2011
712. 09-02-2011, Dortumund (Germania), Westfalenstadion, h. 20.45 (A)Germania - Italia 1-1 (1-0)
Reti: Klose (G) al 17’ p.t.; Rossi (I) al 35’ s.t.
Germania (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Mertesacker, Badstuber (dal 19’ s.t. Hummels), Aogo; Khedira (dal 19’ s.t. Boateng), Schweinsteiger; Mueller (dal 1’ s.t. Goetze), Ozil, Podolski; Klose (dal 30’ s.t. Grosskreutz). (Adler, Schmelzer, Friedrich, Westermann, Trasch, Bender). All. Loew.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Cassani (dall’8’ s.t. Maggio), Ranocchia, Bonucci, Chiellini (dal 33’ s.t. Criscito); Montolivo, Thiago Motta (dal 18’ s.t. Aquilani), De Rossi; Mauri (dal 29’ s.t. Giovinco); Pazzini (dal 1’ s.t. Borriello), Cassano (dal 1’ s.t. Rossi). (Sirigu, Viviano, Astori, Palombo, Nocerino, Matri). All. Prandelli.
Arbitro: Braamhaar (Ola).
Ammoniti: Thiago Motta (I)
Angoli: 7-4 per la Germania.
Recuperi: 0’ p.t., 2 s.t.
Spettatori: 60.196
Multimedia: Foto (1)
Note: Serata non fredda, terreno in discrete condizioni. La Giovane Italia cresce. Pareggia, e, dopo un inizio balbettante, fa una buona figura a Dortmund contro la Germania rivelazione di Sudafrica 2010. Alla zampata dell’eterno Klose risponde Giuseppe Rossi nel finale. I tedeschi giocano meglio nella prima mezz’ora, ma l’Italia, dopo essersi scrollata di dosso il timore reverenziale e forse anche un po’ di paura, mostra il coraggio che aveva chiesto Prandelli alla vigilia, e gioca meglio dei padroni di casa, trovando lo strameritato pareggio. Da registrare la buona prova del giovane Ranocchia, qualche scossa di Cassano, i debutti di Thiago Motta e Giovinco. E una parata salvarisultato di Buffon, al rientro in azzurro dal Mondiale. La Germania, che non ci batte dal 21-06-1995, deve restare ancora all’asciutto. La rivincita della semifinale mondiale 2006 non arriva, l’Italia a Dortmund non cade neanche stavolta. E finisce con l’esultanza dei tifosi italiani, che cantano a squarciagola. Prandelli può essere soddisfatto.
La Germania parte meglio. E dire che dovrebbero essere panzer più che sprinter. Ma l’Italia resta sui blocchi, prima guardinga, poi presa d’infilata dai veloci avanti di Loew. Il centrocampo azzurro è lento, formato nel rombo da quattro giocatori con caratteristiche diverse, ma con un comune denominatore: non sono rapidi nel breve. E allora Ozil, Podolski e Mueller, che provano a inserirsi tra la nostra linea di centrocampo e quella di difesa, vanno a nozze. Così arriva il gol tedesco, spettacolare. Impreziosito da un tunnel (di Mueller) ed un tacco (Ozil): Klose finalizza da eterno pirata dell’area di rigore sulla rifinitura di Mueller, la rivelazione del Mondiale sudafricano. L’Italia rischia il k.o.: Buffon para di piede, ancora su Klose. Gli azzurri si prendono paura: quella della figuraccia. E frenano, nonostante i difensori tedeschi, alti e macchinosi, non sembrino per nulla dei fenomeni, anzi.
Al 29’ dallo spicchio di stadio occupato dai tifosi italiani, quello alla destra della tribuna stampa, arriva il grido "Italia, Italia" a svegliare gli azzurri letargici, che si accontentano di guardare i tedeschi girar palla senza forzare. C’è il terrore di scoprirsi. Ma, sarà il sostegno dei tifosi, o la progressiva consapevolezza che dietro i bianchi di casa non sono per nulla un fortino, l’Italia cresce. Si sveglia, come ridestata da un pizzicotto. Chiellini, che tiene botta a sinistra contrapposto al trenino Lahm, crossa per De Rossi, il cui destro al volo è centrale, ribattuto da Neuer. L’Italia chiede due rigori: Cassano subisce una spallata da Martesacker, Aogo respinge forse con un braccio un tiro di Cassani. Il fischio di fine primo tempo arriva nel momento migliore dei nostri. All’intervallo l’Italia è sotto, ma ha saputo reagire, spronata dai muscoli di De Rossi e dalle giocate estemporanee ad effetto di Cassano.
In attacco. Fuori Pazzini e Cassano, dentro Borriello e Rossi. Cambi probabilmente influenzati dal fattore campionato. Nella ripresa il ritmo cala. I cambi continuano: Borriello trova un gran sinistro in diagonale, Neuer fa una gran parata. Poi ci provano il nuovo entrato Aquilani e Montolivo, che non trovano la porta. La Germania, dopo la prima mezz’ora, si spegne come un cerino. Ranocchia dietro, autorevole, fa buona guardia. Chiellini reclama per l’ennesimo rigore, l’arbitro olandese dice ancora di no, stavolta giustamente. E Rossi, imbeccato da Criscito, al secondo tentativo segna l’1-1. L’Italia del Mondiale è un ricordo che fa meno male, da stasera, anche se la strada verso un futuro azzurro è ancora lunga. Ma qui a Dortmund la Nazionale ha fatto un passo avanti.
Nota stonata sugli spalti dove 40 ultrà italiani sono stati espulsi dallo stadio per comportamento aggressivo.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
713. 25-03-2011, Lubiana (Slovenia), Sportni Park Stozice, h. 20.45 (QE)
Slovenia-Italia 0-1 (0-0)
Rete: Thiago Motta al 28’ s.t.
Slovenia: (4-4-2): S. Handanovic; Brecko (dal 25’ s.t. Andelkovic), Suler, Cesar, Jokic; Birsa (dal 29’ s.t. Ilicic), Koren, Radosavljevic, Kirm; Novalkovic, Dedic (dall’11’ s.t. Ljubijankic). (J. Handanovic, Bacinovic, Sukalo, Mavric). All. Kek.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Bonucci, Chiellini, Balzaretti; Aquilani, Thiago Motta, Montolivo (dal 42’ s.t. Marchisio); Mauri (dal 18’ s.t. Nocerino); Pazzini, Cassano (dal 29’ s.t. Rossi). (Viviano, Gastaldello, Criscito, Gilardino). All. Prandelli.
Arbitro: Brych (Ger)
Ammoniti: Montolivo (I), Cesar (S), Thiago Motta (I).
Recuperi: 1’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 16.000 circa
Multimedia: Foto (1)
Note: L’Italia vince a Lubiana 1-0 con la Slovenia: l’Europeo 2012 è già vicino, quando siamo solo al giro di boa del girone C di qualificazione, comandato con 6 punti di vantaggio. Decide una rete di Thiago Motta, e così il successo della Nazionale diventa a maggior ragione il successo di Prandelli, che il centrocampista dell’Inter, brasiliano naturalizzato, l’ha voluto fortemente, per dare ordine al suo centrocampo. L’Italia ha vinto, ed ha meritato di farlo. Giocando meglio, senza paura, con gli ingredienti richiesti dal c.t. alla vigilia: coraggio, appunto, e qualità. Quella di un centrocampo dai piedi buoni, formato da Motta, Aquilani - ottimo -, Montolivo e Mauri, quello rappresentato dalla scelta di due terzini di spinta, Maggio e Balzaretti, anche se poi hanno dato il meglio in fase di copertura, pure se il biondo del Palermo, che in campo aveva mezza squadra, è entrato nell’azione del gol. Intendiamoci: gli sloveni sono sembrati tutto tranne che fenomeni, però la prestazione positiva è significativa perchè dà continuità a quella di Dortmund, con la Germania, nell’amichevole di febbraio.
A 25' dal fischio d’inizio parte una scazzottata violenta di gruppo, in tribuna, nello spicchio dietro la porta di Buffon, che si sta riscaldando, tra tifosi sloveni del Lubiana e quelli del Maribor. Prima gli steward si mettono in mezzo evitando il peggio, poi la polizia arriva a sedare gli scontri. Si rivedono i fantasmi della notte di Genova, quella di un’Italia-Serbia mai giocata per le nefandezze degli ultrà ospiti, ma per fortuna dura poco. Al fischio d’inizio c’è dunque solo il tifo assordante del pubblico di casa, stipato nello Stozice, lo stadiolo da 16.000 posti della capitale, finalmente unito nello spingere i suoi beniamini.
Gli azzurri giocano un bel primo tempo. Nel quale ridimensionano i padroni di casa, volenterosi, ma nulla di che. Si temeva molto peggio. Si tratta - per la squadra di Prandelli - di soffrire il primo quarto d’ora come di consuetudine in trasferta, in una partita di questa importanza. Ma la Slovenia non produce nulla di più di 4 angoli nei primi 13’, testimonianza di una supremazia territoriale sterile. Buffon si limita a fare il vigile urbano nella sua area di rigore. Non si capisce come mai Ilicic e Bacinovic siedano in panchina, chi gioca al posto loro non impressiona. Tra l’altro il primo pericolo è comunque di marca italiana: un buon destro da fuori area di Montolivo, che lavora di quantità più che di qualità, Handanovic, il portiere dell’Udinese, respinge in tuffo. L’Italia si scioglie, sempre più sicura con il passare dei minuti: trova buone geometrie con Aquilani, autorevole in mezzo al campo, dove gli azzurri fanno valere la maggiore qualità tecnica, e produce altre occasioni. Su tutte il palo esterno di un Pazzini generoso, ma talvolta arruffone: l’attaccante dell’Inter approfitta di un’esitazione difensiva su cross di Maggio, ma non trova la sua seconda rete in azzurro. Poi sarà la volta del suo compagno di reparto avanzato, Cassano, che non trova il vantaggio su corta respinta di Handanovic, ancora su Pazzini. Il barese conferma di non essere in condizione atletica ottimale, anzi, neanche vicino: si accende a sprazzi, ma tarda spesso la giocata. La Slovenia sfiora la rete in una sola circostanza: parata sicura di Buffon su tiro da fuori area di Koren, dopo un numero di Birsa, il più tecnico dei suoi. All’intervallo è 0-0. Italia meglio ai punti: resta il rammarico di non aver sfruttato appieno la superiorità dimostrata.
La ripresa è meno brillante. L’Italia parte ancora meglio, e costringe Handanovic, migliore in campo in maglia biancoverde, alla parata, tre volte in successione: sul tiro di Mauri prima, poi su Cassano e Aquilani. Poi l’Italia cala un po’ di ritmo, e si prende paura quando il nuovo entrato Ljubijankic colpisce la traversa in contropiede. Allora Prandelli si copre: inserisce Nocerino per Mauri, alzando Aquilani. Sembra che lo 0-0, adesso, ci possa pure andare bene, e invece gli azzurri trovano il gol. Con Thiago Motta, alla seconda presenza da italiano, e al primo centro. Il sinistro vincente è secco, incrociato, da posizione defilata, su sponda di Balzaretti. Vantaggio meritato, che gli azzurri difendono rischiando solo in una mischia finale, con una difesa quasi inappuntabile, dove spicca la potenza di Chiellini. L’Italia vince e convince, era difficile chiedere di più alla trasferta slovena.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
714. 29-03-2011, Kiev (Ucraina), Valeriy Lobanovskyi Stadium, h. 20.45
Ucraina-Italia 0-2 (0-1)
Reti: Rossi al 28’ p.t.; Matri al 35’ s.t.
Ucraina (4-2-3-1): Shovkovskiy; Fedetskiy, Tymoschuk, Rakytskiy, Oshchipko; Stepanenko, Rotan; Gusev, Aliev (dall’8’ s.t. Devic), Yarmolenko; Seleznyov. (Pyatov, Romanchuk, Khudobiak, Mandzuk, Oliynyk, Kravets). All. Kalytvyntsev.
Italia (4-3-1-2): Viviano; Maggio (dal 1’ s.t. Santon), Gastaldello, Chiellini (dal 17’ p.t. Astori), Criscito; Marchisio (dal 43’ s.t. Parolo), Montolivo, Nocerino; Aquilani (dal 1’ s.t. Giovinco); Gilardino (dal 31’ s.t. Bonucci), Rossi (dal 17’ s.t. Matri). (Buffon, Sirigu, Balzaretti, Thiago Motta, Mauri, Cassano, Pazzini). All. Prandelli.
Arbitro: Nikolaev (Ucr).
Ammoniti: Oshchipko (U), Gastaldello (I)
Espulso: Astori (I) al 29' s.t. per doppia ammonizione
Recupero: 1’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 15.000 circa.
Multimedia: Foto (1)
Note:Le prove di Europeo dell’Italia funzionano. La Nazionale sbanca Kiev - sede della finale di Euro 2012 - grazie ai gol dell’uomo più atteso, Giuseppe Rossi, e del debuttante Matri. L’attaccante del Villarreal raccoglie al volo l’assist di Prandelli, che lo schiera titolare al posto di Cassano, fuori condizione, e lo scaraventa in rete: per la seconda volta con questo c.t., in questa stagione lo ha fatto 26 volte per il Sottomarino Giallo. Matri è la faccia bella, e non solo per ragioni di look, dei quattro debuttanti, gli altri sono Gastaldello, che scopre l’azzurro a 27 anni, Astori, espulso con severità per doppia ammonizione, e Parolo. L’Italia bis - piena zeppa di presunte riserve - funziona, e alla grande: arrivano segnali confortanti anche da Criscito, da un Montolivo super in versione playmaker, e da Marchisio, tonico. Poi adesso gira pure tutto bene agli azzurri: la Serbia si fa raggiungere nel finale dall’Estonia e la Slovenia pareggia in Irlanda del Nord: la strada per ritornare qui in Ucraina (e in Polonia) diventa ancora più in discesa. Un’unica nota stonata: il lieve infortunio muscolare a Chiellini (contrattura al quadricipite femorale, a rischio la gara con la Roma).
Il primo tempo dell’Italia ricalca quello di Lubiana, anche se è meno brillante in assoluto. Gli azzurri soffrono un pochino l’inizio veemente dei padroni di casa - che colpiscono subito un palo con Rakytskiy -, poi però gradualmente prendono il controllo della partita e finiscono per far vedere più di qualche buona trama di gioco, stavolta trovando pure il gol con l’uomo più atteso: Giuseppe Rossi. Ma andiamo con ordine. Si parte con Gilardino capitano, Gastaldello debuttante e sette uomini diversi rispetto a quelli vittoriosi in Slovenia. Gli azzurri al 17’ perdono Chiellini per un problema muscolare alla coscia destra, lo sostituisce Astori, che ha un inizio da brividi, e non è colpa del freddo: altro esordiente. Insomma, al centro della difesa ora ci sono due novità. Eppure l’Italia, che ha rischiato sul tiro di Fedetskiy respinto da Viviano, limita al minimo i pericoli, adesso. Merito di un centrocampo che prende quota, con Montolivo e Marchisio che recuperano palloni su palloni, e degli esterni bassi, che cominciano a salire. E su un inserimento di Criscito arriva il vantaggio: cross da sinistra, tiro di Aquilani deviato, Rossi si gira in area, furbo, lesto, e trova l’1-0. Per l’americanino d’Italia è il quinto gol in 21 presenze. L’ultimo di un attaccante azzurro l’aveva segnato proprio lui, a Dortmund alla Germania. All’intervallo l’Italia è avanti 1-0.
Sostituiscono a inizio ripresa Aquilani e Maggio. Sfiorano il raddoppio prima Gilardino e poi Rossi, l’Ucraina replica spingendo dalla parte di Santon, disattento in copertura, e sfiora il pari quando Viviano - stasera poco sicuro - sbaglia un’uscita: Oshchipko non trova la porta spalancata in mischia. C’è gloria anche per Giovinco - un frullatore di idee, anche se non sempre realizzate, e per il debutto di Matri. L’Italia soffre qualche fiammata dei padroni di casa, più muscolari che fisici, ma le cose peggiorano solo quando Astori viene cacciato dall’arbitro per doppio giallo: ha calciato via un pallone a gioco fermo. Però la rete la trova ancora l’Italia, in contropiede. Giovinco mette in porta di tacco Matri, che non sbaglia: in lizza per la maglia da centravanti, nel prossimo futuro, ci sarà pure lui.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
715.
03-06-2011, Modena (Italia), Stadio Alberto Braglia, h. 20.45
Italia - Estonia 3-0 (0-2)
Reti:Rossi al 21’, Cassano al 39’ p.t.; Pazzini al 23’ s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Ranocchia, Chiellini, Balzaretti; Montolivo, Pirlo, Marchisio; Aquilani (dal 24’ p.t. Nocerino); Rossi (dal 34’ s.t. Giovinco), Cassano (dal 20’ s.t. Pazzini). (Viviano, Gamberini, Cassani, Gilardino). All. Prandelli.
Estonia (4-4-1-1): Pareiko; Jaager, Rahn, Piroja, Teniste (dal 13’ s.t. Saag); Puri, Vunk, Klavan, Kruglov; Kink (dal 34’ s.t. Kams); Zenjov (dal 13’ s.t. Ahjupera). (Londak, Barengrub, Moskminov, Stepanov). All. Ruutli.
Arbitro: Dan Todor (Rom).
Ammoniti: Aquilani (I), Klavan (E), Vunk (E).
