In Nazionale
Statistiche verificate al 30 ottobre 2026.
| Presenze | Gol | Esordio | Ultimo incontro |
|---|---|---|---|
| 23 | 0 | 1936-08-03 | 1942-04-19 |
Il percorso
Alfredo Foni esordì a soli 16 anni nelle fila dell'Udinese in Seconda Categoria, passando alla Lazio con l'avvento del girone unico nel 1929. Dopo alcune stagioni a Roma, passò al Padova per una breve parentesi. Ha giocato nel ruolo di terzino destro formando una coppia storica con Pietro Rava. Chiamato a sostituire Virginio Rosetta, con la Juventus giocò dal 1934 al 1947, senza mai saltare una partita per 7 campionati dal 1935 al 1942.
In totale ha collezionato 266 presenze in campionato con la Juventus per un totale di 370 gare in Serie A, ove aveva esordito il 02-02-1930 in maglia biancoceleste contro la Pro Vercelli. In bianconero vinse lo scudetto del 1935 e due Coppe Italia, nel 1938 e nel 1942. Con Rava, come suddetto, costituì nella seconda metà degli anni Trenta una leggendaria coppia di difensori paragonabile ai mitici Rosetta e Caligaris. Insieme conquistarono la medaglia d’oro olimpica nel 1936 a Berlino e due anni dopo si laurearono Campioni del Mondo a Parigi.
In Nazionale ha esordito il 03-08-1936 proprio alle Olimpiadi di Berlino. Sempre in quegli anni si laureò in economia e commercio. Sostituì definitavamente il terzino destro della Roma Eraldo Monzeglio proprio ai mondiali del 1938, riformando anche in Nazionale la solida coppia con Rava e arrivando a conquistare il titolo. Chiuse la carriera internazionale nel 1942 con 23 presenze in totale. Intraprese anche la carriera di allenatore, guidando il Venezia nella stagione 1947-48 in serie B e venendo esonerato durante il campionato e sostituito con Bepi Girani.
Foni in seguito guidò l'Inter al successo in campionato nel 1953 e nel 1954, facendo scuola nel calcio italiano.I suoi successi vi furono grazie a un semplice accorgimento tattico : Foni puntellava una difesa particolarmente compatta e numerosa (arretrò l' ala Armano sulla linea dei terzini). Dapprima la sua tecnica e la rigida impostazione del metodo furono male accolte dai puristi, ma ebbe modo di far loro cambiare idea con i risultati ottenuti.
Dopo i trionfi nerazzurri fu chiamato a guidare la Nazionale: fece parte della commissione tecnica dal 1954 al 1958, ma fu protagonista negativo non riuscendo a far qualificare (caso unico della storia dopo la mancata partecipazione del 1930) la squadra ai mondiali del 1958. Fu selezionatore della Nazionale di calcio elvetica nel triennio 1964 - '67. Tornò poi ad allenare l'Inter anche nel 1968-69.



