Ogni tanto, nel mondo del calcio, fanno la loro comparsa giocatori
che, fin da subito, dimostrano di essere diversi dalla maggioranza
dei loro colleghi: sono dei precursori, dei pionieri, come si
usa dire: Antonio Cabrini fa sicuramente parte di questa categoria.
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raccolse l’eredità di Facchetti, rivitalizzando il ruolo di difensore esterno sinistro con le sue scorribande caratterizzate dall’innata eleganza, interpretando il suo ruolo come nessuno
prima di lui aveva fatto: grande nei recuperi difensivi, la
sua vera forza stava nel sapersi proporre in attacco, e tutta
la sua straordinaria carriera, sia nella Juventus che in Nazionale,
è stata caratterizzata da questa naturale propensione.
Il suo merito, insomma, è stato quello di aver rivoluzionato
la concezione di un ruolo, cosicchè dopo di lui si è
cominciato a pensare al tipo di gioco che praticava come ad
un esempio da seguire: i giocatori che possono vantarsi di
un tale merito sono solo i grandissimi, e Cabrini senza dubbio
entra di diritto nella categoria.
Divenne popolare anche per il suo aspetto fisico piacente, tanto da essere soprannominato il “bell’Antonio”.
Fu tra i protagonisti della vittoriosa avventura mondiale spagnola, nonostante la sua giovane età. A soli 24 anni poteva già, infatti, fregiarsi del titolo di campione del mondo, anche se rimane celebre un episodio che avrebbe potuto farlo cadere in disgrazia presso i tifosi italiani: in Spagna, nel 1982, dopo aver segnato un gol all’Argentina, punteggio di 0-0 fallì un rigore nella finalissima contro la Germania Ovest.
Nato: Cremona, Italia 08/10/1957