Recupero: 1’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 19.434, incasso di 227.853 euro.
Multimedia: Foto (1)
Note: L’Italia diverte, travolge l’Estonia 3-0 a Modena e ipoteca la qualificazione a Euro 2012 con oltre quattro mesi di anticipo sulla fine delle qualificazioni. Giuseppe Rossi addirittura incanta. Gol, palo, inventa dribbling stretti e riceve applausi lunghi, dalle tribune. Segna Rossi, ma segna anche Cassano. Va quindi a bersaglio la coppia d’attacco mignon proposta da Prandelli, che stravince pure lui: l’Italia dei piedi buoni, del centrocampo dei registi e dell’attacco tascabile, vince e piace. Non sarà il Barcellona, cui sembra ispirata per atteggiamento offensivo, possesso palla, e qualità tecnica, ma è un gran bel vedere. E nella ripresa il c.t. si gode pure il ritorno al gol in azzurro di Pazzini. Sudafrica 2010 sembra lontano anni luce, Polonia e Ucraina a quattro passi di distanza.
Il primo tempo è il Giuseppe Rossi show. L’Italia modello Barcellona di Prandelli diverte, perlomeno per 25’, l’attaccante addirittura entusiasma: gol, palo e un altro paio di occasioni, una addirittura di testa, sventate dal portiere estone Pareiko. Ma andiamo con ordine. In tribuna al Braglia ci sono Toni, che fa il padrone di casa, e Balotelli, che fa i compiti a casa, nel senso che fa contento Prandelli, che di sicuro avrà gradito il suo restare vicino alla squadra, pur infortunato. In campo c’è un’Italia motivata a vincere e giocare un buon calcio. Le occasioni gol si susseguono. Rossi ha accelerazioni da Formula 1, del resto Maranello è dietro l’angolo, Cassano procede a velocità da crociera, ma quando accende la luce l’Estonia va in black out. Suo il passaggio per Rossi, che dopo un doppio dribbling fulminante, trova l’angolo giusto con il solito sinistro, stavolta incrociato. E’ il 21’.
Tre minuti dopo l’Italia perde Aquilani (botta alla testa), dentro Nocerino. E fine dell’esperimento - riuscito - dell’Italia senza mediani. Il centrocampo con tre registi - Pirlo, schierato playmaker, Montolivo, mezzala d’occasione, e appunto Aquilani, in versione trequartista per 24’ ha fatto divertire. Anche per merito del quarto moschettiere di metà campo, Marchisio, in forma atletica strepitosa, che vuole dimostrare di poter convivere con Pirlo, con cui farà coppia, in mezzo, nella Juventus.
Ora Montolivo diventa il trequartista, segue lo spartito con diligenza, anche se non ha il cambio di passo tipico degli interpreti del ruolo. Rossi continua a sfavillare, del resto è tutta una stagione, quella magica con Villarreal che gli è valsa le lusinghe del Barcellona, che lo fa: doppio dribbling e palo. E, anche se l’Italia ha calato il ritmo, raddoppia con Cassano, con una girata precisa di destro in area. Sesto gol del milanista in azzurro, proprio come Rossi. Chissà se i due riusciranno a convivere anche con avversari meno modesti dell’Estonia, o torneranno alternativa l’uno dell’altro. Allo scadere del primo tempo ci si rende conto che c’è in campo pure Buffon: che si esibisce in una presa alta coreografica. L’Italia ha dominato. Il Braglia, pieno, dimostra di approvare: applausi scroscianti.
Nel secondo tempo l’Italia gestisce il doppio vantaggio: meno pimpante, sempre attenta. Rossi e Cassano si cercano e si trovano: la differenza è che l’americanino fa tutto in velocità, il barese ricama quasi da fermo. Pirlo colpisce un palo su punizione. Al 20’ della ripresa entra Pazzini per Cassano, che esce acclamato dal pubblico emiliano. Il Pazzo entra e segna, sfruttando un assist dell’ex compagno di Fiorentina Montolivo: è il suo secondo gol azzurro, alla 21ª presenza, aveva fatto centro solo all’esordio, sinora. L’Estonia è quella che è, poca roba, ma l’Italia sembra divertirsi a giocare, e spinge sino alla fine. Applausi.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
716.
07-06-2011, Liegi (Belgio), Stadio Maurice Dufrasne , h. 20.45
Irlanda - Italia 2-0 (1-0)
Reti: Andrews 36', Cox 89'
Irlanda (4-4-1-1): Forde; McShane, St. Ledger, O'Dea (83' Kelly), Ward (92' Delaney); Coleman, Foley (59' Whelan), Andrews, Hunt; Long (59' Cox); Keoght (75' Treacy). All: Trapattoni.
Italia(4-3-1-2): Viviano; Cassani, Gamberini, Chiellini, Criscito (65' Balzaretti); Marchisio, Pirlo (46' Palombo), Nocerino (59' Giovinco); Montolivo; Rossi (46' Matri), Pazzini (59' Gilardino). All: Prandelli.
Arbitro: Gumienny (Bel)
Ammoniti: Hunt (I), Andrews (I)
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Note: Lesson number one: guarda come il mito incarta la partita al rampante allenatore. Bell'amico, il vecchio Trap. Lui che non ha mai perso una partita con la sua Irlanda esce dallo stadio a forti tinte azzurre di Liegi con una bella vittoria per 2-0. E Prandelli con la sua seconda sconfitta da c.t., dopo quella nell'amichevole del suo esordio il 10 agosto con la Costa d'Avorio.
Bell'amico. Gli irlandesi giocano alla morte, una gara fisica, con una voglia di sbranare gli azzurri da far paura. Giocano ovunque, pressano alto, non lasciano un metro alle iniziative di Rossi prima e Giovinco poi. E segnano, prima con Andrews (al 36' del primo tempo), poi con Cox (al 44' della ripresa). Come li avrà caricati? È un'amichevole, eppure Long si rifiuta di aiutare Chiellini a rialzarsi dopo un contatto. È un'amichevole, eppure lo stesso Trap impazzisce per la mancata ammonizione di Pazzini dopo un tocco di mano.
Gli azzurri non riescono a fare gioco, con tutta la pioggia che è scesa Trap è riuscito ad annacquare la salsa catalana di Prandelli. Il portiere Forde si gode la serata da spettatore o quasi. Poche, pochissime occasioni. Qualcosa riesce a fare Rossi nel primo tempo, ma per il resto ci sono solo i tiri dalla distanza di Montolivo, quello alto di Nocerino, la punizione di Giovinco e i cross di Cassani, soprattutto finché in campo c'è stato Pazzini. "Niente palle alte", aveva detto il ct. Qualcuna ce ne è stata, ma non è solo questo a far scontento Prandelli. Del gioco di prima che aveva entusiasmato contro l'Estonia a Modena resta poco. Si vede qualcosa di buono all'inizio della partita e nei primi dieci minuti della ripresa, con l'ingresso di Matri a far movimento. Ma non basta, è mancato spesso il lavoro degli esterni e soprattutto la precisione davanti. Tutto troppo statico. Tutto da rivedere. Tutto molto poco catalano.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
717.
10-08-2011, Bari (Italia), Stadio San Nicola, h. 20.45
Italia - Spagna 2-1 (1-1)
Reti: Montolivo (I) all’11’; Xabi Alonso (S) al 37’ p.t.; Aquilani (I) al 39’ s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Ranocchia (dal 32’ s.t. Bonucci), Chiellini, Criscito; De Rossi (dal 20’ Aquilani), Thiago Motta (dal 9' s.t. Marchisio), Pirlo; Montolivo (dal 30’ s.t. Nocerino); Rossi (dal 14’ s.t. Pazzini), Cassano (dal 14’ s.t. Balotelli). (Sirigu, De Sanctis, Ogbonna, Cassani, Balzaretti, Palombo, Giovinco). All. Prandelli.
Spagna (4-3-3): Casillas (dal 1’ s.t. Valdes); Iraola (dal 1’ s.t. Thiago Alcantara), Piquè (dal 46’ p.t. Busquets), Albiol, Arbeloa; Javi Martinez, Xabi Alonso, Iniesta (dal 1’ s.t. Villa); Cazorla (dal 35’ s.t. Mata), Fernando Torres (dal 15’ p.t. Llorente), Silva. (Reina, Valdes, Monreal, Pedro, Negredo). All. Del Bosque.
Arbitro: Brych (Ger).
Ammoniti: Arbeloa (S), Chielini (I)
Recupero: 2’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 50.000 circa, incasso 673.397 euro.
Multimedia: Foto (1)
Note: L’Italia a Bari batte la Spagna campione del mondo, 2-1. E lo fa con merito, coronando una prestazione superiore persino alle aspettative. Perché, come a febbraio contro la Germania, altra potenza del pallone, gli azzurri giocano bene, e disputano anzi un primo tempo ottimo, che avrebbero meritato di chiudere in vantaggio, e non in equilibrio per i gol di Montolivo e Xabi Alonso su rigore. Poi nella difesa, complici i tanti cambi che inceppano gli ingranaggi, soffre un po’, ma ci mancherebbe altro contro cotanto avversario, eppure nel momento di massima difficoltà ha il cinismo per trovare la rete del successo, con Aquilani. Nel valutare questo risultato non dimentichiamoci da dove è partita l’Italia di Prandelli - dalle macerie del Sudafrica - e con questa premessa il confronto con la squadra più forte del mondo non ha dimostrato il divario che ci si poteva attendere. Per niente. Tra l’altro l’Italia ha giocato a pallone: nessuna barricata, ma anzi fraseggi palla a terra. Certo, va fatta la tara dell’amichevole d’agosto e della formazione rabberciata messa su da Del Bosque per non scontentare troppo Real Madrid e Barcellona, che si sfidano tra 4 giorni. Ma l’Italia ha sofferto solo nei 20’ finali, quando ha pure patito la condizione precaria. Sostenuta dal pubblico di Bari, dove l’Italia ha vinto otto volte in nove uscite.
Il primo tempo parte con uno stadio che inneggia a Cassano, che per l’occasione sfoggia un’inattesa fascia da capitano, solitamente proprietà di Buffon. La sorpresa continua per i primi 20’ dopo il fischio d’inizio. E’ infatti l’Italia a fare la partita, rubando l’iniziativa alla Spagna, che, smarrita senza il pallone tra i piedi, fatica a contenere gli azzurri, scatenati sulla sinistra sull’asse Criscito-Montolivo, che da trequartista atipico si allarga sulla fascia mancina e manda al manicomio Iraola, il sostituto dell’infortunato Sergio Ramos sulla fascia destra. Criscito colpisce un palo con una botta da fuori area dopo una splendida azione azzurra originata da un tacco di Cassano. Poi all’11’ arriva il vantaggio dell’Italia. Bella palla di Criscito in verticale, buco spagnolo e rete di Montolivo, con un sinistro morbido sull’uscita di Casillas. Primo gol del capitano della Fiorentina in Nazionale. 20’ di eccellente Italia. Oltre le più rosee aspettative. Poi la Spagna comincia a tessere la sua ragnatela di passaggi, lenta, ma inesorabile. Iniesta sale di giri, sdoppiandosi, in mancanza di Xavi, in compiti di regia e di affondo. Ma è ancora la Nazionale a sfiorare il gol: Criscito per Rossi, Casillas respinge e salva il 2-0. Il momento di fiducia assoluta degli azzurri è testimoniato dalla confidenza di De Rossi, che, pressato a metà campo da due avversari, cerca per due volte il tunnel.
Dopo un sinistro alto di Cazorla, un’avvisaglia di guai maggiori, al 36’ i campioni del mondo si vedono premiati con il rigore concesso per trattenuta di Chiellini su Llorente(che ha sostituito Torres, vittima di una commozione cerebrale dopo pochi minuti), sul cross da sinistra proprio di Cazorla. L’attaccante spagnolo non va neanche a terra, per l’arbitro tedesco Brych il contatto (secondo il Chiello reciproco, protesta animatamente) basta comunque per il rigore. Dal dischetto Xabi Alonso pareggia. Risultato bugiardo, e non è un commento di parte. L’Italia non accusa il colpo più di tanto: Cassano, volenteroso più del solito, ma meno preciso del solito, sfiora il gol due volte. Casillas fa il fenomeno come su Rossi la prima volta, la seconda conclusione del talento di Bari vecchia, di testa, termina alta. All’intervallo è 1-1. Meritiamo gli applausi.
Prandelli inserisce Marchisio per Thiago Motta, De Bosque inserisce Thiago Alcantara, figlio del brasiliano Mazinho, ex Fiorentina e Lecce, nato proprio qui in Puglia, e Villa per Iniesta. Il c.t. spagnolo fa i cambi con il bilancino, che domenica c’è l’andata della Supercoppa: Real Madrid-Barcellona e già è uscito infortunato Piquè. Al 14’ esce Cassano, cui i 50.000 del San Nicola dedicano un’ovazione. Lo sostituisce Balotelli. Fuori pure Rossi: dentro Pazzini. L’attacco mignon lascia spazio a quello dei fisicati.
Llorente rovina una prestazione nobilitata dal rigore procurato mangiandosi un gol a centroarea: decisiva la scivolata di Criscito. Ma la Spagna è la squadra che risente meno dei cambi, tanto gioca sempre allo stesso modo, mentre l’Italia, trasformata e stanca, ora arretra il raggio d’azione. In contropiede Balotelli ha la palla buona sul destro, ma cerca la conclusione più difficile, e la sbaglia neanche di poco. L’Italia soffre, è costretta ora a stringere i denti, a tratti alle corde, ma trova il gol nel momento più difficile. Con una conclusione di uno dei subentrati, Aquilani, deviata da Albiol nella sua porta. L’Italia batte la Spagna. Non succedeva dal Mondiale Usa ’94.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
718.
02-09-2011, Torshavn (Far Oer), Tórsvøllur Stadium, h. 20.45
Far Oer - Italia 0-1 (0-1)
Reti: Cassano all’11’ p.t.
Far Oer (4-4-1-1): Torgard; Naes, Gregersen, Baldvinsson, J. Davidsen; Elttor, Benjaminsen, Olsen (dal 30’ s.t. Danielsen), Justinussen (dal 42’ s.t. Samuelsen); Holst (dal 42’ Mauritsen); Edmundsson. (Joensen, V. Davidsen, Danielsen, Udsen, Lokin). All. Kerr.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Ranocchia, Chiellini, Criscito; Thiago Motta (dal 28’ s.t. Aquilani), Pirlo, De Rossi; Montolivo; Cassano (dal 40’ s.t. Balotelli), Rossi (dal 14’ s.t. Pazzini). (Sirigu, Balzaretti, Bonucci, Aquilani, Marchisio). All. Prandelli.
Arbitro: Bognar (Ung)
Ammoniti: Olsen (F)
Recupero: 1’ p.t., g’ s.t.
Spettatori: 5000 circa, stadio esaurito
Multimedia: Foto (1)
Note: L’Italia vince ancora e punta la prua dritta in direzione Euro 2012. Ma il mare delle Far Oer si è dimostrato più agitato di quanto fosse lecito aspettarsi. Finisce 1-0 a Torshavn, decide un gol di Cassano all’11’. L’Italia attacca tutta la partita, le Far Oer si difendono ad oltranza, fanno passare la mareggiata dei primi 20’ tenendosi a galla in qualche modo, e quando osano un cambio di rotta, verso la porta di Buffon, una volta per tempo, colpiscono due pali. Clamoroso il secondo di Holst, una sorta di sosia di Tiribocchi, a 20’ dalla fine. E che il vento tiri dalla parte degli azzurri, di questi tempi, lo dimostra pure la sconfitta in casa del nostro prossimo avversario, la Slovenia, in casa con l’Estonia. A Firenze, martedì, l’Italia ha la possibilità di festeggiare la matematica qualificazione per Polonia e Ucraina, e a suon di record.
Gli azzurri partono a mille. Nei primi 5’ collezionano occasioni a raffica. Sono pericolosi con Montolivo e Cassano, messo in porta da Pirlo. Ma il barese calcia sul portiere. Non ci metterà molto a farsi perdonare. All’11 la storia si ripete: Pirlo regola il goniometro e trova un favoloso angolo di passaggio per l’attaccante del Milan, che forse elude il fuorigioco - non secondo i biancoblù locali, comunque - e poi mette dentro l’1-0. Settimo gol di Cassano in Nazionale. E viene da preparare il pallottoliere. Sembra che possa finire tanto a poco, e ben presto. La carta vincente degli azzurri è il centrocampo dai piedi nobili, che gioca di prima e scambia le posizioni degli interpreti spesso e volentieri. Con Pirlo su tutti, timoniere sempre lucido.
E invece la gara si stabilizza. Perchè l’Italia abbassa il ritmo, perché le Far Oer devono avere la nostra stessa impressione, che possa finire in un naufragio storico pure per queste parti, e così fanno marcia indietro, erigendo un fortino difensivo: 10 uomini dietro la palla e si salvi chi può. Funziona. O quantomeno le cose vanno meglio. Edmundsson ci prova dalla distanza, Olsen quasi ci riesce: il suo sinistro finisce sul palo a Buffon battuto. L’Italia non sta a guardare, ma con gli spazi intasati si nota di più la mancanza di centimetri dei nostri attaccanti, e Rossi non riesce a scattare, il suo pane quotidiano. All’intervallo è 1-0 azzurri: pratica non ancora archiviata.
La ripresa resta insidiosa per gli azzurri: le Far Oer restano a galla, la pioggia aumenta e i rischi pure, sai mai che le Far Oer trovino un guizzo nel finale. E, nonostante con Pazzini l’Italia guadagni peso, la beffa rischia davvero di concretizzarsi. Quando al 25’della ripresa Holst centra il palo con la porta spalancata per la disperazione di uno stadio che ora ci crede. Prandelli nel finale manda dentro pure Balotelli per Cassano, per dare una mano di testa e alzare la fisicità. L’Italia tiene e vince. Il viaggio non sarà stato esaltante, ma il carico da tre punti è arrivato dal porto di Torshavn.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
719.
06-09-2011, Firenze (Italia), Stadio Artemio Franchi, h. 20.45
Italia-Slovenia 1-0 (0-0)
Reti: Pazzini al 39’ s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Cassani, Ranocchia, Chiellini, Balzaretti; Motta (dal 1’s.t. Marchisio), Pirlo, De Rossi; Montolivo (dal 31’ s.t. Balotelli); Rossi, Cassano (dal 16’ s.t. Pazzini). (De Sanctis, Bonucci, Criscito, Nocerino). All: Prandelli
Slovenia (4-4-2): J. Handanovic; Brecko, Suler, Cesar, Jokic; Birsa (dal 12’ s.t. Ilicic), Koren, Radosavljevic, Kirm (dal 42’ s.t. Dedic); Novakovic, Vrsic (dal 31’ s.t. Pecnik). (Belec, Ilic, Mavric, Matavz) All: Kek
Arbitro: Oddan Moen (Nor)
Ammoniti: Koren (S) e Pecnik (S) per gioco scorretto; Balzaretti (I) e Brecko (S) per reciproche scorrettezze.
Angoli: 3-2 per l’Italia.
Recuperi: 0’ p.t. e 4’ s.t.
Spettatori: 18.000 circa.
Multimedia: Foto (1)
Note: Il passaporto c'era già. Da oggi c'è anche il biglietto. L'Italia piega 1-0 la resistenza della Slovenia a Firenze, e con due gare d'anticipo sulla fine del girone C si regala la qualificazione all'Europeo 2012 in Polonia e Ucraina. Un record di precocità per la Nazionale ottenuto grazie a Giampaolo Pazzini, autore al 39' della ripresa del gol che cancella una prestazione così così degli azzurri facendo esplodere la festa. Anche del Franchi, in estasi per il ritorno di Cesare Prandelli ma freddino con la sua squadra, capace di creare tanto nel primo tempo ma scesa di tono nella ripresa. Fino a quando alla mezz'ora è entrato Mario Balotelli, osannato dal pubblico, e il c.t. ha scelto il 4-3-3 che ha ridato entusiasmo e voglia di lottare all'Italia, anche fortunata visto che a Pazzini la palla che vale l'Europeo è arrivata grazie a un rimpallo. Ma per prendere le gare del prossimo mese con Serbia e Irlanda del Nord amichevoli con tre punti in palio va bene anche così.
Prandelli cambia gli esterni difensivi rispetto alle Far Oer (dentro Cassani e Balzaretti, fuori Maggio e Criscito) ma gli ordini di squadra sono sempre gli stessi: passaggi fitti, sovrapposizioni dei terzini e inserimenti dei centrocampisti. Gli azzurri seguono il copione da subito e costruiscono, con Rossi e Montolivo, due occasioni nei primi tre minuti. E’ il canovaccio del primo tempo, con la Slovenia ben chiusa nel suo compatto 4-4-2 che l’Italia prova a scardinare il muro avversario. Con i cross di Balzaretti, molto più intraprendente di Cassani, con gli inserimenti di De Rossi e Montolivo. Cassano tocca tanti palloni ma gravita troppo lontano da Rossi (che spreca una buona occasione per il vantaggio al 22’) e dalla porta avversaria per far male. Ma quando inventa (il pallonetto con cui libera Thiago Motta al 24’) strappa applausi. La Slovenia stuzzica Buffon prendendo la mira da fuori, ma mister 108 gettoni in azzurro è attento e si fa trovare pronto. L’Italia costruisce tanto ma i rischi per l’altro Handanovic (Jasmin, ex Mantova e Rimini, cugino dell’Udinese Samir) sono talmente pochi che al 45’ la Slovenia ha tirato nello specchio della porta più volte degli azzurri (3-2).
L’Italia riparte con Marchisio al posto di Thiago Motta, ma gli azzurri si fanno prendere dalla stanchezza, rallentano il ritmo e sbagliano qualche passaggio di troppo. La Slovenia si accontenta di non subire troppo (nonostante l’ingresso del palermitano Ilicic) e ci riesce, costringendo Prandelli dopo il quarto d’ora a giocarsi la carta Pazzini al posto dello sempre più spento Cassano. Gli azzurri si rianimano grazie al liscio di Handanovic, che al 23’ con un’uscita a vuoto regala due chance a De Rossi e una a Rossi.
Ma l’Italia non segna e non si rianima e allora il c.t. cambia tutto: dentro Balotelli al posto di Montolivo e 4-3-3 con Super Mario e Rossi ai lati di Pazzini. Gli azzurri ritrovano energie e la festa esplode al 39’: palla dentro di Marchisio in una zona presidiata da Balotelli e Pazzini, che grazie a un rimpallo con Suler si ritrova la palla buona per segnare il suo terzo gol in azzurro e spedire l’Italia all’Europeo. In anticipo, con sette vittorie in otto partite nel girone di qualificazione. Non era mai successo prima. Arrivederci in Polonia e Ucraina
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
720.
07-10-2011, Belgrado (Serbia), Stadio Maracanà, h. 20.45
Serbia - Italia 1-1 (1-1)
Reti: Marchisio (I) al 1’, Ivanovic (S) al 26’ p.t.
Serbia (4-2-3-1): Jorgacevic; Ivanovic, Rajkovic, Subovic, Kolarov; Fejsa (dal 1’ s.t. Petrovic), Stankovic (dal 43’ s.t. Jovanovic); Krasic (dal 31’ s.t. Zigic), Ninkovic, Tosic; Pantelic. (A disp.: Kahriman, Simic, Tomovic, Milijas). All. V. Petrovic.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Barzagli, Bonucci, Chiellini; De Rossi, Pirlo, Marchisio (dal 25’ s.t. Nocerino); Montolivo (dal 36’ s.t. Aquilani); Rossi, Cassano (dal 22’ s.t. Giovinco). (A disp.: De Sanctis, Astori, Cassani, Osvaldo). All. Prandelli.
Arbitro: Pedro Proença (Por).
Ammoniti: Maggio (I), Ivanovic (S), Stankovic (S), Tosic (S), Zigic (S).
Recuperi: 1’ p.t., 3' s.t.
Spettatori: 40.000 circa
Multimedia: Foto (1)
Note: Lo juventino segna il terzo gol in 5 giorni dopo 54 secondi, ma non basta: il difensore del Chelsea raddrizza la situazione con un tocco fortunoso in mischia. Ripresa un po' blanda, ma c'è di che essere soddisfatti
L’Italia supera la prova del nove a Belgrado. Pareggia contro la Serbia 1-1, giocando un ottimo primo tempo e soffrendo, ma neanche poi troppo, nella ripresa. Se - a qualificazione già raggiunta - Prandelli voleva un ulteriore segnale di maturità, eccolo accontentato. E non guasta che sia arrivata una prestazione super di Marchisio, impreziosita dal suo primo centro in azzurro. Il centrocampista della Juve sembra aver fatto il salto di qualità da semplice pedina a pezzo nobile nella scacchiera di Prandelli. Un esame lo passano anche i tifosi della Serbia, ma la promozione era obbligata dopo la vergogna dell’andata a Genova. Il Marakana è stato infuocato, ma corretto. Il cammino verso Polonia e Ucraina si complica: con la contemporanea vittoria dell’Estonia ora alla Serbia serve una vittoria in Slovenia per acciuffare per i capelli la qualificazione ai playoff, strada obbligata per qualificarsi da secondi per Euro 2012. Insomma, è stata partita vera per l’Italia, e pazienza se è mancata la ciliegina sulla torta. Martedì a Pescara aspettiamo l'Irlanda del Nord.
La prima sorpresa è la temperatura: in picchiata, dopo la giornata caldissima. Il pubblico si fa sentire, eccome, ma non è minaccioso, e comunque i poliziotti sono dappertutto; lo stadio, pur vecchiotto, è sempre suggestivo, la tradizione non si compra al supermercato. Il Marakana ha qualche spazio vuoto, però non te ne accorgi: il rumore è alle stelle fin dal prepartita, l’inno italiano si percepisce in sottofondo, più che sentirlo. Apoteosi all’inno nazionale serbo.
La partita inizia alla grande. Buffon entra in partita con un pizzico di ritardo, ma arriva comunque su un sinistro di Kolarov, di quelli al tritolo, pur da distanza esagerata, che ci ricordiamo bene dal nostro campionato. Ma soprattutto, la replica italiana, vale l’1-0. Dopo 54", infatti, l’Italia è già avanti. Rossi si inventa un assist che manda in porta Marchisio, il cui esterno destro vale il vantaggio. Primo gol azzurro - in 16 presenze - del centrocampista torinese, reduce dalla doppietta al Milan per la Juventus. Per lui momento strepitoso, è il migliore in campo: da battaglia e da ripartenza. Completo e pure in stato di grazia. L’Italia sfiora pura il colpo da k.o.. Cassano inventa per Rossi, il cui sinistro è parato da Jorgacevic. Poteva essere il gol del gioco, partita, incontro, a casa del tennista fenomeno Djokovic. Anche perchè l’Italia gioca bene, di fioretto, pure in questa bolgia, senza scomporsi. Fraseggiando palla a terra, con Rossi che poi parte in verticale alla ricerca della palla giusta in profondità. La Serbia è confusionaria, arruffona. Krasic ha tante partenze e pochissimi arrivi, un suo destro al volo strozzato finisce di poco a lato. E un centravanti di livello continua a mancare, a Stankovic e compagni.
Però il pareggio arriva lo stesso. Di un difensore, Ivanovic, in mischia, deviando un tiro di Tosic, con Pantelic in fuorigioco davanti a Buffon. Gol anche fortunoso. Che mortifica 25’ di ottima Italia: è tutto da rifare. I serbi crescono in chiusura di tempo, provando ad alzare il ritmo ed il pressing, ma i tiri continuano ad arrivare da distanze da maratona, più che da pallone. All’intervallo è 1-1. Una buona Italia meritava qualcosa di più.
Il ritmo si abbassa. E si "abbassa" pure l’Italia, nella metà campo difesa da Buffon. La Serbia non è che si trasformi nel Brasile, ma i grattacapi per la difesa azzurra, meglio Barzagli di Bonucci, ora arrivano. L’Italia ora è costretta al contropiede, ma Montolivo è in serata no e Cassano, che pure non ha demeritato, ha autonomia limitata: così è dura. Allora Prandelli cambia: dentro Giovinco per il barese. Poi si fa male Marchisio (caviglia sinistra): entra Nocerino. E poi pure Aquilani, che la partita è vera e non è tempo di concessioni per Osvaldo, che sperava nell’esordio. L’Italia chiude addirittura in avanti, nonostante il risultato inguai la Serbia: Prandelli può essere soddisfatto.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
721.
11-10-2011, Pescaca (Italia), Stadio Adriatico, h. 20.45
Italia - Irlanda del Nord 3-0 (1-0)
Reti: Cassano al 21’ p.t.; Cassano all’8’, McAuley (I) autorete al 29’ s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon (dal 31’ s.t. De Sanctis); Cassani, Barzagli, Chiellini, Balzaretti; De Rossi, Pirlo, Montolivo; Aquilani (dal 23’ s.t. Nocerino); Cassano (dall’11’ s.t. Osvaldo), Giovinco. (Astori, Maggio, Cigarini, Rossi). All. Prandelli.
Irlanda del Nord (4-1-4-1): Taylor; Hodson, Baird, McAuley, McGivern; Evans; Little, Davis, Norwood (dal 28’ s.t. McLaughlin), Gorman (dal 32’ McGinn); Healy (dal 20’ s.t. Feeney). (Mannus, McCourt). All. Worthington.
Arbitro: Mateu (Spa).
Recuperi: 0’ p.t., 0' s.t.
Spettatori: 19.480, di cui circa 800 irlandesi, incasso 207.632 euro.
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Note: L’Italia di Prandelli vince 3-0 con l’Irlanda del Nord a Pescara, grazie ad una doppietta di Cassano e ad un’autorete. E chiude il girone di qualificazione per Euro 2012 a 26 punti, record per la Nazionale in una fase di qualificazione a gironi, imbattuta. Da Irlanda a Irlanda, gli azzurri dimostrano di avere imparato la lezione: prima dell’estate, in Belgio, in amichevole aveva perso con l’Eire del Trap una partita in cui le motivazioni non potevano certo essere massime, stavolta contro gli irlandesi di Belfast in un contesto quasi analogo, pur in casa, è arrivata la vittoria comoda. Poi, se qualcuno si aspettava risposte a interrogativi tecnici, non ne ha avute. Nel senso che gli azzurri hanno ottenuto il massimo con il minimo sforzo. Lo spettacolo non c’è stato, complice il muro eretto dagli avversari. Ed è difficile giudicare in prospettiva Giovinco, che ci ha messo l’anima, poco assistito, e l’esordiente Osvaldo, entrato sul 2-0.
L’Italia gigioneggia, nel primo tempo. Tanti colpi di tacco, altrettanti d’esterno. Ma poca sostanza. Il ritmo è basso, e l’Irlanda del Nord, poca cosa, sfoggia un catenaccione a doppia mandata. E così l’Italia si ritrova a giocare con gli spazi intasati. E fa fatica a creare pericoli, nonostante un Giovinco, il più motivato di tutti, effervescente là davanti. La gara non decolla. Al primo tiro in porta, però, l’Italia segna. Pallone ghiotto di De Rossi per Cassano che incrocia al volo il destro: 1-0. Una perla. Ottavo gol in azzurro per Cassano, il quinto per Prandelli. Stavolta la cassanata è di quelle giuste, un colpo da talento puro, peraltro estemporaneo in una serata in cui il barese non ne azzecca poi molte. Non è che dopo il vantaggio l’Italia si trasformi. Anzi. Buffon - premiato come ultracentenario azzurro con Cannavaro, Maldini e Zoff pochi minuti prima del fischio d’inizio - è costretto a guadagnarsi la pagnotta su un colpo di testa di McGivern. In chiusura di tempo Giovinco prova una rovesciata capolavoro. Che non riesce, ma gli applausi la Formica Atomica se li merita lo stesso. Non è che colpa sua se le motivazioni dei suoi compagni non sono quelle dimostrate al Marakana di Belgrado contro la Serbia.
Nella ripresa l’Italia passa in contropiede. Ancora grazie a Cassano. Che sfrutta un assist di Aquilani e piazza il diagonale sul palo lungo. E’ la sua prima doppietta in azzurro. L’atto conclusivo della sua gara: esce tra gli applausi per far posto al debuttante oriundo Osvaldo. La partita si trascina verso il 90’, McAuley infila nella propria porta l’autorete del 3-0. L’ultima curiosità è soddisfatta da Maribor: la Slovenia ha battuto la Serbia, ai playoff va la sorpresa Estonia.
Prima della gara momenti emozionanti con Buffon in mezzo ai miti nella notte dei moschettieri. Il portierone azzurro con Zoff, Maldini e Cannavaro ha ricevuto il premio della Uefa per aver oltrepassato il muro delle 100 presenze in azzurro. Il grande Dino: "L'Italia è sempre da primi 4 posti all'Europeo".
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
722.
11-11-2011, Wroclaw (Polonia), Slask Wroclaw , h. 20.45 (ora italiana)
Polonia - Italia 0-2 (0-1)
Reti: Balotelli al 30’ p.t.; Pazzini al 15’ s.t.
Polonia (4-2-3-1): Szczesny; Piszczek, Glowacki, Perquis (dal 23’ s.t. Wasilewski), Wawrzyniak; Murawski (dal 35’ s.t. Dudka), Polanski (dal 20’ s.t. Mierzejewski); Blazczykowski, Obrianiak (dall’11’ s.t. Brozec), Peszko (dal 20’ s.t. Matuszczyk); Lewandowski. (Fabianski, Wojtkowiak, Komorowski, Rybus, Gol, Jodlowiec). All. Smuda.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Abate, Ranocchia, Chiellini, Criscito (dal 32’ s.t. Ogbonna); De Rossi (dal 1’ s.t. Pepe), Pirlo (dal 1’ s.t. Thiago Motta), Marchisio (dal 16’ s.t. Nocerino); Montolivo (dal 16’ s.t. Aquilani); Pazzini (dal 16’ s.t. Matri), Balotelli. (Sirigu, De Sanctis, Maggio, Balzaretti, Osvaldo). All. Prandelli.
