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Campionato
del Mondo
World Cup
MEXICO
1970

Rimet Cup
Vincitore / Winner:
BRASIL
|

Il mondiale esce per la prima volta dall'asse Europa-Sudamerica e approda in Messico, paese già ospitante dell'ultima olimpiade. L'Italia arriva da Campione d'Europa e con un CT amato dal pubblico e, tutto sommato, dalla critica (staffetta a parte). La partenza per il Messico è fissata per il 16 maggio, più di due settimane prima dell'inizio del mondiale per abituarsi gradatamente all'altura e il ritrovo è a Roma. La notte prima della partenza però Anastasi si sente male ed è ricoverato d'urgenza per essere operato a un testicolo: accade infatti che, scherzando con un massaggiatore, viene colpito con un asciugamano e qualche ora dopo un'emorragia lo costringe all'intervento. Vengono così convocati d'urgenza Boninsegna e Prati e la comitiva azzurra spicca il volo per il Messico con 23 giocatori. Dopo qualche giorno dall'arrivo in Messico la clamorosa decisione di far rientrare in Italia non uno dei due ultimi arrivati, ma Lodetti che peraltro, essendo il gregario di Rivera, pare anche un messaggio subliminale sulle scarse intenzioni di impiego del milanista. Infatti il rientro dello stopper milanista e le incaute dichiarazioni di Mandelli, fanno scoppiare il caso Rivera che minaccia di rientrare in Italia e viene fatto ragionare da Artemio Franchi e Nereo Rocco, quest'ultimo approdato in Messico apposta. Intanto però Rivera resterà fuori dalle prime due partite per punizione.
Il nono campionato del mondo di calcio, in programma in Messico dal 31 maggio al 21 giugno del 1970, presentava alcune singolarità: innanzitutto per la prima volta vi erano presenti tutte le squadre che avessero vinto almeno una volta il campionato del mondo. Anzi, ben tre su cinque delle Nazionali fino ad allora campioni (Brasile, Italia e Uruguay) avevano già vinto la coppa Rimet per due volte. Ad esse si aggiungeva l’Inghilterra, campione uscente, che aveva vinto quattro anni prima la Coppa in casa propria, di fronte alla Regina Elisabetta, battendo la Germania Ovest (già campione in Svizzera nel 1954) con un goal del quale ancora adesso si discute se fosse regolare o meno.
Comunque sia, la bizzarrìa del caso volle che in semifinale arrivassero proprio tutte e tre le squadre bicampioni del mondo, per cui vi era un’alta probabilità che la Coppa Rimet avrebbe trovato un padrone definitivo proprio a Mexico ‘70, essendo tale coppa appannaggio della nazionale che la vincesse per tre volte anche non consecutive.
Una seconda novità fu l'introduzione dei cartellini colorati per segnalare le ammonizioni ed espulsioni, volute dall'arbitro della "Battaglia di Santiago", Aston.
Quattro gruppi eliminatori di quattro squadre ciascuno, numerati da 1 a 4. Al termine della prima fase si qualificano le prime due di ogni gruppo. Ai fini della precedenza nel gruppo vale la differenza reti. A parità di differenza reti ha la precedenza la squadra che ha segnato più goal. In caso di ulteriore parità si procederà a sorteggio.
Da questo punto si procede a incontri a eliminazione diretta. Si giocano quattro quarti di finale, A, B, C, e D. Il quarto A vede accoppiate la prima classificata del gruppo 1 con la seconda del gruppo 2; il quarto B la seconda del gruppo 1 con la prima del gruppo 2; il quarto C la prima del gruppo 3 con la seconda del gruppo 4 e il quarto D la seconda del gruppo 3 con la prima del gruppo 4.
La prima semifinale si disputa tra le vincenti dei quarti A e C, la seconda tra le vincenti dei quarti B e D.
Le perdenti delle semifinali disputano la finale per il terzo posto, le vincenti quella per il primo posto.
Furono proprio le semifinali a costituire il vero clou della manifestazione, anzi, addirittura Italia-Germania Ovest 4-3 allo stadio "Azteca" di Città del Messico è ancora oggi considerata come la partita del secolo e, depurata dall’iconografia e dall’epica, rimane tuttora sicuramente uno dei più alti momenti di trance agonistica e fonte di forti emozioni per gli spettatori, ma sul piano tecnico e tattico è ancora considerata una delle più grandi scelleratezze mai perpetrate su un campo di calcio in occasione di una partita di alto livello al campionato del mondo. Gianni Brera, sul Giorno del 18 giugno 1970 scrisse: "I tedeschi sono battuti. Beckenbauer con braccio al collo fa tenerezza ai sentimenti (a mi, nanca un po’). Ben sette gol sono stati segnati. Tre soli su azione degna di questo nome: Schnellinger, Riva, Rivera. Tutti gli altri, rimediati. Due autogol italiani (pensa te!). Un autogol tedesco (Burgnich). Una saetta di Boninsegna ispirata da un rimpallo fortunato.
Come dico, la gente si è tanto commossa e divertita. Noi abbiamo rischiato l’infarto, non per ischerzo, non per posa. Il calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo sotto l’aspetto tecnico-tattico. Sotto l’aspetto agonistico, quindi anche sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori nan).I tedeschi meritano l’onore delle armi. Hanno sbagliato meno di noi ma il loro prolungato errore tattico è stato fondamentale. Noi ne abbiamo commesse più di Ravetta, famoso scavezzacollo lombardo. Ci è andata bene. Siamo stati anche bravi a tentare sempre, dopo il grazioso regalo fatto a Burgnich (2-2). L’idea di impiegare i dioscuri Mazzola e Rivera è stata un po’ meno allegra che nell’amichevole con il Messico. Effettivamente Rivera va tolto dalla difesa. Io non ce l’ho affatto con il biondo e gentile Rivera, maledetti: io non posso vedere il calcio a rovescio: sono pagato per fare questo mestiere. Vi siete accorti o no del disastro che Rivera ha propiziato nel secondo tempo?"
L’altra semifinale, Brasile – Uruguay, procedette senza scossoni verso il suo naturale epilogo: il Brasile vinse e, grazie al fatto che l’Italia la appaiava per numero di mondiali vinti, la Coppa Rimet sarebbe stata definitivamente assegnata il 21 giugno 1970 alla vincente della finale.
L’antipasto fu la finalina per il terzo posto, che vide la Germania Ovest ampiamente rimaneggiata vincente per 1 a 0 contro l'Uruguay che aveva ormai visto sfumare il sogno di far sua la coppa per sempre
Per la finale i tifosi locali - in segno di ripicca per l'eliminazione della loro nazionale ad opera degli azzurri - tifarono in massa per il Brasile, così come avevano fatto, in favore della Germania Ovest, durante la semifinale.
Pelé e compagni costituivano una delle squadre più forti che si siano viste in ogni tempo ai mondiali ed erano fermamente convinti di dover vincere la coppa; agli azzurri non si poteva chiedere molto, la semifinale li aveva letteralmente sfiniti costringendoli ad affrontare un'avversaria più fresca in virtù della semifinale certamente più "tranquilla" che avevano disputato.
A tener banco furono - ancora una volta - il dualismo Mazzola-Rivera e le difficoltà di Valcareggi nella gestione del gruppo.
Nel primo tampo, al goal iniziale di Pelé l'Italia rispose stringendo i denti e trovando il pareggio al trentasettesimo con Boninsegna che, sfruttando le indecisioni della difesa carioca e affrontando in modo anche troppo perentorio gli avversari diretti, rimise in gioco le sorti dell'incontro
Il secondo tempo, però, premiò i brasiliani; l'altitudine e la stanchezza accumulata bloccarono gli azzurri, incapaci di reagire alle veementi iniziative dei sudamericani che passarono per altre tre volte con Gerson, Jairzinho e Carlos Alberto. L'ingresso in campo di Rivera a tempo quasi scaduto (i sei minuti di Rivera) servì solo a riaccendere le polemiche, e non certamente a riequilibrare una ormai gara dominata dai carioca. il 4 a 1 finale, se da una parte mortificò l'Italia, brillante protagonista del mondiale, dall'altra sancì in modo inequivocabile la superiorità di quel Brasile ancor oggi ritenuto fra le migliori formazioni della storia del calcio.
