Lippi continua il suo giro d'Italia, insieme alla Coppa del Mondo , raccogliendo l'entusiasmo dei tifosi, ma restando fermo sulle proprie posizioni sul futuro, che prefigurano un addio all'azzurro dopo l'esperienza in Sudafrica , nel giugno prossimo. Una battuta sul Mondiale brasiliano del 2014 ha lasciato pensare che Lippi già mettesse il cappello sul prossimo quadriennio azzurro, ma tiene a precisare: "Non è che ho cominciato a parlare del Mondiale 2014, era una risposta a una domanda sul fascino del Brasile. Non ho mai detto nulla di categorico.
Ribadisco che ho un grande rapporto con Abete e con lui ho sempre parlato chiaro. Se ho deciso cosa fare? Questo non è importante, ora l’unica cosa che conta è assemblare un gruppo per far bene in Sudafrica ". Intanto Abete ribadisce: "A maggio sarà il momento di fare chiarezza. I rapporti sono basati sulla volontá condivisa di andare avanti insieme, altrimenti non è più prorogabile per il futuro. Per stare insieme dobbiamo avere tutti e due la stessa visione. Per separarsi basta un soggetto non disponibile".
Poi, ribadendo l'organizzazione in vista del Sudafrica (preparazione in altura dal 23 maggio al Sestriere), Lippi Lippi : "Ciro Ferrara? non credo rientrerà nello staff. Non è ipotizzabile per il Mondiale". Sulle scelte dei 23 rivendica la propria autonomia e non vuole stravincere di fronte alla crisi di Cassano: "Non mi è mai passato per l'anticamera del cervello di dire che avevo ragione io su Antonio". "Nesta? Sono cose mie. - prosegue il CT - Che non discuto qui con voi. Lasciatemi lavorare e poi giudicherete nel tempo".
Non è sorpreso, il c.t., del lavoro del collega Capello : "Aspettarsi risultati positivi dalle sue squadre è normale. Ha creato una formazione molto concreta. La questione John Terry? Mi sono piaciute moltissimo le parole di Carlo Ancelotti : sulla serietà professionale del capitano, che è quello che interessa a un allenatore. E siccome una volta ho detto di aver sognato una finale Italia-Brasile, ora dico che mi piacerebbe una bella finale Italia-Inghilterra per vedere come Fabio si comporterebbe davanti all’ Inno di Mameli ".
Tutto quanto detto è avvenuto a Salerno, la città natale di Andrea Fortunato, il difensore morto a soli 24 anni per una leucemia. Lippi lo ricorda con un pizzico d'emozione: "Quando diventai allenatore della Juve la sua malattia era appena esplosa. Come avviene nei casi di giovani molto forti fisicamente, ci fu una reazione iniziale molto incoraggiante. Ricordo che in una trasferta per giocare contro la Samp a Genova, volevo fare una sorpresa alla squadra portando in ritiro Andrea che stava un po' meglio.
Ci siamo dati appuntamento al quarto piano dell'albergo, dove aveva preso una camera anche lui, ma quando lo incrociai nel corridoio non lo avevo riconosciuto. Purtroppo i segni della malattia erano già evidenti".
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Testo recuperato dall’archivio delle news. Data originale conservata.
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