Antonio Cabrini
di Edoardo Gennarini

Ogni tanto, nel mondo del calcio, fanno la loro comparsa giocatori che, fin da subito, dimostrano di essere diversi dalla maggioranza dei loro colleghi: sono dei precursori, dei pionieri, come si usa dire: Antonio Cabrini fa sicuramente parte di questa categoria.
R raccolse l’eredità di Facchetti, rivitalizzando il ruolo di difensore esterno sinistro con le sue scorribande caratterizzate dall’innata eleganza, interpretando il suo ruolo come nessuno prima di lui aveva fatto: grande nei recuperi difensivi, la sua vera forza stava nel sapersi proporre in attacco, e tutta la sua straordinaria carriera, sia nella Juventus che in Nazionale, è stata caratterizzata da questa naturale propensione.
Il suo merito, insomma, è stato quello di aver rivoluzionato la concezione di un ruolo, cosicchè dopo di lui si è cominciato a pensare al tipo di gioco che praticava come ad un esempio da seguire: i giocatori che possono vantarsi di un tale merito sono solo i grandissimi, e Cabrini senza dubbio entra di diritto nella categoria. Divenne popolare anche per il suo aspetto fisico piacente, tanto da essere soprannominato il “bell’Antonio”.
Fu tra i protagonisti della vittoriosa avventura mondiale spagnola, nonostante la sua giovane età. A soli 24 anni poteva già, infatti, fregiarsi del titolo di campione del mondo, anche se rimane celebre un episodio che avrebbe potuto farlo cadere in disgrazia presso i tifosi italiani: in Spagna, nel 1982, dopo aver segnato un gol all’Argentina, punteggio di 0-0 fallì un rigore nella finalissima contro la Germania Ovest. Nato: Cremona, Italia 08/10/1957

Nato: Cremona, Italia 08/10/1957.

Ruolo: Terzino.

Club: Cremonese, Atalanta, Juventus e Bologna.

In Nazionale:

73 presenze (37 vittorie, 20 pareggi, 16 scofitte), 9 goal.

Esordio: 02/06/1978 (Italia - Francia 2-1)

Ultima: 17/10/1987 (Svizzera - Italia 0-0)

Minuti giocati: 6151

Autogoal: 0

Espulsioni: 1

Pagina precedente - Previous Page