La Coppa Rimet volò in Brasile e la nazionale azzurra volò in Italia: a Fiumicino i ragazzi furono accolti trionfalmente, ma per Valcareggi e l’accompagnatore azzurro Walter Mandelli – ritenuto artefice di trucchi e raggiri messi in atto allo scopo di tenere fuori squadra Rivera – vi furono pomodori e insulti. Comunque, l’Italia si confermò la miglior nazionale europea e la squadra riconquistò definitivamente rispetto dopo la bella prova in Messico.

The 1970 FIFA World Cup, the ninth staging of the World Cup, was held in Mexico, from May 31 to June 21. Mexico was chosen as hosts by FIFA in October 1964. The 1970 tournament was the first World Cup hosted in North America, and the first held outside South America and Europe. In a match-up of teams that had won the World Cup twice, the final was won by Brazil, who beat Italy 4-1. This means Brazil were the first three-time world champions and were allowed to keep the Jules Rimet Trophy permanently.
The Brazilian team, featuring the likes of Pelé (who was in his fourth and final World Cup), Carlos Alberto, Clodoaldo, Gérson, Jairzinho, Rivelino, and Tostão, is usually regarded as the greatest attacking World Cup team ever. This tournament saw the return of free-flowing, attacking play after the physical battles of 1962 and 1966, and is still considered by many fans to be the finest World Cup in history.
The semi-finals featured an exciting final four, all four having won the World Cup in the past: Brazil vs Uruguay, in a rematch of the 1950 World Cup final, and Italy vs West Germany. In the all-South American match, Brazil managed to defeat Uruguay 3-1 despite falling behind 20 minutes into the match. The game was evenly matched for 70 minutes but the Uruguayans found Brazil's attack too much to overcome. This match also featured another bright moment by Pelé: upon holding possession near the box, he managed to rush all alone up to Uruguayan goalkeeper Ladislao Mazurkiewicz and, tipping the ball through his left side, the Brazilian ran through the right side, catching the ball on the run and then taking a shot to the empty goal. Unfortunately, Pelé missed by a sliver again. The other, all-European semi-final was regarded by many as the greatest World Cup game ever. Italy took a 1-0 lead through Roberto Boninsegna on 8 minutes after an excellent "one-two" combination with Luigi Riva. West Germany pressed to equalize for the rest of the game, until the very end when sweeper Karl-Heinz Schnellinger, then with Italy's AC Milan, scored in injury time. In extra time, Gerd Müller brought Germany the lead on 94 minutes before Italy defender Tarcisio Burgnich leveled the score with a rare international goal. On 104 minutes, Riva made it 3-2 past goalkeeper Sepp Maier, only for Müller to equalize six minutes later. Television cameras were still replaying this goal when Italy midfielder Gianni Rivera, left unmarked near the penalty spot, volleyed a fine Boninsegna cross past Maier for the winning goal in the 111th minute. Franz Beckenbauer sustained a broken clavicle after trying to gain a foul by diving during extra time. As Helmut Schön, the West German manager, had already used the two permitted substitutes, Beckenbauer stayed on with his arm in a sling. This match is regarded as the "Game of the Century", also known as the Partita del Secolo in Italy and Jahrhundertspiel in Germany. A monument at the Estadio Azteca in Mexico City commemorates it. West Germany went on to win the 3rd place match against Uruguay (1-0).