Arbitro: Duhamel (Fra)
Ammoniti: Polanski (P) e Ogbonna (I)
Recuperi: 0’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 44.308 tutto esaurito
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Note: Doveva essere la serata di Balotelli, qui a Wroclaw, contro la Polonia. Detto, fatto. Mario segna il suo primo gol in Nazionale ed è il principale protagonista del 2-0 sui biancorossi che ospiteranno, insieme all’Ucraina, Euro 2012. E siccome era la serata delle "torri" d’attacco, chiamate a sostituire le infortunate punte mignon Cassano e Rossi, la seconda rete non poteva che segnarla Pazzini. L’Italia funziona come un orologio svizzero, quasi prevedibile nella sua efficienza, persino con il suo uomo più imprevedibile, Balotelli, che chiude la partita con all’attivo un gol splendido, un assist fortunato, tante scivolate (le scarpette gli andavano sempre via, tacchetti sbagliati?) e come nelle serie Tv americane tanta voglia di vedere il seguito. Perché l’impressione è questa, che per Mario e l’Italia il bello possa essere appena cominciato. Alla Polonia, al Mondiale 1982, in semifinale Paolo Rossi - ve lo ricordate, vero? - segnò una doppietta. Chissà che questo gol possa essere benaugurante per Mario che di strada - sul piano mentale: della concentrazione e della costanza - ne ha ancora parecchia da fare, ma che per il resto ha tutti i requisiti per diventare pure lui un eroe azzurro, magari di un Europeo, magari del prossimo.
Il primo tempo è da dividere in due tronconi. Partiamo dalla prima mezz’ora, in cui la gara è equilibrata, la Polonia gasata dalla serata di gala, in uno stadio splendido e gremito, nel giorno della festa dell’indipendenza nazionale contro un avversario prestigioso, mentre l’Italia un po’ intermittente, come una lampadina difettosa. La Polonia ha un capo e una coda, di nome fanno Szczesny, portiere dell’Arsenal, e Lewandowski, centravanti del Borussia Dortmund. Per il resto è solida e dinamica, ma non irresistibile, seppure armata di tanta buona volontà. Lewandowski sfiora la porta di testa, e appena ha una palla buona calcia senza farsi problemi. L’Italia non soffre, ma neanche riparte o dimostra la qualità di palleggio a metà campo che ne hanno caratterizzato le ultime ottime prestazioni. De Rossi crossa invece di tirare da buona posizione, le due torri, Pazzini e Balotelli, partono affiancate davanti, ma complici anche i pochi palloni che arrivano nei paraggi, non è che dimostrino chissà quale intesa.
Cambia tutto al 30’. Ci pensa Balotelli ad alzare i decibel della sfida, ancor più degli scatenati altoparlanti dello stadio municipale di Wroclaw. Dunque: palla recuperata da Marchisio, ottimo, che appoggia per Balotelli: il destro da fuori area della punta del Manchester City è un pallonetto imparabile per Szczesny, un po’ fuori dai pali. Prima rete per Mario in azzurro, alla sesta presenza, la terza da titolare. Dal 1’ ha giocato solo in amichevole, in azzurro. E gol splendido: un cocktail di potenza e precisione, e Mario guarda la porta prima di calciare. Lo aveva immaginato proprio così quel destro, viene da pensare: perfetto. Dopo il vantaggio l’Italia cresce tanto. Torna a sfoggiare i tocci di prima a metà campo, i fraseggi intelligenti, che coniugano il possesso palla con i metri di campo guadagnati. L’Italia gioca bene sino al riposo, dimostrando i poter continuare a fare il suo gioco morbido anche senza gli attaccanti mignon dai piedi buoni, Cassano e Rossi. La Polonia accusa il colpo e si paralizza: c’è sì la parata di Buffon sul solito Lewandowski, ma è robetta. All’intervallo azzurri avanti.
come annunciato alla vigilia. Modulo e uomini. E quindi dentro Pepe, per De Rossi, con l’Italia che ora attacca con tre punte, anche se l’esterno destro juventino fa il tornante, e Montolivo che si abbassa da mezzala. Fuori pure Pirlo, risparmiato. Non si è fermato un attimo, in questa stagione. Al suo posto il rientrante Thiago Motta. Balotelli, che ora parte largo a sinistra, ha un’altra palla buona, gentile concessione di Montolivo, ma la sua zuccata finisce a lato. Per la Polonia Polanski non trova la porta da ottima posizione. Gol sbagliato, gol subito, un classico del calcio. Capita pure stasera.
E infatti Pazzini sbuca su un pallone scodellato a centroarea da Balotelli, si fa trovare al posto giusto al momento giusto e beffa Szczesny, poco reattivo. Il Pazzo aveva toccato pochi palloni fino al 2-0, ma quando è passato dalle sue parti quello giusto lo ha trasformato subito nel raddoppio.
E’ un’amichevole. Prandelli ce lo ricorda togliendo Marchisio, Montolivo e Pazzini: al loro posto Nocerino, Aquilani e Matri che si divora subito un gol in contropiede. L’Italia ora amministra la gara: saggia, superiore. Buffon si prende pure la soddisfazione di parare un rigore, concesso per fallo di Ranocchia su Lewandowski, a Blaszczykowski, a 5’ dalla fine. E così la Nazionale porta a casa un’altra vittoria, ancora convincente. Stavolta, però, ed è una novità, nel segno di Balotelli.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
723.
15-11-2011, Roma (Italia), Stadio Olimpico, h. 20.45
Italia - Uruguay 0-1 (0-1)
Reti: Fernandez al 3’ p.t.
Italia (4-2-3-1): Buffon; Maggio, Ranocchia, Chiellini, Balzaretti; De Rossi, Pirlo, Marchisio (dal 37’ s.t. Pazzini); Montolivo (dal 1’ s.t. Pepe); Osvaldo (dal 20’ s.t. Matri), Balotelli. (De Sanctis, Sirigu, Abate, Criscito, Ogbonna, Nocerino, Thiago Motta, Aquilani). All. Prandelli.
Uruguay (4-4-2): Muslera; Caceres, Lugano (dal 1’ s.t. Coates), Godin, A. Pereira; M. Pereira (dal 47’ s.t. Scotti) , Perez (dal 6’ s.t. Eguren), Arevalo, C. Rodriguez (dal 39’ s.t. A. Gonzalez); Cavani, Fernandez (dal 38’ s.t. Alfaro). (Silva, Coates, D. Rodriguez, Egueren, Lodeiro, Ramirez, Suarez). All. Tabarez.
Arbitro: Duarte Nuno Pereira (Por).
Ammoniti: Caceres (U), Lugano (U), Cavani (U), Balotelli (I), Muslera (U), Chiellini (I).
Espulso: A. Pereira (U) per doppia ammonizione.
Recuperi: 2’ p.t., 5’ s.t.
Spettatori: 42.000 circa, incasso 308.000 euro.
Multimedia: Foto (1)
Note: L’Italia torna sulla terra. Perde 1-0 a Roma in amichevole con l’Uruguay, e interrompe un momento magico. L’ultima sconfitta era datata 7 giugno, contro l’Irlanda di Trapattoni, in una gara affrontata con poca voglia e attenzione. Da allora era arrivato il successo splendido sulla Spagna, la qualificazione a Euro 2012 anticipata, la recente vittoria in Polonia. Ma più ancora c’era stata l’impressione di un’escalation di gioco e convinzione. Stasera c’è stato un passo indietro. Nulla di terribile, l’Italia non ha giocato male. Ma contro una squadra rognosa ha finito per incartarsi. Balotelli si è sbattuto tanto, e per niente male, ma è mancano il fulmine, alla sua potenza da Zeus. Prandelli aveva avvertito, alla vigilia: "Questo è il test più difficile, per la mia Nazionale". Non ci aveva creduto nessuno. Perché mancavano Forlan e Suarez, alla Celeste, perché gli uomini di Tabarez arrivavano dal Sudamerica, verosimilmente rintronati dal fuso. E invece hanno dimostrato una volta di più che c’è un motivo se hanno vinto la Coppa America e chiuso al quarto posto il Mondiale: sono tosti, cattivi, cinici e affiatati. E sbancano Roma col gol di Fernandez.
All’Olimpico fa freddo, al culmine di una splendida giornata di sole romana. Balotelli indossa i guanti, neri, oltre alla nuova maglia azzurra, quella che la Nazionale sfoggerà ad Euro 2012. Allo stadio c’è pure Totti, che ha salutato gli azzurri negli spogliatoi. La prima occasione è troppo bella per essere vera: subito un uno-due Balotelli-Osvaldo, la conclusione di sinistro della punta del Manchester City è troppo centrale. Ma è proprio il tipo di intesa che Prandellli spera di vedere dall’inedito tandem d’attacco.
Ma, appunto, è troppo bello per essere realtà. Perché al primo tiro in porta l’Uruguay passa in vantaggio. Cross di Caceres, l’ex terzino destro della Juventus, ve lo ricordate? Fernandez a centroarea arriva prima di Ranocchia, incerto, e di prima intenzione segna l’1-0 Uruguay. E’ il 3’, è l’Italia è già sotto. Parte in salita. Segna l’attaccante meno conosciuto di serata. In campo per le assenze di Suarez e Forlan, infortunati. Ma gli attaccanti dell’Uruguay con Tabarez in panca sembrano tutti baciati dalle stelle. E vale anche per la punta del Malaga.
Non è per niente facile giocare contro l’Uruguay quando la Celeste è avanti nel punteggio. I sudamericani si chiudono, picchiano come fabbri, alla faccia dell’amichevole, e trovano subito un bersaglio privilegiato: Balotelli. Carico come una molla, spesso pericoloso, pronto a fare la guerra con tutta la difesa avversaria, che fa ammonire in serie, Mario tira tanto, ma mai nella maniera augurata. Le occasioni ci sono, la misura no, e allora si ritrova a prendere a calci un palo. Furibondo. Per sfogare la frustrazione. Dicevamo che l’Italia non dispiace. Non ha continuità di gioco, ma certi fraseggi sono pregevoli, la specialità della casa non è finita in soffitta solo perché mancano Cassano e Rossi. E però con queste punte servono anche lanci lunghi, sfruttando le doti atletiche: chili e centimetri. Osvaldo, così così, mette appena a lato di testa un angolo tagliato di Pirlo. All’intervallo gli azzurri vanno sotto di un gol. Non hanno demeritato, ma certo non si è vista la migliore Italia dell’era Prandelli.
Come a Wroclaw. Dentro Pepe, fuori Montolivo. E quindi il 4-3-1-2 di partenza si trasforma in 4-3-3, con Balotelli che si allarga a sinistra, forse troppo defilato, sulla fascia opposta del nuovo entrato. L’Italia è meno ordinata, adesso, ma più offensiva. Cavani e Pepe trovano la porta, ma i portieri sono attenti. Al 20’ esce Osvaldo, dentro Matri. L’Italia attacca, generosa, ma confusionaria. Le occasioni non mancano, spesso in mischia, ma Balzaretti si divora un gol apparecchiato, e Muslera lascia quello che è stato il suo Olimpico senza reti al passivo, nonostante l’espulsione per doppia ammonizione di Alvaro Pereira a 10’ dalla fine e un’Italia a tre centravanti - c’è pure Pazzini in campo - durante l’assedio finale. Non basta, l’Italia cade di fronte ai campioni del Sudamerica.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
724.
29-02-2012, Genova (Italia), Stadio Luigi Ferraris, h. 20.45
Italia - USA 0-1 (0-0)
Reti: Dempsey (U) al 10’ s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio (dal 25’ s.t. De Rossi), Barzagli, Ogbonna, Criscito (dal 1’ s.t. Chiellini); Marchisio (dal 25’ s.t. Abate), Pirlo, Nocerino (dal 1’ s.t. Montolivo); Thiago Motta (dal 14’ s.t. Pazzini); Matri (dal 14’ s.t. Borini), Giovinco. (De Sanctis, Sirigu, Viviano, Astori, Balzaretti, Bonucci). All. Prandelli.
USA (4-2-3-1): Howard; Cherundolo, Goodson, Bocanegra, Johnson (dal 31’ s.t. Spector); Bradley, Edu; Williams, Dempsey (dal 47’ s.t. Buddle), Shea (dal 27’ s.t. Kljestan) ; Altidore (dal 34’ s.t. Boyd). (Rimando, Parkhurst, Cameron). All. Klinsmann.
Arbitro: Aydinus (Tur).
Ammoniti: Bocanegra (U), Chiellini (I).
Recuperi: 0’ p.t., 4’ s.t.
Spettatori: 15.000 circa, incasso 129.148 euro.
Multimedia: Foto (1)
Note: Un fiasco. L’amichevole contro gli Usa della Nazionale, a Genova, finisce con una sconfitta sorprendente. La squadra allenata da Klinsmann si impone 1-0: decide una rete di Dempsey al 10’ della ripresa. E’ la seconda sconfitta consecutiva, per gli azzurri, dopo quella con l’Uruguay, a Roma. C’è poco da fare: la Nazionale le amichevoli fatica a interpretarle bene. Storicamente. E dunque anche nell’era Prandelli, i cui 4 k.o. da c.t. sono tutti arrivati quando in palio non c’erano i tre punti. Quando conta, invece, l’Italia c’è sempre stata sinora. L’amichevole del Ferraris non era granché probante, schiacciata dal campionato, senza neanche la sosta. E quindi a 102 giorni dall’inizio dell’Europeo azzurro, a Danzica contro la Spagna, il 10 giugno, non è che ci sia improvvisamente da preoccuparsi. Però ha funzionato pochino, stasera. Non la coppia d’attacco Matri-Giovinco, molto attesa. Non Thiago Motta provato trequartista, tantomeno l’atteggiamento generale, intenso solo nell’assalto finale, poco fortunato, con Borini, all’esordio, lui sì discreta nota lieta, incisivo da esterno d’attacco, sulla destra. Ci viene almeno incontro la cabala: nell’ultimo precedente con gli Usa l’Italia si impose 3-1, il 15-06-2009 a Pretoria in Coppa delle Confederazioni, doppietta di Rossi. Fu un successo illusorio: l’Italia uscì dalla manifestazione sudafricana, e a ruota arrivò il naufragio Mondiale, gli Usa arrivarono in finale con il Brasile in Confederations, e poi superarono la prima fase nel 2010.
Il primo tempo è modesto. Klinsmann è uno spirito libero fuori dal campo, ma fa giocare i suoi come soldatini ordinati. Precisi, raccolti, nessuna concessione all’estro, e ne hanno pochino, ma anche nessun calo di concentrazione. Il pressing alto è qualcosa di sconosciuto, gli americani lasciano all’Italia tutta una metà campo e si raccolgono nella loro, senza lasciare spazi. Non si passa, con 21 giocatori schiacciati in pochi metri. L’Italia fatica. Il ritmo è troppo lento per impensierire il muro americano. Giovinco e Matri davanti hanno buona volontà, ma sbattono sempre su una raddoppio di marcatura. Motta è pericoloso con un paio di tiri, inserendosi in verticale, ha le idee, ma non ha certo il (cambio di) passo del trequartista. Gli Usa si fanno vivi dalla parti di Buffon con una punizione tagliata di Dempsey. Davvero poca cosa. Il primo tempo è da sbadigli. L’unica nota di cronaca sono i fischi partiti dalla Gradinata Nord all’inno statunitense, zittiti dall’applauso corale del resto del Ferraris.
Dopo l’intervallo. Dentro Chiellini per Criscito (a sinistra però scala Ogbonna), mentre Montolivo sostituisce Nocerino, a disagio costretto a giocare di fino negli ingorghi della mediana. L’Italia è più volenterosa, ma non sfonda.
La rete arriva. Ma è americana. Al primo affondo. Sponda di Altidore, destro incrociato da fuori area del giocatore statunitense di maggior talento, Dempsey. Buffon non ci arriva. Americani in vantaggio. E Prandelli cambia ancora: dentro Pazzini, applauditissimo a Marassi, e Borini, che ora compongono un tridente d’attacco con Giovinco, che si allarga sulla sinistra. Proprio Borini è il più pericoloso degli azzurri, le mischie in area americana si susseguono, con Montolivo pericoloso nel recupero. Ma Howard tiene inviolata la porta. Vincono gli Stati Uniti, per la prima volta nei confronti diretti, al dodicesimo tentativo.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
725.
01-06-2012, Zurigo (Svizzera), Stadio Letzigrund, h. 20.45
Italia - Russia 0-3 (0-0)
Reti: Kerzhakov al 14’, Shirokov al 30’ e 44’ s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon (dal 1’ s.t. De Sanctis); Maggio, Barzagli, Bonucci, Balzaretti (dall’8’ s.t. Ogbonna); De Rossi (dal 16’ s.t. Nocerino), Pirlo (dal 23’ s.t. Di Natale), Marchisio; Montolivo (dal 16’ s.t. Thiago Motta); Balotelli, Cassano (dal 23’ s.t. Giovinco). (Sirigu, Abate, Chiellini, Diamanti, Giaccherini, Borini). All. Prandelli.
Russia (4-1-4-1): Malafeev (dal 1’ s.t. Akinfeev); Nababkin, Berezutskiy, Ignasevich, Zhirkov (dal 42’ s.t. Kombarov); Denisov; Dzagoev (dal 40’ s.t. Kokorin), Zyryanov, Shirokov, Arshavin; Kerzhakov (dal 17’ s.t. Pavlyuchenko). All. Advocaat.
Arbitro: Hanni (Svi).
Ammoniti: Arshavin (R), Balotelli (I), Pavlyuchenko (R)
Recuperi: 0’ p.t., 0’ s.t.
Spettatori: stadio esaurito, oltre 19.000 spettatori.
