurro.
Centrocampo con De Rossi (qualità e quantità), Montolivo (troppo timido) e Gattuso (che torna ad essere un leone su tutte le palle). Sufficiente la loro prestazione, forse un po’ di lentezza nell’impostazione ma puntuali nelle chiusure. Buona la gara della difesa che, con Cannavaro e Chiellini centrali, concede pochissimo ai bulgari ed al temuto Berbatov. Sulle fasce Zambrotta e Dossena coprono e ripartono con costanza. Amelia praticamente inoperoso per tutta la partia; unico intervento di rilievo nel finale a rimarcare le buone doti del giocatore tra i pali.
Gli italiani per quasi tutta la partita tessono gioco senza, tuttavia, costruire mai nitide occasioni. In questo gli avversari hanno i loro meriti giocando sempre arroccati dietro, puntando tutto su sporadiche azioni di contropiede. Il primo tempo non regala nemmeno una palla gol. Unica situazione degna di nota, è una bella manovra che si chiude con un intervento dubbio del portiere bulgaro su Gilardino. I nostri chiedono il rigore ma l’arbitro fa riprendere il gioco con un calcio d’angolo.
Ripresa più vivace ma al possesso di palla italiano non seguono affondi e la partita si trascina così fino alla fine. Positivo l’ingresso di Giuseppe Rossi; un esordio, anche il suo, che lascia ben sperare per il futuro. Al triplice fischio è 0-0 e, tutto sommato, va bene ad entrambe le compagini: prezioso pari per i ragazzi di Lippi, fuori casa, in un campo difficile; ultie punto anche per la Bulgaria che contro i Campioni del Mondo sale a quota 2.
Prima del confronto si segnalano alcuni scontri fra le tifoserie che, poi, continuano a beccarsi durante il match. Al riguardo Abete, Presidente federale, ha dichiarato: "C'è un clima un po' teso. In campo però si è vista correttezza tra i giocatori e tutto è andato nei binari giusti".
In definitiva partita noiosa con un Italia sempre in crescita rispetto alle prime uscite ma decisamente ancora lontana da una reale brillantezza. In ogni caso Lippi porta a 29 la sua personale striscia di risultati utili consecutivi.
(di Alfnet)
683. Lecce (Italia), 15-10-2008. Stadio Via del Mare h. 20.45 (QM)
Italia - Montenegro 2-1 (2-1)
Reti: Aquilani (I) all’8’; Vucinic (M) al 19’, Aquilani al 28’ p.t.
Italia (4-1-4-1): (4-2-3-1): Amelia; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Dossena (dal 13’ s.t. Bonera); Gattuso, De Rossi; Pepe, Aquilani (dal 20’ s.t. Perrotta), Di Natale (dal 30’ s.t. Quagliarella); Gilardino. (De Sanctis, Gamberini, Montolivo, Rossi). All. Lippi.
Montenegro (4-2-3-1): Poleksic; Pavicevic, Tanisijevic, Batak, Jovanovic; Drincic, Boskovic (dal 35’ s.t. V. Bozovic) ; Vukcevic, Jovetic, Zverotic (dal 43’ s.t. Novakovic); Vucinic (dal 46’ s.t. Damjanovic). (M. Bozovic, Jeknic, Burzanovic, Bogavac). All. Filipovic.
Arbitro: Proenca (Por)
Ammoniti: Vucinic (M), Jovanovic (M), Tanasaijevic (M), Gattuso (I) e Amelia (I)
Angoli: 2-4
Recupero: 3' pt, 3' st;
Spettatori: 20.161, incasso 329.374 euro
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Si gioca allo Stadio Via del Mare di Lecce. Serata fresca, campo viscido non in ottime condizioni.