In the final, Brazil struck first, with Pelé heading in a cross by Revelino at the 18th minute. Roberto Boninsegna equalized for Italy after a blunder in the Brazilian defence. In the second half, Brazil's firepower and creativity was too much for an Italian side that clung to their cautious defensive system. Gérson fired in a powerful shot for the second goal, and then helped provide the third, with a long free kick to Pelé who headed down into the path of the onrushing Jairzinho. Pele capped his superb performance by drawing the Italian defence in the center and feeding captain Carlos Alberto on the right flank for the final score. Carlos Alberto's goal, after a series of moves by the Brazilian team from the left to the center, is considered one of the greatest goals ever scored in the history of the tournament. This victory consecrated the first tri-campeão (three-time champions) in football history.
With this third win after 1958 and 1962, Brazil earned the right to retain the Jules Rimet Trophy permanently. (Ironically, it was stolen in 1983 while on display in Rio de Janeiro and never recovered.) Brazilian coach Mário Zagallo was the first footballer to become World Cup champion as a player (1958, 1962) and a coach, and Pelé ended his World Cup playing career as the first (and so far only) three-time winner.
Brazilian right winger Jairzinho scored at least one goal in each of the six games that Brazil played (in the first game, against Czechoslovakia, he scored two), a feat which has never been repeated. However, the top scorer of the tournament was West Germany's Gerd Müller, with an impressive 10 goals in the competition. Müller incredibly scored hat-tricks in two consecutive games, against Bulgaria and Peru in the group stage.
ITALIA 1970
Ct: Ferruccio Valcareggi
- Portieri
/ Goalkeepers: Enrico Albertosi (Cagliari), Dino Zoff (Juventus), Lido
Vieri (Torino)
- Difensori
/ Defenders: Tarcisio Burgnich (Inter), Giacinto Facchetti (Inter) (C), Fabrizio
Poletti (Torino), Pierluigi Cera (Cagliari), Ugo Ferrante (Fiorentina),
Comunardo Niccolai (Cagliari), Roberto Rosato (Milan), Giorgio Puia (Torino)
- Centrocampisti
/ Midfielders: Antonio Juliano (Napoli), Mario Bertini (Inter), Giuseppe
Furino (Juventus), Giancarlo De Sisti (Fiorentina), Alessandro Mazzola (Inter),
Giovanni Rivera (Milan)
- Attaccanti
/ Forwards: Sergio Gori (Cagliari), Roberto Boninsegna (Inter), Angelo
Domenighini (Cagliari), Pierino Prati (Milan), Gigi Riva (Cagliari)
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MULTIMEDIA:
- Video: Tutta la partita Italia - Germania 4-3 dts, Semifinale Mondiale 1970 [907Mb] *divx; Riva 3° Italia - Germania Ovest 4-3 (WC1970) [1.5Mb] *divx; Rivera 4°, Italia - Germania Ovest
4-3 (WC1970) [890Kb] *divx; Goal di Pelè
in Italia - Brasile (1970) [1Mb] *divx
| GRUPPO/GROUP
1 |
31-5-1970, Città del Messico
Messico-Urss 0-0
3-6-1970, Città del Messico
Belgio-El Salvador 3-0
12’ e 54’ Van Moer, 76’ Lambert rig.