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Note: Dopo i guai giudiziari senza fine, per la Nazionale arriva pure una brutta sconfitta. Gli azzurri perdono 3-0 a Zurigo con la Russia, pure lei prossima protagonista ad Euro 2012. Gli azzurri sono apparsi "arrugginiti", non giocavano insieme dal 29 febbraio. E così hanno perso la terza partita di fila, dopo i k.o. casalinghi con Uruguay e Usa. Non il miglior biglietto da visita per presentarsi in Polonia. La partenza è in programma martedì 5 giugno, e la sfida d’esordio con la Spagna, di quelle che mettono i brividi già di per sè, il 10 giugno, tra soli 9 giorni. Per non partire in salita servirà un’Italia ben diversa da quella scesa in campo al Letzigrund. Più solida, soprattutto, dietro. Più corta nelle distanza tra i reparti. E magari una Nazionale che sappia ritrovare il sorriso. Quando ce l’aveva vinceva, ora avvilita, arrabbiata, è apparsa una brutta copia di quella che abbinava bel gioco e risultati. E che aveva messo sotto pure la Spagna, nell’agosto scorso.
Il primo tempo è ricco di occasioni da gol, da entrambe le parti. E non è che l’Italia lo interpreti granché bene. Si parte con un "Gigi, Gigi" dagli spalti, principalmente tricolori: i tifosi "assolvono" il portiere capitano della Nazionale dalle vicende extracalcistiche. E si prosegue con un paio di occasioni create da De Rossi e Balotelli, imbeccato da Pirlo, che si esibisce in due-tre lanci che da soli valgono la serata allo stadio Letzigrund. Ma la Russia è qui a Zurigo per preparare a sua volta Euro 2012. E dunque, se la gioca, a tratti discretamente bene. Mettendo a nudo i limiti in fase difensiva degli esterni azzurri, Maggio, fuori partita, forse perché abituato nel Napoli a giocare più "alto", e Balzaretti, che accompagna benino la manovra, ma stenta troppo nelle chiusure. E poi Bonucci, in una difesa a 4, e senza Chiellini di fianco come nella Juve, mette più in mostra le pecche in marcatura che le qualità in fase di impostazione. E così i russi costruiscono, e sprecano, occasioni una dietro l’altra. Kerzhakov, al volo, colpisce il palo esterno. Shirokov e Zyryanov si divorano palloni scodellati loro davanti porta per la disperazione dei pochi, ma rumorosi tifosi russi. Buffon para sul tiro al volo di Zhirkov, schierato da terzino sinistro, ma con la riconosciuta vocazione offensiva. L’Italia davanti non è continua. Cassano si sbatte, Balotelli pure, ma gli azzurri non riescono ad accompagnare la manovra, come nelle qualificazioni all’Europeo. Giocano troppo bassi, forse spaventati dai pericoli, non abbastanza corti, e allora le punte non hanno rifornimenti, e il possesso palla, teoricamente il punto di forza della squadra di Prandelli, è discontinuo. I centrocampisti non si scambiano di ruolo come siamo abituati a vedere. Il primo tempo si chiude 0-0. Ma solo per gli errori, anche clamorosi, di mira.
L’Italia si ripresenta con De Sanctis al posto di Buffon, che lamenta un piccolo stiramento a una spalla (ma a fine partita c'è l'assicurazione del dottor Castellacci: non è a rischio la sua presenza contro la Spagna). Gli azzurri sono più compatti, a inizio ripresa. E dilapidano occasioni. Prima orchestrano una bella combinazione Cassano-Balotelli, poi l’ottimo Marchisio si inserisce bene, ma conclude male. Pirlo sfiora il vantaggio con un bel destro fornitogli da Cassano, positivo da uomo assist, meno come terminale di gioco. Il primo quarto d’ora della ripresa è ottimo.
Ma proprio nel momento migliore degli azzurri, segna la Russia. Con Kerzhakov, perso da Maggio in area.
4-3-3 è’ il modulo provato negli ultimi 25’, variazione sul tema tattico del 4-3-1-2 iniziale, come annunciato alla vigilia da Prandelli. Sugli esterni giocano Balotelli e Giovinco, da centravanti di manovra giostra Di Natale. Ma i guai l’Italia se li procura da sola: pasticciaccio brutto Maggio-De Sanctis e raddoppio della Russia, regalo, regalone: 0-2 di Shirokov a porta vuota. E poi addirittura 0-3 quando De Sanctis e Maggio combinano un altro patatrac, nel finale: ancora Shirokov ne approfitta da due passi. L’Italia sperava di riconquistare sul campo la serenità persa per gli sviluppi del Calcioscommesse: non c’è riuscita per niente.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
726.
10-06-2012, Gdansk (Polonia), PGE Arena Gdansk, h. 18.00
Spagna - Italia 1-1 (0-0)
Reti: Di Natale (I) al 16’, Fabregas (S) al 19’ s.t.
Spagna (4-3-3): Casillas; Arbeloa, Piquè, Sergio Ramos, Jordi Alba; Xavi, Busquets, Xabi Alonso; Silva (dal 20’ s.t. Navas), Fabregas (dal 29’ s.t. Fernando Torres), Iniesta. (Valdes, Reina, Albiol, Martinez, Juanfran, Pedro, Cazorla, Mata, Negredo, Llorente). All. Del Bosque.
Italia (3-5-2): Buffon; Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Marchisio, Pirlo, Thiago Motta (dal 44’ s.t. Nocerino), Giaccherini; Balotelli (dal 12’ s.t. Di Natale), Cassano (dal 20’ s.t. Giovinco).(De Sanctis, Sirigu, Abate, Ogobonna, Balzaretti, Montolivo, Diamanti, Borini). All. Prandelli.
Arbitro: Kassai (Ung).
Ammoniti: Balotelli (I), Bonucci (I), Jordi Alba (S), Chiellini (I), Arbeloa (S), Fernando Torres (S), Maggio (I)
Recuperi: 1’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 33.594
Multimedia: Foto (1)
Note: Una gran bella Italia pareggia con la Spagna campione in carica al debutto dell’Europeo, a Danzica. Finisce 1-1, gol di Di Natale, che illude gli azzurri, e replica di Fabregas. Tutto nel secondo tempo. La Nazionale si scrolla di dosso i dubbi delle ultime uscite, mal riuscite, e se la gioca a viso aperto contro la Roja campione di tutto. Nel primo tempo conclude molto di più in porta, nella ripresa, soffre, ma va in vantaggio. Poi ha il torto di farsi trafiggere subito, senza riuscire ad amministrare per più di 3’ il risultato. Nel finale la Spagna mette il turbo, ma l’Italia dimostra anche carattere, oltre al gioco. E tiene. Replicando sempre, ora in contropiede.
Il primo tempo dell’Italia è eccellente. Oltre le previsioni, perlomeno se il riferimento erano le ultime tre uscite, coincise con tre sconfitte, peraltro in amichevole. Gli azzurri pressano alti, come voleva Prandelli, che aveva chiesto di non difendere schiacciati nella propria trequarti campo. Il possesso di palla è spagnolo, ma mica di tanto. La Roja fa gioco, ma senza trovare sbocchi. Qualche guizzo di Iniesta, che quando punta l’uomo mette in difficoltà Bonucci, ma gli spagnoli tendono a provare quasi ad entrare in porta col pallone, dimenticandosi la conclusione da fuori area. E De Rossi, molto a suo agio nell’inedita posizione di centrale di una difesa a tre, e l’ottimo Chiellini, non lo permettono mai. I maggiori pericoli sono tutti di marca italiana. Una punizione di Pirlo respinta a terra da Casillas, un tiro-cross dalla destra di Cassano, fuori non di molto, un altro tentativo di Cassano, più ispirato di Balotelli, rientrando da sinistra, sul quale Casillas è goffo, ma efficace.
Ma soprattutto una colossale palla gol creata proprio a fine primo tempo. Dunque: cross di Cassano, Thiago Motta non riesce ad angolare il colpo di testa solissimo sottoporta, strepitoso Casillas in tuffo. All’intervallo è 0-0. Ma l’Italia, contro i campioni d’Europa e del mondo, cresciuti nel finale di tempo, ha lottato quantomeno alla pari.
La Spagna riparte fortissimo, dopo l’intervallo. Subito pericoloso Fabregas a inizio ripresa, Buffon è attento in tuffo sul suo palo. Poi è Iniesta a sfiorare il vantaggio, il sinistro è appena largo, forse sfiorato da Buffon.
Balotelli ruba palla a Sergio Ramos, ma poi si avvicina a Casillas a ritmo da partitina del lunedì con gli amici, e si fa rimontare dal difensore spagnolo, che si rialza, lo rincorre e gli toglie il pallone. Uno spreco clamoroso. E l’ultima azione della sua partita. Prandelli lo toglie, dentro Di Natale.
Appena entrato, segna subito il suo 11° gol in azzurro. Palla in verticale di Pirlo, Totò elude il fuorigioco e segna trafiggendo Casillas in uscita. Adesso si sentono forte, nella splendida Arena di Danzica, anche i tifosi azzurri, in minoranza.
Immediatamente. La Spagna pareggia con Cesc, che approfitta di un bel suggerimento di Silva. Giaccherini si perde il taglio del fantasista del Barcellona: 1-1. Prandelli cambia ancora: fuori Cassano, stanco, dentro Giovinco.
E dentro pure Navas. Che fa impazzire Giaccherini. Ora la Spagna ritrova ritmo e fiducia. Attacca. Un altro nuovo entrato, Fernando Torres si invola verso la porta azzurra, bravissimo Buffon in uscita. Comunque l’Italia replica: invenzione di Giovinco per Di Natale, che stavolta al volo in spaccata non trova la porta. La partita è bellissima: l’ultimo brivido è ancora firmato Torres: pallonetto alto. Finisce senza vincitori nè vinti. Ma l’Italia, considerando l’avversario, ha fatto un partitone.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
727.
10-06-2012, Poznan (Polonia), Stadion Miejski, h. 18.00
Italia - Croazia 1-1 (1-0)
Reti: 39' pt Pirlo (I); 27' st Mandzukic (C).
Italia (3-5-2): Buffon; Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Marchisio, Pirlo, Thiago Motta (17'st Montolivo), Giaccherini; Balotelli (24'st Di Natale), Cassano (38'st Giovinco). (Sirigu, De Sanctis, Ogbonna, Balzaretti, Abate, Barzagli, Diamanti, Nocerino, Borini). All. Prandelli.
Croazia (4-4-2): Pletikosa; Srna, Corluka, Schildenfeld, Strinic; Rakitic, Vukojevic, Modric, Perisic (23'st Pranijc); Jelavic (38'st Eduardo), Mandzukic (49'st Kranjcar). (Kelava, Subasic, Simunic, Buljat, Vrsaljko, Vida, Badelj, Dujmovic, Kalinic). All. Bilic.
Arbitro: Webb (Inghilterra)
Ammoniti: Thiago Motta (I), Montolivo (I), Schildenfeld (C).
Recuperi: 1’ p.t., 6’ s.t.
Spettatori: 37.096
Multimedia: Foto (1)
Note: L’Italia pareggia ancora, e ancora per 1-1, all’Europeo. Ma se l’1-1 con la Spagna a Danzica era stato un mezzo successo, in assoluto, considerato l’avversario, e per come era maturato, questo di Poznan con la Croazia è sinonimo di rimpianto e di occasione sprecata. Perché l’Italia ha giocato bene, un eccellente primo tempo ed una ripresa ordinata, nella quale non è però riuscita a proteggere il vantaggio di Pirlo. Ha infatti replicato Mandzukic, costringendo gli azzurri addirittura ad un finale in affanno. La Croazia resta così tabù per la Nazionale - mai sconfitta in 6 confronti diretti post disgregazione della Jugoslavia -, ma soprattutto il girone resta apertissimo, con una prevedibile corsa a tre con i biancorossi e la Spagna per i primi due posti che valgono la qualificazione ai quarti.
Lunedì 18 la Nazionale affronterà l’Irlanda di Trapattoni: servirà verosimilmente una vittoria, ma poi potremmo comunque dover fare i conti di gol e classifica avulsa, per esserci certi che basti come lasciapassare per l’Ucraina, prossima meta per chi passa il turno in questo girone.
Parte bene, come contro la Spagna. Subito in partita, tonica, ordinata. Come aveva chiesto Prandelli alla vigilia gli azzurri cercano molto la profondità, senza stare tanto a fraseggiare in mezzo, pur "facendo la partita": palla in verticale, di solito per Balotelli, per mettere in crisi i lenti centrali croati. Mario si sbatte, fa e disfa. A volte sembra possa mangiarsi la difesa avversaria in un sol boccone, altre volte commette errori banali, da mani nei capelli. Ci prova subito con un sinistro in girata largo di pochino, ma è il sinistro di Marchisio, da fuori area, a far gridare al gol i tifosi azzurri, in netta minoranza allo stadio Municipale di Poznan: palla appena alta. Pirlo e Cassano sono le fionde per Balotelli, negli spazi larghi: Pletikosa respinge la conclusione centrale del centravanti del City.
Faticano, i biancorossi. I colossi Jelenic e Mandzukic, entrambi a segno contro l’Irlanda, non impressionano, il talentuoso Modric in mezzo fa il compitino, meno incisivo di un Marchisio scatenato, che, dopo un’occasione per Cassano, sfiora due volte il vantaggio, lanciato proprio dal barese: doppia respinta di Pletikosa sul sinistro reiterato del centrocampista torinese.
Al 39’, finalmente, l’Italia segna. Punizione col contagiri di un super Pirlo, Pletikosa stavolta proprio non ci arriva. Vantaggio strameritato. Poi Cassano, al solito meglio da rifinitore che da
finalizzatore, di testa mette di poco alto il pallone del possibile 2-0. All’intervallo l’Italia va comunque in vantaggio. Dopo 45’ ottimi minuti di calcio. Croazia non pervenuta.
Subito fiammata di Modric a inizio ripresa, con un paio di tiri comunque velleitari. La Croazia è più aggressiva, per forza, ora. Alza il baricentro e anche il tono agonistico, come i suoi tifosi, che lanciano un paio di fumogeni in campo. L’Italia però si chiude bene e riparte, pericolosa con Balotelli. Che esce al 25’, fischiatissimo dai tifosi croati, sostituito da Di Natale.
Al 27’ pareggia la Croazia. Alla prima vera occasione gol. Chiellini salta a vuoto su un cross da sinistra, che Mandzukic raccoglie e calcia violentemente: pallone che tocca la mano di Buffon e il palo. E poi entra in porta, 1-1. La Nazionale si disunisce, lascia spazi. Rischia. Ma contiene l’impeto di una Croazia rinfrancata. Il cammino all’Europeo dell’Italia resta tutto da scrivere.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
728.
18-06-2012, Poznan (Polonia), Stadion Miejski, h. 20.45
Italia - Irlanda 2-0 (1-0)
Reti: Cassano al 35’ p.t.; Balotelli al 45’ s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Abate, Barzagli, Chiellini (dal 12’ s.t. Bonucci), Balzaretti; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Thiago Motta; Di Natale (dal 29’ s.t. Balotelli), Cassano (dal 17’ s.t. Diamanti). (De Sanctis, Sirigu, Ogbonna, Maggio, Giaccherini, Nocerino, Montolivo, Borini, Giovinco). All. Prandelli.
Irlanda (4-4-2): Given; O’Shea, Dunne, St Ledger, Ward; Duff, Andrews, Whelan, McGeady (dal 20’ s.t. Long); Doyle (dal 30 ’s.t. Walters), Keane (dal 42’ s.t. Cox). (Westwood, Forde, Kelly, McShane, O’Dea, Gibson, Hunt, Green, McClean). All. Trapattoni.
Arbitro: Cakir (Tur).
Ammoniti: Balzaretti (I), O’Shea (E), De Rossi (I), Buffon (I), St Ledger (I)
Espulsi: Andrews (E) al 43’ s.t. per doppia ammonizione
Recuperi: 0’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 35.000 circa
Multimedia: Foto (1)
Note: Aveva ragione Prandelli. Non c’era da dubitare della sportività della Spagna. E così, alla sua Italia, a Poznan, per qualificarsi ai quarti di finale dell’Europeo basta il successo sull’Irlanda, per 2-0. Niente biscotto, a Danzica. Con la Roja che batte la Croazia 1-0 (l’1-1 ci avrebbe eliminati) e passa il turno da prima del girone C, davanti agli Azzurri. Che grazie ad un gol per tempo, di Cassano prima e del subentrato Balotelli poi, prenotano l’albergo per Kiev, in Ucraina, dove domenica 24 giugno la Nazionale giocherà contro la prima classificata del gruppo D. Verosimilmente Inghilterra o Francia. Lo sapremo domani, a quest’ora. Per adesso sappiamo che un’Italia pur poco brillante, peggiore di quella vista con Spagna e Croazia, continua la sua avventura in Polonia e Ucraina. E per una squadra accusata di essere talvolta più bella che concreta, è comunque tanta roba.
L’Italia parte come peggio quasi non si può. C’è subito un erroraccio di Thiago, dopo pochissimi secondi, Buffon rimedia in uscita. Lo stadio Municipale di Poznan sembra Dublino: stracolmo di calore e colore irlandese. L’Italia patisce il contesto e la pressione di dover vincere per forza. I ragazzi di Trapattoni sono gli aggressori e non gli aggrediti, come copione vorrebbe, nei primi minuti. L’Italia arruffa calcio, guadagna angoli, ma non consensi, con Thiago Motta lento e impacciato da trequartista e una fluidità di manovra che fa rimpiangere le prime uscite. Il primo brivido arriva grazie alla discesa sulla sinistra di Balzaretti, sul suo cross dal fondo arriva Di Natale, ma la conclusione è respinta da St Ledger. Per gli azzurri con un braccio, per l’arbitro no. Comanda lui, niente rigore. E così, alla mezzora, l’Italia non ha ancora tirato in porta, anche se gli irlandesi, dopo la foga iniziale, sono già calati parecchio.
