Il primo peso di una maglia
Nei tornei giovanili l’azzurro arriva spesso prima della notorietà. Ci sono ragazzi che il pubblico conosce già e altri che incontra per la prima volta, riuniti in una squadra che ha poco tempo per crescere. Una finale di categoria può essere il primo confronto con un’attenzione più grande e con la responsabilità di rappresentare il proprio Paese.
Le vittorie vanno ricordate nella loro competizione, senza sommare tornei diversi come se avessero la stessa storia. I cambiamenti di età e di formato hanno modificato il percorso delle selezioni nel tempo. Proprio per questo distinguiamo Under 16, Under 17, Under 19 e Under 20: ciascuna ha i propri traguardi e i propri protagonisti.

Due estati sul tetto d’Europa
L’Under 19 ha conquistato l’Europeo nel 2003 e nel 2023. Fra le due vittorie passano vent’anni: abbastanza per cambiare quasi tutto attorno ai giocatori, ma non il significato di un torneo nel quale ogni incontro può diventare una tappa decisiva della crescita.
Nel 2023 la finale con il Portogallo si concluse 1–0 per l’Italia. La vittoria arrivò al termine di un percorso che aveva conosciuto anche una sconfitta pesante contro lo stesso avversario nella fase a gironi. Ritrovarlo e batterlo nell’ultima partita diede al successo la forza di una risposta costruita dentro il torneo. Al termine dell’edizione 2026, vinta dalla Spagna, i titoli italiani della categoria restano due.

La nuova stagione dell’Under 17
Il primo Europeo Under 17 arrivò nel 2024, con il 3–0 al Portogallo nella finale di Cipro. Nel 2026 l’Italia ha vinto di nuovo, questa volta in Estonia: dopo l’1–1 contro il Belgio, la serie dei rigori si è conclusa 4–3 per gli Azzurrini. Due titoli in tre edizioni hanno aggiunto un capitolo importante alla bacheca delle giovanili.
Fra i due successi continentali si colloca il bronzo mondiale del 2025. Nella finale per il terzo posto l’Italia ha superato il Brasile ai rigori, dopo lo 0–0. È stata la prima medaglia italiana nella Coppa del Mondo Under 17: un traguardo da ricordare accanto agli Europei, conservando però la distinzione fra le due competizioni.
L’Under 20 arriva fino all’ultima partita
Nel Mondiale Under 20 del 2017 arrivò il terzo posto, seguito dal quarto del 2019 e dall’argento del 2023. La finale argentina contro l’Uruguay, perduta 1–0, ha rappresentato il miglior piazzamento italiano nella competizione. Sono risultati che mostrano una presenza ripetuta nelle fasi decisive, oltre al singolo torneo fortunato.
Il valore di queste esperienze non coincide soltanto con quello che i giocatori faranno negli anni successivi. Una squadra giovanile merita di essere raccontata anche per ciò che è stata in quel momento: le partite affrontate, l’intesa trovata e il modo in cui ha sostenuto il confronto con avversari di altre tradizioni calcistiche.

Le vittorie precedenti e un titolo non assegnato
Nel torneo europeo Under 16, predecessore dell’attuale Under 17, l’Italia vinse nel 1982. Il successo ottenuto sul campo nel 1987 ebbe invece un seguito diverso: la posizione irregolare di un calciatore portò alla mancata assegnazione del titolo. Non viene perciò contato fra i trofei italiani.
Questa distinzione evita che un riepilogo celebrativo tramandi un errore. Il racconto può ricordare la finale e la vicenda successiva, ma la bacheca deve rispettare l’esito ufficiale. Anche nei palmarès giovanili, dove i formati sono cambiati molte volte, la precisione permette di dare a ogni generazione il posto che le spetta.