6-6-1970, Città del Messico
Urss-Belgio 4-1
15’ Byshovets (U), 56’ Asatiani (U), 63’ Byshovets (U), 76’ Hmelnitski
(U), 86’ Lambert (B)
7-6-1970, Città del Messico
Messico-El Salvador 4-0
45’ Valdivia, 46’ Gonzalez, 54’ Fragoso, 83’ Basaguren
10-6-1970, Città del Messico
Urss-El Salvador 2-0
51’ e 74’ Byshovets
11-6-1970, Città del Messico
Messico-Belgio 1-0
15’ Peña rig. |
| Squadre |
Punti |
G |
V |
N |
P |
GF |
GS |
| URSS |
5 |
3 |
2 |
1 |
0 |
6 |
1 |
| MESSICO |
5 |
3 |
2 |
1 |
0 |
5 |
0 |
| Belgio |
2 |
3 |
1 |
0 |
2 |
4 |
5 |
| El Sal. |
0 |
3 |
0 |
0 |
3 |
0 |
9 |
|
| GRUPPO/GROUP
2 |
2-6-1970, Puebla
Uruguay-Israele 2-0
23’ Maneiro, 50’ Mujica
3-6-1970, Toluca
Italia-Svezia 1-0
10’ Domenghini
6-6-1970, Puebla
Italia-Uruguay 0-0
7-6-1970, Toluca
Svezia-Israele 1-1
54’ Turesson (S), 56’ Spiegler (I)
10-6-1970, Puebla
Svezia-Uruguay 1-0
90’ Grahn
11-6-1970, Toluca
Italia-Israele 0-0 |
| Squadre |
Punti |
G |
V |
N |
P |
GF |
GS |
| ITALIA |
4 |
3 |
1 |
2 |
0 |
1 |
0 |
| Urug. |
3 |
3 |
1 |
1 |
1 |
2 |
1 |
| Svezia |
3 |
3 |
1 |
1 |
1 |
2 |
2 |
| Israele |
2 |
3 |
0 |
2 |
1 |
1 |
3 |
|
| GRUPPO/GROUP
3 |
2-6-1970,
Guadalajara
Inghilterra-Romania 1-0
65’ Hurst
3-6-1970, Guadalajara
Brasile-Cecoslovacchia 4-1
11’ Petras (C), 24’ Rivelino (B), 59’ Pelé (B), 61’ e 81’ Jairzinho
(B)
6-6-1970, Guadalajara
Romania-Cecoslovacchia 2-1
5’ Petras (C), 52’ Neagu (R), 75’ Dumitrache (R) rig.
7-6-1970, Guadalajara
Brasile-Inghilterra 1-0
59’ Jairzinho
10-6-1970, Guadalajara
Brasile-Romania 3-2
19’ Pelé (B), 22’ Jairzinho (B), 34’ Dumitrache (R), 67’ Pelé (B),
84’ Dembrovski (R)
11-6-1970, Guadalajara
Inghilterra-Cecoslovacchia 1-0
50’ Clarke rig. |
| Squadre |
Punti |
G |
V |
N |
P |
GF |
GS |
| BRASILE |
6 |
3 |
3 |
0 |
0 |
8 |
3 |
| Ing. |
4 |
3 |
2 |
0 |
1 |
2 |
1 |
| Romania |
2 |
3 |
1 |
0 |
2 |
4 |
5 |
| Ceco. |
0 |
3 |
0 |
0 |
3 |
2 |
7 |
|
| GRUPPO/GROUP
4 |
2-6-1970,
León
Perù-Bulgaria 3-2
13’ Dermendjev (B), 49’ Bonev (B), 50’ Gallardo (P), 55’ Chumpitaz
(P), 73’ Cubillas (P)
3-6-1970, León
Germania Ovest-Marocco 2-1
21’ Human (M), 56’ Seeler (GO), 78’ Müller (GO)
6-6-1970, León
Perù-Marocco 3-0
65’ Cubillas (P), 67’ Challe (P), 75’ Cubillas (P)
7-6-1970, León
Germania Ovest-Bulgaria 5-2
12’ Nikodimov (B), 20’ Libuda (G), 27’ e 52’ Müller (G), 69’ Seeler
(G), 88’ Müller (G), 89’ Kolev (B)
10-6-1970, León
Germania Ovest-Perù 3-1
19’, 23’ e 39’ Müller (G), 44’ Cubillas (P)
11-6-1970, León
Bulgaria-Marocco 1-1
40’ Zecev (B), 61’ Ghazuani (M) |
| Squadre |
Punti |
G |
V |
N |
P |
GF |
GS |
| GER.
O. |
6 |
3 |
3 |
0 |
0 |
10 |
4 |
| Perù’ |
4 |
3 |
2 |
0 |
1 |
7 |
5 |
| Bulgaria |
1 |
3 |
0 |
1 |
2 |
5 |
9 |
| Marocco |
1 |
3 |
0 |
1 |
2 |
2 |
6 |
|
| Quarti
di Finale / 1/4 of Final |
| 14-6-1970,
Toluca
Italia-Messico 4-1
13’ Gonzalez (M), 25’ aut. Peña (M), 64’ Riva (I), 69’ Rivera (I),
76’ Riva (I)
14-6-1970, Città del Messico
Uruguay-URSS 1-0 dts
117’ Esparrago |
14-6-1970,
León
Germania Ovest-Inghilterra 3-2 dts
31’ Mullery (I), 49’ Peters (I), 68’ Beckenbauer (G), 76’ Seeler
(G), 108’ Müller (G)
14-6-1970, Guadalajara
Brasile-Perù 4-2
11’ Rivelino (B), 15’ Tostão (B), 28’ Gallardo (P), 52’ Tostão (B),
70’ Cubillas (P), 75’ Jairzinho (B) |
| Semifinale
/ 1/2 of Final |
17-6-1970, Città del Messico
Italia-Germania O. 4-3
dts
8’ Boninsegna (I), 91’ Schnellinger (G), 94’ Müller (G), 98’ Burgnich
(I), 104’ Riva (I), 110’ Müller (G), 111’ Rivera (I)
17-6-1970, Guadalajara
Brasile-Uruguay 3-1
19’ Cubilla (U), 44’ Clodoaldo (B), 76’ Jairzinho (B), 89’ Rivelino
(B)
|
| Finale
3° posto / Final 3rd place |
| 20-6-1970,
Città del Messico
(Stadio Azteca)
Germania Ovest-Uruguay 1-0
goal: 26’ Overath
Germania Ovest: Wolter, Vogts, Patzke, Weber, Fichtel, Schnellinger
(46’ Lorenz ), Libuda (73’ Löhr), Seeler, Müller, Overath, Held
Uruguay: Mazurkiewicz, Ubinas, Mujica, Montero-Castillo, Ancheta,
Matosas, Cubilla, Maneiro (67’ Sandoval), Fontes (46’ Esparrago),
Cortes, Morales
Arbitro: Sbardella (Italia) |
| Finale
/ Final |
| 21-6-1970,
Città del Messico
(Stadio Azteca)
Brasile-Italia 4-1
goal: 18’ Pelé, 37’ Boninsegna, 66’ Gérson, 71’ Jairzinho, 86’ Carlos
Alberto
Brasile: Felix, Carlos Alberto, Everaldo, Clodoaldo, Piazza, Brito,
Jairzinho, Gerson, Tostão, Pelé, Rivelino
Italia: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini (74’ Juliano), Rosato,
Cera, Domenghini, Mazzola, Boninsegna (84’ Rivera), De Sisti, Riva
Arbitro: Glöckner (Germania Est)
Primo assistente: Sheurer (Svizzera)
Secondo assistente: Coerreza (Argentina)
Spettatori: 112.000 |
MARCATORI
/ TOP SCORER
10 goal: Müller (Germania Ovest);
7 goal: Jairzinho (Brasile);
5 goal: Cubillas (Perù);
4 goal: Pelé (Brasile), Byshovets (Urss);
3 goal: Seeler (Germania Ovest), Riva (Italia),
Rivelino (Brasile);
2 goal: Lambert (1 rigore) e Van Moer (Belgio), Tostão (Brasile), Petras
(Cecoslovacchia), Boninsegna e Rivera (Italia),
Gonzalez (Messico), Gallardo (Perù), Dumitrache (Romania, 1);
1 goal: Bonev, Dermendjev, Kolev, Nikodimov e Zecev (Bulgaria), Gerson,
Carlos Alberto e Clodoaldo (Brasile), Beckenbauer, Libuda, Overath e Schnellinger
(Germania Ovest), Spiegler (Israele), Burgnich e
Domenghini (Italia), Basaguren, Fragoso, Peña (1) e Valdivia (Messico),
Challe e Chumpitaz (Perù), Dembrovski e Neagu (Romania), Grahn e Turesson
(Svezia), Human e Ghazuani (Marocco), Asatiani e Hmelnitski (Urss), Cubilla,
Esparrago, Maneiro e Mujica (Uruguay), Clarke (1), Hurst, Peters e Mullery
(Inghilterra)
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