Le punte entrano in partita. Cassano inventa per Di Natale, che evita anche Given in uscita, ma il tiro è respinto sulla linea di porta da St Ledger. Subito dopo l’Italia passa in vantaggio, con Cassano. Che di testa, non proprio la sua specialità, devia un angolo da sinistra di Pirlo. Given pasticcia, Duff stavolta spazza via oltre la linea bianca. 1-0. L’Italia fa possesso palla, ora, più convinta dopo il vantaggio. Ma non ancora convincente. E comunque, ed è quello che conta, all’intervallo va non solo in vantaggio, ma da prima del girone. Perché a Danzica Croazia-Spagna è bloccata sullo 0-0.
L’Italia stavolta esce bene dallo spogliatoio, dopo l’intervallo. Balzaretti sgroppa a sinistra, ma Cassano spreca. Al 10’ del secondo tempo si fa male Chiellini, un problema muscolare. Un bel guaio, in prospettiva. Dentro Bonucci. Marchisio continua a correre senza sosta, ma l’Italia non decolla. Cassano è stanco, Prandelli lo cambia con Diamanti, non con una punta. Prudenza.
L’Irlanda non si arrende. Sospinta da un pubblico impagabile, cerca il primo punto del suo Europeo. Crea più che altro mischie, ma fa paura con quei cross al centro. Prandelli butta dentro anche Balotelli, per Di Natale. Andrews su punizione testa i riflessi di Buffon: felini. Proprio Andrews viene poi cacciato per doppia ammonizione.
Allo scadere arriva il raddoppio di Mario. Bello, in acrobazia, con l’uomo addosso. E’ finita qui, a Poznan, ma non a Danzica. Gli azzurri aspettano, al centro del campo. E sperano. Che la Croazia non segni. E poi esultano. Perché a Danzica è finita. La festa azzurra è completa.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
729.
24-06-2012, Kiev (Ucraina), Stadion NSK Olympisky, h. 20.45
Italia - Inghilterra 4-2 dcr (0-0 dts)
Sequenza rigori: Balotelli (I) gol, Gerrard (In) gol, Montolivo (I) fuori, Rooney (In) gol, Pirlo (I) gol, Young (In) traversa, Nocerino (I) gol, Cole (I) parato, Diamanti (I) gol
Italia (4-3-1-2): Buffon; Abate (dal 46’ s.t. Maggio), Barzagli, Bonucci, Balzaretti; Marchisio, Pirlo, De Rossi (dal 35’ s.t. Nocerino); Montolivo; Balotelli, Cassano (dal 33’ s.t. Diamanti). (De Sanctis, Sirigu, Chiellini, Ogbonna, Giaccherini, Thiago Motta, Borini, Giovinco, Di Natale). All. Prandelli.
Inghilterra (4-4-2): Hart; Johnson, Terry, Lescott, Cole; Milner (dal 15’ s.t. Walcott), Gerrard, Parker (dal 4’ p.t.s. Henderson), Young; Welbeck (dal 15’ s.t. Carroll), Rooney. (Green, Butland, Kelly, Baines, Jones, Jagielka, Chamberlain, Downing, Defoe). All. Hodgson.
Arbitro: Proença (Por).
Ammoniti: Barzagli (I), Maggio (I).
Recuperi: 0’ p.t., 3’ s.t., 1’ p.t.s., 0’ s.t.s.
Spettatori: 64.340
Multimedia: Foto (1); Foto (2)
Note: L’Italia è in semifinale a Euro 2012. Dopo una grande partita giocata e vinta contro l’Inghilterra. Giovedì 28 giugno giocherà a Varsavia contro la Germania. L’Italia ha dominato per lunghi tratti, ma il successo, per colpa di troppi sprechi sottoporta, specie delle punte, è arrivato solo ai rigori. Per 4-2. Penalty decisivo di Diamanti.
E così l’Italia conferma il precedente del 1980, all’Europeo, quando aveva battuto gli inglesi, che dei rigori avevano il terrore, alla vigilia. E cancella il precedente all’Europeo di 4 anni fa, quando gli Azzurri si arresero alla Spagna poi laureatasi campione. La Nazionale, bella, tecnica, propositiva, come da progetto tattico di Prandelli, ha dominato il possesso palla, ma creato pure occasioni. Mancate. Per sfortuna, due pali, e colpa. Ha addirittura sorpreso la condizione atletica, ottima, migliore che in tutte le altre uscite. L’Inghilterra è partita bene, poi, pur restando ordinata, è progressivamente sparita dal campo. Aggrappandosi ai rigori. Ma non le è andata bene. Le leggi del pallone non potevano permettere il trionfo di un altro catenaccio britannico, dopo quello con cui il Chelsea ha vinto la Champions League.
Il primo tempo è divertente. Nessun tatticismo, tanta voglia di gol, ed è paradossale che di chiuda sullo 0-0, per colpa dell’imprecisione sottoporta da entrambe le parti, soprattutto degli attaccanti italiani. La prima emozione è una fitta al cuore inglese: al 3’ palo di De Rossi, gigantesco nei primi 45’, con un meraviglioso sinistro da fuori area. Neanche il tempo di prendersela, che l’Inghilterra replica. Discesa di Milner sulla destra, sul cross al centro Johnson colpisce sporco da distanza ravvicinata, parata, con un grande riflesso, di Buffon.
L’Inghilterra è super aggressiva, nel primo quarto d’ora, addirittura arrembante sulle fasce. Rooney, fischiato in maniera spietata dai tifosi ucraini, che adottano gli Azzurri e ce l’hanno con l’uomo che col suo gol ha eliminato i padroni di casa, è pericolosissimo sul cross di Johnson: colpo di testa alto, in tuffo. Ma poi l’Italia cresce, in maniera costante. Conquista il controllo del gioco, come temeva Hodgson, fa possesso palla, avanza il baricentro. Solo che dilapida occasioni una dietro l’altra, con Balotelli. Che si fa rimontare da Terry su un lancio lungo di Pirlo, solissimo davanti a Hart, e poi, lanciato da Montolivo, stavolta tira, ma troppo centrale da ottima posizione: tutto facile per Hart. Poi arriva in ritardo su una rara intuizione di Cassano, una sponda di testa, e prende a calci il palo. Furibondo. Poi di stizza tira da 35 metri, una bordata violenta. Alta. L’Inghilterra soffre, ma fa paura in contropiede, con una combinazione Rooney-Welbeck, sottotono, che conclude di poco alto. E così all’intervallo è ancora 0-0.
Subito un’occasione per l’Italia nella ripresa. Marchisio fa la sponda di testa per De Rossi, che stavolta di sinistro calcia malissimo da ottima posizione. Inghilterra graziata. Ancora. E poi ancora. Da Balotelli e soprattutto Montolivo, sugli sviluppi di una goffa respinta di Hart su tiro del solito De Rossi. L’Italia gioca bene. A tratti molto bene, ora, ma non sfonda.
Hodgson mette dentro il colosso Carroll davanti, e lo scattante Walcott a destra. Dopo un’occasione per Young, il ritmo cala. L’Italia ha speso tanto. L’Inghilterra è chiusa a doppia mandata, là dietro. Prandelli inserisce Diamanti per Cassano e Nocerino per De Rossi, malconcio come Abate, sostituito da Maggio. Al 90’ è 0-0. Nei tempi regolamentari ha fatto meglio l’Italia.
Si gioca quasi al passo. Gli inglesi hanno uno schema: il lancio lungo per la testa di Carroll, sciagurato di piede. L’Italia fraseggia, ma punge meno. Abbastanza però da colpire un palo col tiro-cross di Diamanti. L’Italia domina. Sì, domina, non è un’esagerazione, ma non segna. Anzi, segna pure, con Nocerino, di testa, ma in fuorigioco. Si va ai calci di rigore. E vince la squadra che lo merita di più. L’Italia.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
730.
28-06-2012, Varsavia (Polonia), Stadion Narodowy, h. 20.45
Italia - Germania 2-1 (2-0)
Reti: Balotelli (I) al 20’ e 36’ p.t.; Özil (G) su rigore al 47’ s.t.
Germania (4-2-3-1): Neuer; Boateng (dal 26’ s.t. Muller), Hummels, Badstuber, Lahm; Schweinsteiger, Khedira; Özil, Kroos, Podolski (dal 1’ s.t. Reus); Gomez (dal 1’ s.t. Klose). (Wiese, Zieler, Mertesacker, Howedes, Schmelzer, Gundogan, Schurrle, Bender, Gotze). All. Löw.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Balzaretti, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo (dal 18’ s.t. Thiago Motta); Balotelli (dal 25’ s.t. Di Natale), Cassano (dal 12’ s.t. Diamanti). (De Sanctis, Sirigu, Ogbonna, Giaccherini, Nocerino, Borini, Giovinco). All. Prandelli.
Arbitro: Lannoy (Fra).
Ammoniti: Balotelli (I), Bonucci (I), De Rossi (I), Thiago Motta (I).
Recuperi: 1’ p.t., 4’ s.t.
Spettatori: 58.145
Multimedia: Foto (1); Foto (2).
Note: L’Italia è in finale, all’Europeo. Ha battuto la Germania. Ancora, una volta di più, stavolta per 2-1, a Varsavia. Doppietta di un Balotelli finalmente gigantesco. E domenica 1 luglio a Kiev, dove ha già vinto, contro l’Inghilterra nei quarti, giocherà con la Spagna la terza finale della sua storia, nel torneo continentale. Un successo, nel 1968, una sconfitta, nel 2000.
E a proposito di numeri: gli azzurri si confermano bestia nera dei tedeschi: quattro vittorie e quattro pareggi negli otto confronti diretti che contano di più: quelli tra Mondiale ed Europeo. Stavolta la vittoria è arrivata contro pronostico, con due giorni in meno di recupero dai quarti rispetto ai rivali, con una prova superba. Il centrocampo, con Pirlo da Pallone d’Oro a dirigere le operazioni, è stato il solito punto di forza. Opposto ad una squadra reduce da 15 vittorie di fila in gare ufficiali, che voleva tenere l’iniziativa, ha controbattuto sempre, giocando a pallone. La difesa si è confermata ermetica, forte pure del rientro di Chiellini, schierato a sinistra, permettendosi persino un terzino mancino, Balzaretti, a destra, per le assenze di Abate (infortunio) e Maggio (squalifica). Ma è in attacco, dove finora era mancato qualcosa, che l’Italia ha cambiato marcia. Balotelli ha fatto la differenza, Cassano ha distillato calcio doc. E allora la Spagna, specie quella vista col Portogallo, fa meno paura, anche se è campione del mondo e d’Europa. L’1-1 con la Spagna a Danzica, nella partita inaugurale, ha dimostrato che l’Italia può giocarsela alla pari, pure con la Roja.
La Germania parte meglio, nel primo quarto d’ora. Ha tre occasioni nitide, ma non le concretizza. Hummels sfiora il vantaggio con un sinistro sporco in mischia sugli sviluppi di un angolo, Pirlo salva sulla linea di porta. Poi c’è un rimpallo Buffon-Barzagli su cross di Boateng, palla a lato. Stavolta all’Italia ha detto bene. La Germania insiste. Col sinistro violento di Kroos da fuori area, Buffon respinge di pugno. L’Italia tiene.
Poi la partita cambia. Gli azzurri, passata la bufera, alzano il baricentro, e soprattutto acquistano personalità in zona gol. Il pubblico polacco, ma stavolta si sente bene pure lo spicchio tricolore, rispetto alle precedenti uscite, canta forte "Italia, Italia". E’ tempo di crederci, il peggio è passato. Montolivo e Cassano ci provano da fuori area, Neuer para a terra. Ma la squadra di Prandelli fa vedere che c’è, in campo. Per davvero.
Al 20’ Cassano, che regala chicche tecniche dolci come il miele, se ne va sulla sinistra: cross perfetto al centro, Balotelli sovrasta Badstuber e di testa schiaccia in rete sottomisura. Italia in vantaggio. Con la coppia-gol che tutti aspettavano. E che finalmente arriva, nel giorno più importante. Contro l’avversario più prestigioso. 1-0 Italia. Che sfiora il 2-0, ma Montolivo, eccellente, si scorda di tirare su un’altra invenzione di Cassano. La partita è spettacolare. La Germania reagisce con una bordata Khedira, Buffon si allunga e ci arriva. Il numero uno azzurro è il solito muro.
E l’Italia raddoppia. Grande lancio lungo di Montolivo, Balotelli elude il fuorigioco e se ne va in contropiede, verso Neuer, che trafigge calciando una "sassata" impressionante, eludendo il recupero di Lahm. 2-0. Poi Mario si toglie la maglietta e mostra i muscoli. Gli costa un’ammonizione. Ma è perdonato da tutt’Italia...All’intervallo l’Italia è avanti di due reti. Bello, bellissimo.
Fuori Gomez, dentro Klose. Fuori Podolski, dentro Reus. Che va a destra, con ora Özil trequartista centrale. I tedeschi ripartono arrembanti, furibondi, quasi. Lahm ha la palla buona, ma non replica il gol alla Grecia: calcia in curva. L’Italia soffre, e arretra. Prandelli sostituisce Cassano, che ha toccato pochi palloni, ma con qualità altissima, con Diamanti. Per dare freschezza. Buffon para ancora, su punizione di Reus, che tocca pure la traversa. Ma, come nel primo tempo, dopo 15’ il peggio è passato. L’Italia, orchestrata da un Pirlo delizioso, reagisce e sfiora il tris due volte con Marchisio, maestro nel lanciarsi negli spazi, in verticale, e con Di Natale, sprecone. L’arbitro riapre la gara concedendo un rigore viziato da un fallo iniziale di Klose, per un mani di Balzaretti. Dal dischetto segna Ozil. Ma l’Italia non rischia più: vince e va in finale. Troppo bello.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
731.
01-07-2012, Kiev (Ucraina), Stadion NSK Olimpiyskiy, h. 20.45
Italia - Spagna 0-4 (0-2)
Reti: Silva al 14’, Jordi Alba al 41’ p.t.; Fernando Torres al 39’, Mata al 43’ s.t.
Italia (4-3-1-2): Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini (dal 21’ p.t. Balzaretti); Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo (dall’11’ s.t. Thiago Motta); Balotelli, Cassano (dal 1’ s.t. Di Natale). (De Sanctis, Sirigu, Ogbonna, Maggio, Nocerino, Giaccherini, Diamanti, Borini, Giovinco). All. Prandelli.
Spagna (4-3-3): Casillas; Arbeloa, Piqué, Ramos, Jordi Alba; Busquets, Xavi, Xabi Alonso; Silva (dal 13’ s.t. Pedro), Fabregas (dal 30’ s.t. Fernando Torres), Iniesta (dal 41’ s.t. Mata). (Valdes, Reina, Albiol, Javi Martinez, Juanfran, Cazorla, Navas, Llorente, Negredo). All.Del Bosque.
Arbitro: Proenca (Por).
Ammoniti: Piquè (I), Barzagli (I)
Recuperi: 1’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 70.000 circa
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Note: Il sogno svanisce sul più bello. L’Italia perde, addirittura per 4-0, la finale di Euro 2012, a Kiev contro la Spagna. Gol di Silva e Jordi Alba nel primo tempo, Fernando Torres e Mata nel finale. La Roja, Invincibile Armata del pallone, conquista la leggenda: è il terzo successo di fila, dopo l’Europeo del 2008 e il Mondiale del 2010. Un triplete favoloso.
Favola che diventa l’incubo azzurro. Perché ha sì vinto la squadra più forte, come spesso accade, nello sport, ma l’Italia ha toppato la partita. Di sicuro lo spessore dell’avversario ha contato, così come la stanchezza per gli impegni ravvicinati, ma rimane il rammarico di non aver visto l’edizione migliore della Nazionale, quella che aveva esaltato tutti. Di rimpianti specifici ce n’è uno solo, per quanto visto sul campo: l’occasione mancata da Di Natale a inizio ripresa, comunque sullo 0-2. Ma la Spagna ha giocato molto meglio, per lunghi tratti dominato. E l’Italia non è riuscita neanche a giocarsela sino alla fine, costretta in 10 uomini per l’ultima mezz’ora dal k.o. di Thiago Motta, a cambi esauriti. Il secondo infortunio azzurro: si era già rifatto male Chiellini. Anche la fortuna non ha aiutato. La finale davvero deludente non deve far dimenticare quanto di buono fatto, e in così poco tempo, da Prandelli, sulle macerie della spedizione mondiale in Sudafrica. Quest’Italia merita comunque applausi, per risultato e gioco espresso nel complesso.
La Spagna parte facendo possesso palla, tra gli olè del suo pubblico, in Ucraina in forze. E’ molto più autorevole di quella di Danzica, ha imparato la lezione dopo l’1-1 nello scontro diretto, all’esordio in Polonia, conosce gli Azzurri e non dà loro il tempo e il modo di fare gioco. L’Italia è costretta solo a contenere, non è più quello il suo pane, da quando c’è Prandelli in panchina. E si vede. Xavi, un portento, sfiora il vantaggio. Poi al 14’ la Spagna segna: Fabregas, strepitoso da centravanti di manovra - uomo sponda che svaria là davanti senza dare riferimenti -, se ne va sulla destra, seminando Chiellini, poi crossa dal fondo per la testa di Silva, che mette in rete indisturbato. 1-0 Roja. Italia sotto per la prima volta nel torneo.
