In Nazionale
Statistiche verificate al 30 ottobre 2026.
| Presenze | Gol | Esordio | Ultimo incontro |
|---|---|---|---|
| 56 | 27 | 1988-11-16 | 2004-04-28 |
Il percorso
A 37 anni, Roberto Baggio resta soprattutto una cosa: un simbolo, non solo di un ruolo, o di una squadra, ma di una vocazione; è uno dei pochi calciatori italiani davvero senza maglia, amato da chiunque sappia ancora vedere il lato umano di un calcio che, in ultima misura, è pur sempre fatto da personaggi capaci letteralmente di trascinare la passione sportiva di un’ intera nazione. A 37 anni, e forse ancora più di prima, Roberto Baggio rappresenta l’ideale punto di arrivo di un campione, come dovrebbe essere.
Dentro le numerose maglie che ha indossato nella sua lunghissima carriera, i tifosi oggi come ieri vedono un esempio cristallino di classe e sportività, che lo rendono uno dei protagonisti assoluti del calcio italiano degli ultimi vent’anni, e sicuramente uno dei più amati di sempre; il suo rapporto con la Nazionale, fatto di grandi prestazioni e rapporti burrascosi con gli allenatori, ha comunque segnato la storia recente degli azzurri, nel bene e nel male: in questo senso il famigerato rigore fallito nella finale dei campionati del mondo del 1994 è un esempio perfetto di come il singolo errore, per quanto decisivo, non può macchiare la carriera di un campione che resterà nell’immaginario collettivo come uno dei numeri 10 più forti del calcio italiano e del mondo intero.
Roberto Baggio chiuderà la carriera nel Brescia, una squadra che non può certo competere per i grandi traguardi che il mito del Codino meriterebbe: eppure si può essere certi che, quando appenderà le scarpette al chiodo, il tributo che gli sarà concesso sarà l’omaggio di ogni singolo tifoso di calcio che lo ha ammirato giocare . Raggiunse il massimo della sua carriera con la maglia della Juventus conquistando, tra l’altro, il Pallone d’Oro nel 1993. Ha disputato tre Campionati del Mondo nel 1990, 1994 e 1998 mancando il titolo sempre a causa dei rigori.
Il Divin Codino è passato da Maradona a Zidane, ha vestito le maglie più gloriose del calcio italiano, oltre a quelle di Fiorentina, Juve anche quelle di Milan, Inter, Bologna e Brescia. Le gambe, matoriate dai colpi del destino e di quelli dei difensori di tutto il mondo, avrebbero potuto consigliarli un ritiro prima dello scoccare dei 37 anni. La sua carriera si è conclusa col raggiungimento di due obiettivi. Il primo lo raggiunge il 14-03-2004 contro il Parma.
Baggio al limite dell’area di rigore spiazza un’intera difesa ed insacca il pallone alla sinistra del portiere e sigla il suo 200° goal in Serie A. Si alza una standing ovation da entrambe le tifoserie. Baggio è attualmente il giocatore ancora in attività ad aver segnato più goals nella massima serie. Meglio di lui precedentemente e non in attività, Piola (274), Nordhal (225), Altafini (216) e Meazza (216). Il secondo è l’addio alla Nazionale. Il 28-04-2004 nell’amichevole contro la Spagna, Baggio ha i riflettori puntati su di lui.
Lo stadio pieno di striscioni “pro Baggio” preparati dai tifosi. Molti con le lacrime agli occhi ad ammirare per l’ultima volta il codino con la maglia azzurra. A pochi minuti dalla fine della partita Baggio viene sostituito. Si alza per l’ultima volta una standing ovation che non avrà mai fine in onore di chi portò l’Italia al centro del mondo.
Roberto Baggio a USA 1994
Le presenze di Roberto Baggio in Azzurro:










