In un incontro con i ragazzi di Cisano Bergamasco, il suo paese, Donadoni rischia l'incidente diplomatico rispondendo a un ragazzino che gli chiedeva di tornare sul caso Totti-Nesta: "È un po' come quando avete un'interrogazione e vi viene il mal di pancia". Una frase che si prestava, però, a più di un possibile, malizioso fraintendimento.
Da qui, la necessaria puntualizzazione, al divampare delle inevitabili polemiche: “Ho cercato di trasferire un concetto a dei ragazzi che sono in età per capire certe cose – ha puntualizzato il tecnico – e ho cercato di mettermi al pari loro e di tirar fuori una similitudine che non so se possa essere azzeccata o meno.
Quello che volevo dire è che, a volte, tutti noi abbiamo delle difficoltà, dei bisogni, delle necessità e tante aspettative, quindi uno di fronte a tutto questo fa determinate scelte, come può essere il caso di un ragazzino che magari sa di non essere pronto per una prova scritta o orale a scuola e si fa venire il mal di pancia per cercare di scansarla e di evitarla”. “Trattandosi di professionisti – ha proseguito Donadoni – vanno considerati anche altri aspetti.
Ho grande rispetto per tutti, sono molto attento, ascolto e le parole per me hanno un grande significato. E prima ancora che tutti dicessero la loro, io sapevo quali erano le motivazioni e le problematiche di Totti e Nesta, quindi si è scritto e parlato molto laddove, invece, non c’era alcuna necessità di farlo, ma bisognava solo capire e rispettare”.
Quanto a Bobo Vieri e Cristiano Lucarelli, due, invece, che la maglia azzurra se la rimetterebbero di corsa, Donadoni ha lasciato aperto ben più di uno spiraglio in vista degli Europei : "Sceglierò fra una lista di 25-26 giocatori al massimo e Bobo e Lucarelli non hanno cinquant’anni. L’importante è che diano continuità e fa sicuramente piacere vedere un atteggiamento positivo di chi si sente legato alla maglia della Nazionale".
E dopo aver confessato di aver trovato "un po’ scomoda" la panchina azzurra la prima volta che ci si è seduto sopra, Donadoni ha parlato del futuro, ovvero del dopo Euro 2008 . "Non ho ancora deciso cosa fare, perché vivo alla giornata. Di sicuro, continuerò ad allenare, perché mica posso andare a vendere il formaggio al mercato qui di fronte. Se potessi scegliere? Direi che fra Milan, Inter, Juventus, Bayern Monaco o Chelsea c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché ognuno punta al meglio. Ma per ora sono contento di essere alla guida della Nazionale".
Un pensierino al collega francese Raymond Domenech, 56 anni domani: "E' un tipo spiritoso, anche se talvolta eccede, ma le sue provocazioni non mi fanno arrabbiare".
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Testo recuperato dall’archivio delle news. Data originale conservata.
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