LIPPI 30 E LODE. Con la vittoria a Lecce per 2-1 dell'Italia contro il Montenegro il ct Campione del Mondo raggiunge Vittorio Pozzo a quota 30 partite consecutive senza sconfitte. Stavolta giocando bene. Sfruttando ancora una doppietta: con Cipro il mattatore era stato Di Natale, con la Georgia De Rossi, stasera un favoloso Aquilani. Vucinic, ottimo, ha provato a farci uno scherzetto nella "sua" Lecce, ma il suo gol non è bastato agli ospiti, che hanno messo in mostra anche un super Jovetic. L’Italia vince e vola via nel girone di qualificazione mondiale. Tiene botta solo l’Irlanda del Trap, la Bulgaria si ferma in Georgia. Gli azzurri stasera hanno mostrato un ottimo calcio, soprattutto nei primi 45’: dirompenti sulle fasce, ispirati in mezzo con un Aquilani che a questi livelli si era visto solo con la Roma a Madrid, in Champions, contro il Real. A voler cercare una magagna, la squadra di Lippi ha rischiato troppo, ma il Montenegro in avanti è ottimo. Ci possiamo accontentare.
I primi 20’ sono pirotecnici. Occasioni come le ciliege, una tira l’altra. La maggior parte di marca azzurra. I ragazzi di Lippi escono dai blocchi come uno sprinter, e sfiorano il gol prima con Dossena, poi con Gattuso. Sono passati solo 2’. Quindi è Pepe in mischia ad accarezzare il suo primo bersaglio in Nazionale, para Poleksic. Il gol azzurro arriva all’8’. Lo segna Aquilani, che arriva a rimorchio a centroarea sull’assist della destra di Pepe, dopo un liscio del terzino sinistro montenegrino Jovanovic. Il romanista realizza il suo primo gol in Nazionale con un tap-in vincente a porta vuota. Il Montenegro reagisce con un un’azione confusa, Zambrotta salva sulla linea di porta. Ma il Montenegro il pari lo trova lo stesso. In contropiede. Un peccato grave degli azzurri. Jovetic rifinisce per Vucinic, che salta Chiellini e di sinistro trafigge Amelia, per nulla irreprensibile. La gara è divertente. L’Italia stavolta gioca bene, ispirata da un super Aquilani, per il quale Lippi ha trasformato il suo 4-3-3 in un 4-2-3-1 con il talento romano mezzapunta, sulla linea di Pepe e Di Natale. Il Montenegro replica con uno schieramento speculare. Anche per loro fa il fenomeno il trequartista, Jovetic, talento in boccio che nella Fiorentina stenta a trovare spazio. Filipovic, il tecnico ospite, marca a uomo Aquilani, con Drincic, che però lo perde spesso. E infatti al 28’ Aquilani riporta avanti gli azzurri. Si defila sulla destra, sfrutta una sponda di Gilardino e schiaccia a terra il destro del 2-1 deviato nella propria porta da Tanasaijevic. L’ultimo brivido del primo tempo è firmato Vucinic, su punizione: Amelia respinge. All’intervallo è 2-1 Italia. Finalmente convincente, anche se non irreprensibile dietro. Ma non c’è paragone con la retroguardia del Montenegro, una sciagura, infilata a ripetizione soprattutto sugli esterni, con Di Natale e Pepe, scatenato.
Si riparte subito con un brivido. Un super Zambrotta sfonda sulla destra e sfiora il gol. Bravo Poleksic. Lippi sugli esterni inverte Pepe e Di Natale, che però calano. Poi Aquilani dipinge un capolavoro per Gilardino che imbratta la tela "sparando" sul portiere. Il Montenegro ha l’occasione della beffa: De Rossi consegna palla a Vucinic, che si fa ipnotizzare a tu per tu con Amelia. Il Montenegro riprende coraggio: Jovetic ci prova di giustezza, Amelia si esalta ancora. La gara resta avvincente, entrambe le squadre danno il meglio in fase offensiva. La Roma connection va vicina a chiudere i conti: cross da destra di Aquilani, De Rossi di testa colpisce un palo. Sprechiamo troppo e allora Lippi decide di coprirsi. Fuori un sontuoso Aquilani, dentro Perrotta. Ma il Montenegro continua a graffiare con Vucinic (punizione appena a lato) e Jovetic. L’Italia però ragiona, fa girare palla e gestisce il vantaggio. E vince 2-1.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport online")
684. Atene (Grecia), 19-11-2008. Stadio Karaiskakis h. 20.45 (AM)
Grecia - Italia 1-1 (0-0)
Reti: Gekas (G) al 5', Toni (I) al 9' s.t.
