Per la prima volta una Nazionale avrà il fregio di chi ha vinto il Mondiale. È la prima volta che sulla maglia di una Nazionale di calcio compare un logo a significare un risultato raggiunto: su quelle indossate dagli azzurri di Lippi ci sarà un ricordo particolare.
Uno scudetto che identificherà i campioni del mondo in carica: la coppa del mondo su uno sfondo bianco, con sotto la scritta Fifa world champions 2006 . "Non era mai successo, da qui si vede la considerazione che la Fifa ha dell'Italia" dice subito Abete , presidente della Figc. Poi ecco Joseph Blatter , numero uno della Fifa: "I campioni meritano un riconoscimento speciale. L'Italia è la prima a ottenerlo, lo scudetto sarà sulle maglie azzurre almeno fino al 2010 . I giocatori guardandolo avranno un ulteriore stimolo". Poi scatta l'applauso, chiamato dallo stesso Blatter.
Che farà altri complimenti all'Italia, evitando però di replicare alla proposta di Petrucci (presidente del Coni): "In campo vadano sei giocatori nazionali e cinque stranieri, per non togliere spazio ai nostri". La famosa regola del '6+5': "So che è un principio duro da portare avanti, ma gioverebbe a tutte le nazionali del nostro sport". Alla cerimonia di presentazione del logo partecipano anche la squadra e lo staff tecnico. E il capitano Cannavaro trova il tempo per una rivincita: "L'esperienza in Germania ha cambiato la vita a tutti noi.
Abbiamo creduto in un sogno e lo abbiamo realizzato. Abbiamo alzato una coppa fantastica. Ma ora abbiamo anche un'altra opportunità, quella di zittire tutti: per questo motivo invito il presidente Blatter a consegnarmi la coppa, ora può farlo". Così il presidente della Fifa (che a Berlino lasciò il posto a Johansson) si alza e porge la coppa del Mondo (che stava dietro ai due) al capitano azzurro : "Non è mai troppo tardi per far bene" sorride Blatter. Il capo della Fifa affronta anche un altro paio di questioni.
Primo, la violenza nel calcio in Italia: "La violenza è nella società che poi si prende il calcio. Ci vuole un'educazione sociale nel paese, il calcio è vittima". E poi sulle presunte partite truccate del mondiale tedesco (inchiesta portata avanti dal canadese Declan Hill): "Non è assolutamente così, chiunque in una competizione del genere punta al traguardo finale, senza aggiustamenti". ( dal sito "La Gazzetta dello Sport on line" )
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