La Nazionale risponde subito. Alza il baricentro, d’improvviso, crea un paio di mischie in area avversaria. Ma balbetta gioco. Non è quella che ha incantato contro la Germania e dominato con l’Inghilterra. E nemmeno quella che ha messo alle corde questa Spagna, solo tre settimane fa. Si fa male Chiellini, dentro Balzaretti, che ha un impatto positivo sulla gara. Cassano è poco mobile, chiede palla sui piedi, invece che dettare il passaggio, ma almeno tira un paio di volte: Casillas non rischia, però.
La Spagna non solo non si scompone, ma dà sempre l’impressione di controllare la gara. Scambia palla a terra, trova geometrie impensabili. E raddoppia al 41’, con Jordi Alba, che cerca e trova il triangolo con Xavi, che lo lancia in profondità. Il terzino sinistro spagnolo evita il fuorigioco e, al termine di una lunga galoppata, supera Buffon in uscita. 2-0. Il risultato dell’intervallo. La Spagna ha fatto il bello e il cattivo tempo.
Fuori Cassano, dentro Di Natale. Subito pericoloso di testa, ma non inquadra la porta su bel cross di Abate. Poi Bonucci viene graziato dopo un mani in area, il rigore ci stava.
Montolivo inventa per Di Natale, solissimo davanti a Casillas, Totò si fa ipnotizzare dal portierone spagnolo, una calamita. Ma si è divorato l’occasione colossale di far rientrare l’Italia in partita, con un episodio slegato dal contesto.
Prandelli inserisce Thiago Motta per Montolivo, che sembrava in crescita. Motta però si fa male subito, un problema muscolare. Italia in 10 uomini. Aver esaurito i cambi così presto si rivela un boomerang. In pratica è finita, anche se al 90’ manca mezz’ora.
Spinge e trova il terzo gol, col subentrato Torres, poi chiude i conti Mata: 4-0. L’Italia non riesce neanche ad evitare la brutta figura, nel punteggio. Peccato, perché non lo meritava, per quando dimostrato tra Polonia e Ucraina. Ma la Spagna è spietata, crudele come le grandi squadre. E si conferma campione d’Europa con un’impressionante prova di forza.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
732.
15-08-2012, Berna (Svizzera), Stadio Young Boys, h. 20.45
Italia - Inghilterra 1-2 (1-1)
Reti: De Rossi (It) al 15’, Jagielka (In) al 27’ p.t.; Defoe (In) al 35’ s.t.
Italia (4-3-3): Sirigu; Abate (dal 41’ s.t. Schelotto), Astori, Ogbonna, Balzaretti (dal 1’ s.t. Peluso); Aquilani (dal 23’ s.t. Poli), De Rossi, Nocerino; Diamanti (dal 14’ s.t. Verratti), Destro (dal 36’ s.t. Fabbrini), El Shaarawy (dal 14’ s.t. Gabbiadini). (Perin, Consigli, De Sciglio, Acerbi, Gastaldello). All. Prandelli.
Inghilterra (4-2-3-1): Butland (dal 1’ s.t Ruddy); Walker, Cahill, Jagielka (dal 17’ s.t. Lescott), Baines (dal 23’ s.t. Bertrand); Carrick, Lampard (dal 24’ s.t. Livermore); Johnson, Cleverley, Young (dal 17’ s.t. Milner); Carroll (dal 1’ s.t. Defoe). (Caulker, Rodwell). All. Hodgson.
Arbitro: Kever (Svi).
Ammoniti: Fabbrini (I)
Recuperi: 0’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: circa 18.000
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Note: Nello stadio dello Young Boys, a Berna, i ragazzini della Giovane Italia di Prandelli giocano un’amichevole discreta, contro l’Inghilterra, ma finiscono sconfitti 2-1. Al gol di De Rossi replicano prima Jagielka e poi Defoe. Prandelli schiera due debuttanti dal primo minuto, Destro ed El Shaarawy, e ne mette dentro altri sei a partita in corso. In tutto in Svizzera vedono il campo sette ragazzi dai 23 anni in giù. E come spesso accade in questi casi, quando la gioventù è in certi elementi pure ottima, ma anche tremendamente abbondante, la concretezza è un optional: parecchi azzurri si fanno apprezzare, ma l’Italia si arrende agli inglesi a 15 anni dall’ultimo k.o. nella sfida diretta. Buona prova di Destro, cui però manca ancora cattiveria sottoporta, e di Verratti, ottima quella di Ogbonna, che si conosceva già, ma si dimostra, lui sì, già pronto per le partite che poi conteranno, quelle valide per le qualificazioni al Mondiale del 2014 in Brasile. Qualche affanno sugli esterni bassi, mentre come modulo l’Italia è sembrata più sicura col trequartista che col tridente d’attacco.
De Rossi, stasera capitano, dà coraggio ai ragazzini della Giovane Italia: il tackle duro su Cleverley dopo 2’ è un messaggio: non fatevi intimorire dal nome dell’avversario e da califfi come Lampard. L’Italia è venuta a Berna per sperimentare, ma pure per fare risultato. Gli azzurri si impegnano a eseguire le direttive di Prandelli, mai così didattico come nei giorni scorsi a Coverciano, coi giovani allievi. Il 4-3-3 con Diamanti a destra è volenteroso, ma non sempre efficace. Al 15’ segna di testa De Rossi, che trova il tempo giusto sull’angolo dalla destra di Diamanti, che mette lo zampino in ogni azione pericolosa degli azzurri. Italia in vantaggio con l'undicesimo gol in Nazionale del centrocampista romano e romanista. E potrebbe pure raddoppiare. Destro infatti si propone in velocità, con quella sua progressione prorompente, lanciato in profondità, bene tutto tranne il sinistro: fuori misura. Peccato. Il Faraone El Shaarawy l’altro osservato speciale, è più partenze che arrivi, ma non dispiace. Sgambetta, sì, e la tecnica c’è tutta: un numero sulla sinistra con doppio dribbling in velocità strappa applausi, anche se non si perfeziona. Insomma, come è normale che sia, è più il potenziale che l’efficacia. Per ora.
L’Inghilterra non ha la minima intenzione di mollare. E segna emulando gli avversari. Di testa, con un tuffo di Jagielka, sgraziato ma solido, che anticipa Balzaretti, sottotono fisicamente, in mischia. Poi Lampard ci prova due volte dalla distanza, senza fortuna. All’intervallo è 1-1.
Dopo l’intervallo Prandelli inserisce Peluso. Cambia pure il modulo: Diamanti diventa trequartista, con il Faraone ora seconda punta. L’Italia è più efficace, così: è un modulo che conosce meglio. E Destro sfiora di nuovo il gol in girata: Ruddy è attento sul suo palo. Poi è Peluso a mangiarsi la ciliegina sulla torta della sua serata da debuttante: cicca il sinistro solo davanti al portiere inglese. Prandelli cambia ancora: debuttano pure Verratti (in evidenza, pure se impiegato più "alto" del solito, da trequartista) e Gabbiadini. L’Inghilterra colpisce un palo con Lescott in mischia, l’Italia se la cava.
Gabbiadini sfiora il gol per gli azzurri, e ci sarebbe stato tutto, per l’ottimo secondo tempo azzurro, poi un minuto dopo Defoe trova un bel gol con un colpo da biliardo da fuori area. Vince l’Inghilterra. L’Italia del futuro deve accontentarsi di fare un passettino alla volta. La prestazione è stata per lunghi tratti positiva, il risultato no. Ma per quello ci saranno tante altre occasioni, in serate in cui vincere conterà davvero molto di più. Azzurri in campo a Berna con la maglia celebrativa di Spagna 1982.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
733.
07-09-2012, Sofia (Bulgaria), Vassil Levski Stadion, h. 20.45
Bulgaria - Italia - Inghilterra 2-2 (1-2)
Reti: Manolev (B) al 30’, Osvaldo (I) al 37’ e al 40’ p.t.; Milanov (B) al 21’ s.t.
Bulgaria (4-4-2): Mihaylov; Y. Minev, Bodurov, Ivanov, V. Minev; Manolev, Dyakov, Gadzhev (dal 35’ s.t. Sarmov), G. Milanov; Gargorov (dal 17’ s.t. Micanski), Popov (dal 38’ s.t. Tonev). (V. Stoyonov, Kolev, I. Milanov, Alexandrov, Zanev, Galchev, I. Stoyanov, Gargorov, Mizanski, Rangelov, Genkov). All. Penev.
Italia (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Ogbonna (dal 23’ s.t. Peluso); Maggio, Marchisio, Pirlo, De Rossi, Giaccherini (dal 19’ s.t. Diamanti); Osvaldo, Giovinco (dal 28’ s.t. Destro). (Sirigu, De Sanctis, Acerbi, Cassani, Nocerino, Poli, Verratti, Insigne, Borini). All. Prandelli.
Arbitro: Atkinson (Ing).
Ammoniti: Gadzhev (B), Ogbonna (I), Diamanti (I), Dyakov (B).
Recuperi: 2’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 15.000 circa
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Note: L’Italia pareggia 2-2 a Sofia, contro la Bulgaria, nella prima gara di qualificazione mondiale, verso Brasile 2014. Al gol di Manolev risponde la doppietta di Osvaldo, poi Milanov nel secondo tempo fissa il risultato. Non è stata una bella Italia. Specie se paragonata a quella ammirata sino alla finale dell’Europeo. Gli Azzurri hanno concesso tanto ad una squadra modesta, e nel finale Buffon ha salvato il risultato. Ma ci sono anche note positive: il risultato non è da buttar via: l’Italia in Bulgaria, in cinque confronti non ha mai vinto, e anche 4 anni fa, in una partita di qualificazione per il Mondiale del Sudafrica, aveva pareggiato senza incantare, allora 0-0. E poi l’Italia ha trovato un centravanti: Osvaldo ha convinto ed è stato decisivo sottoporta. Ora si tratta di immaginarlo - prove rinviate ad ottobre, contro Armenia e/o Danimarca - con Balotelli, stasera assente per un’operazione agli occhi.
Gli Azzurri partono piano. Troppo piano. Stentano a produrre gioco, timidi, e abbondano nei lanci lunghi da dietro che Prandelli non ama per niente. Giovinco e Osvaldo, inedita coppia d’attacco, si cercano, una bella intuizione della Formica Atomica libera il romanista, il cui colpo di testa finisce alto, ma sono poco assistiti. La difesa a 3 del 3-5-2 non aiuta in fase offensiva, con un centrocampista in meno rispetto al 4-3-1-2 di fine Europeo l’Italia stenta a produrre superiorità numerica, anche perché Barzagli e un Ogbonna molto impreciso non sono degli incursori. Buffon è costretto al miracolo in tuffo sulla conclusione di sinistro in mischia, sottomisura, di un difensore centrale avversario, Ivanov. Il portierone azzurro ci arriva con la punta delle dita. Ma la Bulgaria prende coraggio, e insiste. E alla mezz’ora trova il vantaggio. Conclusione improvvisa di Manolev dalla grande distanza: il pallone rimbalza davanti a Buffon che si lascia colpevolmente sorprendere, stavolta. Palla in rete, 1-0.
L’Italia reagisce. E pareggia subito. Marchisio, moto perpetuo, si inserisce su un lancio lungo di Bonucci, un rimpallo in area Giovinco-Bodurov libera Osvaldo, che si prende il suo tempo, si allarga e di sinistro incrocia il diagonale vincente sottoporta. L’Italia ci prende gusto: e in 3’ completa il ribaltone, ancora grazie ad Osvaldo. Che stavolta colpisce di testa, sul cross del generoso Giaccherini da sinistra. Decisiva la deviazione nella propria porta di uno sfortunato Ivanov. Un gollonzo, ma va benissimo così. La Bulgaria ha l’occasione per replicare su gentile concessione di Maggio, che pasticcia, ma Popov non trova la porta da ottima posizione. L’ultimo brivido del primo tempo lo regala ancora uno scatenato Osvaldo, il cui bolide è deviato sul fondo da Myhailov. All’intervallo Italia avanti. Risultato che va di lusso agli Azzurri.
L'Italia sembra più convinta subito a inizio ripresa. C’è un altro dialogo Osvaldo-Giovinco, stavolta i fattori si invertono: rifinitura dell’italo-argentino, tiro potente dello juventino, parata del portiere bulgaro. Ma l’Italia non riesce nè a prendere in mano la gara, nè ad addormentarla. Rischia grosso su un tiro sporco dalla distanza, palla appena a lato. Prandelli cambia: fuori Giaccherini, dentro Diamanti, trequartista nel 4-3-1-2.
Neanche il tempo di risistemarsi in campo, che l’Italia subisce il pari. Di Milanov, che raccoglie un pallone dalla destra, e solo a centroarea trova il 2-2. Poi ci vuole un Buffon versione Superman per dire di no a Manolev ancora solo sulla destra. Il nuovo entrato Destro manca un’occasione in ripartenza, De Rossi (contrattura al bicipite femorale destro, rientrerà subito a Roma dove verrà valutato dai medici giallorossi) si fa male e lascia gli Azzurri in 10 uomini nel finale. Marchisio sfiora il colpaccio, ma sarebbe troppa grazia. Finisce in parità.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
734.
11-09-2012, Modena (Italia), Stadio Alberto Braglia , h. 20.45
Italia - Malta 2-0 (1-0)
Italia (4-3-1-2): Buffon; Cassani, Barzagli, Bonucci, Peluso; Nocerino, Pirlo, Marchisio; Diamanti (dal 1’ s.t. Insigne); Osvaldo (dal 24’ s.t. Pazzini), Destro (dal 36’ s.t. Giovinco). (Sirigu, De Sanctis, Acerbi, Ogbonna, Maggio, Giaccherini, Poli, Verratti, Borini). All. Prandelli.
Malta (4-4-1-1): Hogg; Borg, Agius, Dimech, Muscat (dal 41’ s.t. Camilleri); Bogdanovic (dal 24’ s.t. Cohen) Briffa, Sciberras, Herrera; Schembri; Mifsud. (Haber, Caruana, Bajada, Fenech, Barbara). All. Ghedin.
Arbitro: Manukka (Fin).
Ammoniti:Muscat (M), Schembri (M), Cohen (M).
Recuperi: 0’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 18.000 circa, incasso 204.809 euro.
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Note: L’Italia batte Malta, come da copione, per 2-0. A Modena decidono la prime reti in Nazionale di Destro e Peluso. Ma se sul piano della classifica del girone di qualificazione al Mondiale in Brasile del 2014 gli Azzurri non sono per niente messi male, a 4 punti (e in vantaggio grazie a una differenza gol migliore della Bulgaria), sul piano del gioco, come a Sofia, la Nazionale non ha convinto. L’inizio è stato incoraggiante, ma le promesse non sono poi state mantenute. Prandelli aveva chiesto ai suoi di ritrovare l’identità mostrata all’Europeo, e soprattutto quella (ottima) proposta di gioco, ma per adesso siamo ai lavori in corso. Come dimostrano i tre moduli provati in due partite: in Bulgaria il c.t. era partito dal 3-5-2, stasera dal 4-3-1-2, per poi virare nella ripresa sul 4-3-3. Malta ha fatto un onesto catenaccio, che ha tenuto in maniera decorosa. L’affiatamento tra Destro (pur positivo) e Osvaldo davanti non è parso granché, e gli esterni di difesa, e non è una novità, hanno faticato troppo ad aprire il gioco. Ha esordito Insigne: qualche buona idea, ma più partenze che arrivi.
L’Italia parte forte. Quasi gli Azzurri avessero ancora nelle orecchie il ronzio delle critiche di Prandelli post Bulgaria. C’è voglia di mettere le cose in chiaro subito, contro un avversario inferiore. Stasera l’Italia vince. E intanto segna subito. Lancio lungo di un superlativo Marchisio per Destro che irrompe in area e piazza il pallone alle spalle del portiere Hogg. Al 5’ l’Italia è già in vantaggio. Prima rete in azzurro dell’attaccante della Roma, alla terza uscita, la prima da titolare in una gara con tre punti in palio. L’Italia sembra poter esondare. Diamanti di sinistro dalla destra su punizione impegna Hogg, poi Osvaldo di testa non trova la porta su angolo. Occasionissime. Ma il raddoppio non arriva.
La gara si addormenta. Il ritmo si abbassa, troppo. Malta non considera neppure l’idea di pressare alto, si rintana nella sua metà campo e prova a limitare i danni. L’Italia fatica, perché gli esterni Cassani e soprattutto Peluso, che dovrebbe aggirare il fortino maltese, la densità in mezzo, fanno una fatica incredibile. Addirittura Mifsud, il centravanti biancorosso, prova un gol alla Maradona, calciando da poco più di metà campo, in contropiede, vedendo Buffon fuori dai pali. Fuori, ma tentativo apprezzabile: la potenza c’era, la precisione no, neanche di tantissimo, comunque. L’Italia chiude il tempo con un predominio territoriale e di possesso palla enorme, ma avanti solo 1-0. E non ha incantato per niente, dopo l’inizio più che promettente.