Grecia (4-5-1): Tzorvas; Vyntra, Papastathopoulos, Dellas, Spiropoulos; Tziolis, Basinas (43' s.t. Pliatsikas), Katsouranis, Salpigidis (43' s.t. Ninis), Karagounis (1' s.t. Ghekas); Mantzios (1' s.t. Liberopoulos). (Halkias, Papadopoluos, Kutsianikulis, Patsatzoglou, Torosidis). All. Rehhagel.
Italia (4-3-3): De Sanctis; Bonera, Cannavaro (16' s.t. Gamberini), Chiellini (1' s.t. Legrottaglie), Grosso; Gattuso, De Rossi, Montolivo (1' s.t. Pepe); Camoranesi (16' s.t. Maggio), Toni (16' s.t. Gilardino), Rossi (25' s.t. Iaquinta). (Curci, Dossena, Perrotta, D'Agostino). All. Lippi.
Arbitro: Webb (Ing).
Ammoniti: Karagounis (G), Camoranesi (I), Vintra (G).
Angoli: 3-4
Recupero: 1' pt, 2' st;
Spettatori: 30.324
Multimedia: Foto (1);
NOTE: Si gioca allo Stadio Karaiskakis di Atene. Serata fresca, terreno in buone condizioni.
L'Italia pareggia 1-1 l'amichevole di Atene contro la Grecia. Il gol di Toni, che risponde a quello di Ghekas, regala a Marcello Lippi il record di 31 risultati utili consecutivi. Meglio di Pozzo. Meglio di ogni altro c.t. azzurro. Per il resto l'Italia giochicchia nel primo tempo, con il motore acceso al minimo, poi ingrana un paio di marce nella ripresa, positiva. In cui prova il 4-4-2, magari per venire incontro alla caratteristiche tattiche di Rossi, l'osservato speciale, che gioca una partita onesta, ma non sfolgorante, sfiorando il gol del vantaggio nel primo tempo, giocato su ritmi da crociera. Rinviato il debutto di D'Agostino, che non entra in campo nonostante i sei cambi effettuati da Lippi.
Il primo tempo è così-così. Il ritmo è basso, nel week-end c'è il campionato, difficile chiedere il furore agonistico ai protagonisti. Quello che sembra interpretare la gara con più generosità è Gattuso, uno per il quale non esistono amichevoli. La gara è equilibrata, ma poco avvincente. L'Italia parte bene. Con un destro al volo di Gattuso, Tzorvas si distende in tuffo e mette in angolo. Il corner propizia l'occasione più ghiotta per gli azzurri: sinistro di Rossi sottomisura, pronto, ma centrale: Tzorvas è al posto giusto, proprio davanti a lui, e para. La replica dei padroni di casa è riassunta dal colpo di testa largo di Katsouranis sul cross dalla sinistra di Spiropoulos. Nel finale di tempo la Grecia prova ad aumentare il ritmo: reclama per un mani in area di Gattuso. Sembra involontario. Poi Mantzios segna, ma in fuorigioco. All'intervallo è 0-0.
L'Italia inizia la ripresa molto diversa: come uomini e atteggiamento, mentale e tattico. Più aggressiva, vogliosa. Adesso gioca con il 4-4-2, con Toni e Rossi in avanti, e Camoranesi e Pepe esterni. Bocciato Montollivo, che rimane negli spogliatoio dopo una prova sottotraccia. Toni è subito pericoloso: il suo sinistro è parato di piede da Tzorvas. Quindi arriva la botta violenta di Camoranesi, il portiere greco para in due tempi, mettendo in angolo.
L'Italia ora fa gioco. La Grecia però segna. Gol di Ghekas, che segna con un destro incrociato sfruttando una verticalizzazione centrale. L'Italia replica subito. Con un bel colpo di testa di Toni, cercato su punizione da De Rossi. 16° gol in azzurro dell'attaccante del Bayern Monaco. Lippi festeggia in panchina. Al record solitario ci tiene. Giustamente. Camoranesi sfiora ancora il gol sul suggerimento di Toni, prima di uscire, Tzorvas alza sopra la traversa. La gara resta viva, nonostante i tanti cambi. La Grecia finisce forte, per la gioia dei tifosi dello stadio Karaiskakis di Atene. Ma il punteggio non cambia. Finisce 1-1. Dopo la sostituzione di Cannavaro prima volta da capitano per Gattuso.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport online")

