In Nazionale
Statistiche verificate al 30 ottobre 2026.
| Presenze | Gol | Esordio | Ultimo incontro |
|---|---|---|---|
| 79 | 3 | 1991-12-21 | 2002-03-27 |
Il percorso
La carriera sportiva di Albertini è nella sua fase iniziale strettamente connessa al Milan, con la parentesi di una stagione in Serie B nel Padova in cui ha occasione di giocare per la prima volta con continuità. Dal 1988 al 2002 veste la maglia rossonera vincendo numerosi trofei, tra cui cinque scudetti e tre Coppe dei Campioni, e con cui totalizza 21 gol in 293 partite. La sua annata migliore è quella 1995-1996, in cui ha anche l'opportunità di segnare ben otto reti (record della sua carriera).
Successivamente si trasferisce in Spagna, disputando la stagione 2002-2003 con l'Atletico Madrid (28 presenze, 2 gol). L'anno seguente torna in Italia, alla Lazio, collezionando 23 presenze e mettendo a segno due reti. Divide la stagione 2004-2005 tra Atalanta (14 partite, 1 gol) e Barcellona (5 presenze senza centri), con cui ottiene il primo posto nella Liga Spagnola. A dicembre 2005 ha annunciato il suo ritiro dall'attività agonistica e adesso aspira a diventare un allenatore professionista.
La festa di addio al calcio di Albertini si è svolta il 15-03-2006 a San Siro e ha previsto una partita celebrativa tra Milan e Barcellona, con la partecipazione delle stelle di ieri e di oggi delle due squadre. Per il Milan c'erano, tra gli altri, Marco van Basten, Frank Rijkaard e Franco Baresi. Nella vittoria del Milan per 3-2 c'è anche la firma di Albertini, che ha segnato un gol bellissimo su calcio di punizione.
Alla fine del match il giocatore, visibilmente commosso, ha vestito la maglia del Milan e ha fatto un giro di campo tra gli applausi dei tifosi. Con la nazionale di calcio italiana Albertini è sceso in campo 79 volte segnando 3 reti, prendendo parte con gli azzurri ai Mondiali del 1994 e del 1998 e agli Europei del 1996 e del 2000. Partecipò, quindi, alle due finali con gli Azzurri del Mondiale '94 e dell'Europeo 2000, putroppo conclusesi con cocenti delusioni.
Fu cardine del centrocampo azzurro per un decennio, grazie alla sua enorme diligenza tattica e alla straordinaria visione di gioco. Tra le sue doti tecniche si segnala il suo poderoso destro che, spesso su punizione, rendeva dura la vita dei portieri avversari. Nel giugno 2006 fu nominato vice commissario straordinario della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Ricoprendo questo ruole visse in prima persona la strepitosa spedizione italiana ai Mondiali Germania 2006, che si definì con la conquista del massimo trofeo FIFA.
Il 19 settembre dello stesso anno, ad appena due mesi del trionfo mondiale, rassegnò le dimissioni insieme al commissario straordiario Guido Rossi.