Prandelli cambia, all’intervallo. Fuori Diamanti, dentro Insigne. Da esordiente. Cambia pure il modulo: dal 4-3-1-2 si passa al 4-3-3, senza trequartista, con Destro che si allarga in fascia, come nella Roma, e il nuovo entrato che si piazza sulla sinistra. Ma non funziona granché. L’Italia fa la collezione di mischie in area avversaria, ma quelle non valgono. E di occasioni nitide non se ne vedono, nonostante i tanti angoli e le punizioni conquistate. Il pubblico entusiasta del Braglia non si scoraggia e invoca Pazzini, che entra al posto di Osvaldo. L’attaccante italoargentino certo non ha replicato il partitone di Sofia. Il Pazzo, ben trovato sottoporta da Insigne, manca però un’occasionissima.
Prandelli mette dentro pure Giovinco, e gli Azzurri, quantomeno caparbi, trovano il sospirato raddoppio nel recupero, con una capocciata di Peluso su angolo di Pirlo. L’Italia conquista il terzo successo a Modena negli ultimi 5 anni. E nonostante una prestazione per nulla indimenticabile, esce dal campo tra gli applausi del Braglia.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
735.
12-10-2012, Yerevan (Armenia), Hrazdan Stadium, h. 19.00
Armenia-Italia 1-3 (1-1)
RETI: Pirlo (I) su rigore all’11’; Mkhitaryan (A) al 27’ p.t.; De Rossi (I) al 19’, Osvaldo (I) al 37’ s.t.
ARMENIA (4-4-1-1): Berezovski; Aleksanyan, Arzumanyan, Mkoyan, Artak Edigaryan; Ozbiliz, Artur Edigaryan (dal 20’ s.t. Manucharyan), Mkrtchyan, Manoyan (dal 32’ s.t. Sarkisov); Mkhitaryan; Movsisyan. (Kasparov, Harutyunyan, Voskanyan, Hovhannisyan, Hambardzumyan, Badoyan, Yuspashyan, Muradyan, Malakyan). All. Minsayan.
ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Barzagli, Bonucci, Criscito; De Rossi, Pirlo (dal 29’ s.t. Giaccherini), Marchisio; Montolivo (dal 43’ s.t. Candreva); Osvaldo, Giovinco (dal 15’ s.t. El Shaarawy). (De Sanctis, Sirigu, Abate, Balzaretti, Chiellini, Verratti, Candreva, Diamanti, Destro, Gilardino). All. Prandelli.
ARBITRO: Strahonja (Croazia)
AMMONITI: Mkoyan (A), Bonucci (I), Giovinco (I), Mkrtachyan (A), Manucharyan (A), Aleksanyan (A).
RECUPERO: 1’ p.t., 3’ s.t.
SPETTATORI: 30.000 circa.
Multimedia: Foto (1);
Note: L’Italia vince a Yerevan, battendo l’Armenia 3-1. Gol di Pirlo su rigore, De Rossi e Osvaldo, che rendono inutile il centro di Mkhitaryan. Il risultato pieno arriva, e i punti in classifica nel girone B di qualificazione a Brasile 2014 diventano 7 in tre partite: bastano per essere da soli al comando dopo il pari della Bulgaria con la Danimarca (ma la Repubblica Ceca a quota 4 ha una gara in meno). Tuttavia, le titubanze mostrate contro Bulgaria e Malta non sono state del tutto cancellate. Certo, il centrocampo azzurro, che non a caso ha tre elementi candidati al Pallone d’Oro (c’è anche Marchisio) ha fatto la differenza, con le prestazioni decisive di Pirlo, uscito tra gli applausi, e De Rossi, i veteranissimi, che hanno messo la firma in tutte le reti. Ma davanti l’Italia ha stentato, con Osvaldo che ha segnato, ma non è stato brillante, e Giovinco che ha fallito un’occasione per scalare gerarchie. E pure dietro la Nazionale ha concesso tanto, troppo, ad un avversario che aveva comunque in avanti i suoi elementi migliori.
L’Italia parte fortissimo. Prandelli non bluffava quando diceva che gli Azzurri avevano un piglio diverso, rispetto alle ultime uscite. Partono con la voglia matta di dimostrare la differenza di qualità in campo, evidente dalla lettura delle formazioni. Osvaldo prova la girata, centrale. Pirlo prova il pezzo forte, la punizione dal limite: bella parata di Berezovski. Montolivo sbaglia la rifinitura con Marchisio solo a centro area. Insomma, le premesse del vantaggio ci sono tutte. Arriva su rigore: fallo di mano di Mkoyan sul tocco ravvicinato di Montolivo. Su rigore segna Pirlo. E’ l’11° gol in Nazionale del regista, proprio all’11’.
La Nazionale commette però l’errore di rallentare. E non sfruttare i buchi difensivi di un’Armenia che gioca con la difesa altissima, lasciando spazi enormi agli inserimenti da dietro senza palla. La partita si stabilizza. E l’Armenia pareggia. Mkhitaryan, che da queste parti forse con troppa audacia paragonano a Kakà, ma che è comunque un bel giocatore, salta il velocità Barzagli e poi indovina il sinistro angolato che non lascia scampo a Buffon. Il trequartista dello Shakhtar Donetsk, che contro la Juve era rimasto a secco, trova dunque l’1-1. Che scatena i fuochi d’artificio, e non è un modo di dire: parte lo spettacolo pirotecnico, allo stadio Hrazdan. C’era però fallo a inizio azione, testata di Manoyan su Maggio, che avrebbe dovuto inficiare l’1-1.
Accusa il colpo. Si disunisce. Diventa "lunga" in campo, e va in affanno sulle percussioni armene, estemporanee ma spinte dal pubblico festante. All’intervallo è 1-1. L’Italia non ha saputo dare seguito ad un avvio gara carico di promesse e grazie al quale aveva trovato l’1-0, non riuscendo ad amministrare il vantaggio, come a Sofia sul 2-1.
Buffon è provvidenziale su Manoyan, a inizio ripresa, ma la difesa azzurra trema, con Bonucci in difficoltà. Prandelli cambia: fuori Giovinco, poco incisivo, dentro El Shaarawy.
Il romanista con un colpo di testa violento mette dentro un cross di Pirlo dalla destra. Dodicesimo gol azzurro, miglior marcatore tra gli azzurri impiegati, per il giallorosso che era reduce dalla panchina con l’Atalanta e le relative accuse di Zeman di pensare più a se stesso che alla squadra. El Shaarawy sfiora il tris. Ma non è ancora fatta: Bonucci si fa rubare palla al limite dell’area, Maggio salva su Movsisyan, a porta spalancata. Come un gol. Che arriva invece per l’Italia: coproduzione romanista: punizione di De Rossi, Osvaldo (anche lui fuori nell'ultima giornata di campionato) di testa trova il 3-1. Missione compiuta, l’Italia vince nella fredda Yerevan. Facendo un passettino avanti rispetto alla trasferta di Sofia.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
736.
16-10-2012, Milano (Italia), Stadio Meazza, h. 20.45
ITALIA-DANIMARCA 3-1 (2-1)
RETI: Montolivo (I) al 33’, De Rossi (I) al 37’, Kvist (D) al 46’ p.t.; Balotelli (I) al 9’ s.t.
ITALIA (4-3-1-2): De Sanctis; Abate, Barzagli, Chiellini, Balzaretti; De Rossi, Pirlo, Marchisio (dal 29’ s.t. Candreva); Montolivo (dal 40’ s.t. Giaccherini); Osvaldo, Balotelli (dal 44’ s.t. Destro). (Sirigu, Viviano, Maggio, Criscito, Ranocchia, Verratti, Diamanti, El Shaarawy, Gilardino). All. Prandelli.
DANIMARCA (4-2-3-1): Andersen; Jacobsen, Kjaer, Agger, Silberbauer (dal 26’ s.t. Lorentzen); Stokholm, Kvist (dal 14’ s.t. Kahlenberg); Rommedhal, Eriksen, Khron-Deli (dal 37’ s.t. J. Poulsen); Bendtner. (Hansen, Rasmussen, Larsen, Sloth, Kristensen, Jorgensen, Okore, Kahlenberg, Wass. All. M. Olsen.
ARBITRO: Skomina (Slo).
Espulso: Osvaldo (I) al 1’ s.t. per comportamento non regolamentare.
Ammoniti: De Rossi (I), Kvist (D), Stokholm (D), Bendtner (D) e De Sanctis (I).
Recupero: 1’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 37.000 circa, incasso di 525.771 euro.
Multimedia: Foto (1);
Note: L’Italia vince e convince, stavolta. Supera 3-1 la Danimarca a Milano, e grazie anche allo 0-0 di Repubblica Ceca-Bulgaria, va già in fuga nel girone B di qualificazione al Mondiale brasiliano. A San Siro segnano Montolivo, De Rossi e Balotelli. La Nazionale si concede un quarto d’ora accademico, da maestra dell’arte del pallone, ma poi, quando si mette a giocare, fa un figurone, stavolta, dopo i troppi impacci delle prime uscite post Europeo. Il centrocampo è la solita colonna, con le magie di Pirlo, due assist, le incursioni di De Rossi, che in azzurro segna come una punta, l’equilibrio di Montolivo, e il dinamismo di Marchisio (uscito per un acciacco alla spalla sinistra). Tutti coi piedi buoni, capaci di creare, e poi pure di gestire il vantaggio, quando l’Italia si ritrova con l’uomo in meno, a inizio ripresa, per una sciocchezza che costa l’espulsione a Osvaldo. Poi c’è Balotelli. Che era mancato tanto, a Prandelli, e ai suoi compagni, alla prima uscita dalla finalissima di Kiev. Nella ripresa ha fatto la differenza, incontenibile.
L’Italia parte un po’ indolente, sonnacchiosa. Se in Armenia aveva azzeccato l’approccio alla gara, stavolta invece subisce l’avvio arrembante, reattivo, della squadra di Olsen. Solida, possente. Niente di speciale, molto di concreto. Bendtner è macchinoso e non un virtuoso del pallone, c’è un motivo se alla Juventus si è solo intravisto, finora, ma i vichinghi sono pericolosi in area, sui cross: tutti alti, grossi e determinati. Proprio Bendtner spedisce a lato un colpo di testa comodo, poi Eriksen, il più tecnico dei suoi, chiama De Sanctis, sostituito dell’acciaccato Buffon, alla parata. Il primo quarto d’ora è tutto biancorosso.
La Bella Addormentata si dà una sveglia, per non ritrovarsi persa, anzi, con la partita persa. Marchisio fa gridare al gol con un bel destro dal limite dell’area: sulla linea di porta respinge l’ex romanista Kjaer, a portiere battuto. Poi è Osvaldo, la cui intesa con Balotelli non decolla, a non trovare la porta sguarnita sul cross di Abate. Ora l’Italia, che pure non riesce a forzare il ritmo, è convincente.
Bellissimo, al 33’. Sponda di Balotelli, il playmaker del Milan da fuori area scaglia un destro violento all’angolino. 1-0 Italia. Secondo gol in Nazionale per Montolivo, dopo quello segnato alla Spagna a Bari. Stavolta arriva nel suo nuovo stadio, col club.
Come a Yerevan. Cross di Pirlo dalla destra, stavolta dopo una giravolta, e colpo di testa implacabile del romanista a centroarea. Intesa tra veterani e 2-0. E 13° centro in azzurro per il centrocampista romano. La partita sembra segnata.
Sembra soltanto. Perché il mediano nel minutino di recupero indovina un destro al volo che lascia fermo De Sanctis. Bravo Kvist, però solo come un eremita. All’intervallo è 2-1 Italia.
Si fa espellere dopo pochi secondi della ripresa per una manata a palla già lontana a Stokholm, che lo pressava. Per l’Italia il secondo tempo parte in salita.
Balotelli devia al volo, con la punta del piedone, uno splendido lancio di Pirlo da pittore del pallone e trova il suo quinto gol per l’Italia grazie ad un portiere, Andersen, in uscita da favola solo per gli Azzurri. E’ il primo gol non segnato in Polonia da Mario, dopo quelli realizzati a Breslavia, Poznan e Varsavia.
La Danimarca attacca in massa, con l’uomo in più, ma dimostra tutta la sua mancanza di fantasia. L’Italia dei palleggiatori tiene palla, esalta il pubblico, con gli olè a ogni tocco a bersaglio, addormenta la partita, e riparte con lo strapotere atletico di Balotelli, scatenato negli spazi larghi. La Nazionale non soffre troppo, e guadagna tre punti d’oro. Il Brasile è più vicino.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")
737.
14-11-2012, Parma (Italia), Stadio Tardini, h. 20.45
ITALIA-FRANCIA 1-2 (1-1)
RETI: 35' El Shaarawy, 37' Valbuena, 22' s.t. Gomis.
ITALIA (4-3-3): Sirigu; Maggio, Barzagli (1' s.t. Bonucci), Chiellini, Balzaretti; Montolivo (5' s.t. Florenzi), Verratti (5' s.t. Pirlo), Marchisio (5' s.t. Giaccherini); Candreva (25' s.t. Giovinco), Balotelli, El Shaarawy (29' s.t. Diamanti). (De Sanctis, Viviano, Astori, Santon, Peluso, Destro). All. Prandelli.
FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Debuchy (1' s.t. Reveillere), Koscielny, Sakho, Evra; Capoue (39' s.t. Gonalons), Matuidi; Sissoko (45' s.t. Tremoulinas), Valbuena (28' s.t. Gourcuff), Ribery (19' s.t. Menez); Giroud (19' s.t. Gomis). (Landreau, Mandanda, Rami, Yanga Mbiwa, Cabaye, Payet). All. Deschamps.
ARBITRO: Mallenco (Spagna).
Ammoniti: Balotelli (I)
Angoli: 3-2
Recupero: 1’ p.t., 3’ s.t.
Spettatori: 19.665 per un incasso di 159.878 euro.
Multimedia: Foto (1);
Note: L’Italia perde, in amichevole contro la Francia, a Parma. Sta diventando una consuetudine di cui Prandelli farebbe volentieri a meno: è la quinta gara consecutiva senza punti in palio in cui la Nazionale finisce k.o.. Al Tardini alla rete di El Shaarawy rispondono prima Valbuena e poi Gomis: 1-2. E però gli interrogativi cruciali della vigilia non hanno dato risultati per niente negativi: Verratti ha dimostrato personalità e tecnica, il Faraone del Milan ha fatto gol. E nel primo tempo, non sconvolto dal successivo capogiro di cambi, l’Italia ha fatto meglio dei Bleus. Certo, qualche magagnuccia c’è: i terzini sono confusionari, e l’attacco si conferma tutto tranne che cinico, anche se Balotelli quando si è acceso ha tuonato forte, da capobanda. Ma non è bastato: l’ultima uscita del 2012 è finita senza botti di Capodanno anticipati. Disinnescati da una Francia muscolare e tosta. Non bella e impossibile come spesso nel recente passato, ma tremendamente efficace anche senza charme.
L’Italia fa di più. Perché prova a fare gioco. A cercare con i lanci Balotelli, a sfruttare gli attaccanti esterni. La Francia di Deschamps ha pochissime bollicine, più acqua tonica che champagne. Possente con i suoi mediani esagerati, degli armadi da grande magazzino all’ingrosso, più volume che qualità, ma con idee tecniche limitate ai guizzi di Valbuena e a qualche reminiscenza dei tempi migliori di Ribery. La prima occasione per l’Italia è una scheggia di futuro: Verratti, davvero ottimo, imposta, El Shaarawy, che fa poche cose, ma quelle estremamente bene, fa la sponda, e Balotelli conclude. Con una sassata da playstation. Palla sulla traversa. Da stupirsi che abbia retto il colpo. Al 35’ arriva il vantaggio azzurro: Balotelli trova Montolivo, che mette in porta El Shaarawy, con un ispirato passaggio in profondità. Il Faraone è bravissimo a tagliare al centro da sinistra ed a trafiggere Lloris e segnare così il suo primo gol in Nazionale. La replica della Francia è immediata. E affidata al trottolino Valbuena, trequartista funambolo. Salta sulla sinistra secco Barzagli e indovina uno splendido destro tagliato a girare sul secondo palo. Sirigu può solo ammirare la traiettoria. E’ l’1-1. Tutto in due minuti. E’ il risultato con cui le squadre vanno all’intervallo. Meglio l’Italia, che però fatica a trovare qualità dalla spinta dei terzini. Francia all’italiana: chiusure e, se capita, ripartenze.
Nella ripresa la Francia prova ad imporre la sua fisicità, ad alzare il ritmo. Prandelli dopo 5’ cambia la mediana. Dentro Pirlo, Florenzi, al debutto, e Giaccherini.
Con un nuovo entrato, Gomis, perché i cambi li ha fatti pure Deschamps. Menez, subentrato pure lui, svaria sulla sinistra, sul suo cross Evra cerca il tiro che si trasforma in assist sottoporta per il centravanti: tap in comodo e 2-1 Francia. Sirigu è stato un po’ passivo, nell’occasione, nella sua area piccola.
Quasi si fosse a calcetto. Qui non si rientra, però. Prandelli e Deschamps svuotano le panchine: nel weekend sarà già campionato. Difficile vedere ora una manovra ordinata e un minimo di amalgama. Entrano anche Giovinco e Diamanti. La Formica Atomica sfiora il pari con una bordata da fuori area: bravissimo Lloris: ’sto maledetto primo gol in Azzurro non vuole arrivare. Neanche per Giaccherini, che se ne divora uno a centroarea: traversa. E tanta sfortuna. L’Italia perde, ma, in prospettiva, nulla è perduto, per quel che si è visto, anzi. Questa Giovane Italia un futuro sembra poterlo avere. Ben più fortunato di stasera.
(dal sito "La Gazzetta dello Sport on-line")

