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Calciatore poco noto, in gioventù preferì lavorare nel negozio di calzature del padre. Dal 1977 al 1982 allenò con alterni risultati il Cesena primavera. Nell'anno del Mondiale di Spagna frequentò insieme a Zdenek Zeman il corso di Coverciano, al termine del quale si diplomò allenatore professionista.
Successivamente guidò il Rimini in C1 e le giovanili della Fiorentina, ma fu con il Parma che si affacciò nel grande calcio: dapprima portò i ducali in Serie B, poi alla loro guida eliminò il Milan dalla Coppa Italia. Il suo gioco spettacolare, basato sulla difesa a zona e sul pressing piacque al presidente dei rossoneri Silvio Berlusconi, che lo volle con sé.
Era il 1987 e in quegli anni ai vertici del calcio italiano c'era il Napoli di Maradona che si schierava, come la stragrande maggioranza delle squadre partecipanti al massimo campionato, in modo tradizionale. Arrigo Sacchi, invece, anziché uniformarsi al canovaccio tattico in voga, decide di schierare il Milan con un rivoluzionario 4-4-2. La base su cui poggiava il suo progetto era quella di riuscire a creare una squadra in cui ogni giocatore avesse compiti importanti sia in fase difensiva che offensiva, una squadra quindi dove la collaborazione assumesse un aspetto rilevante. Sacchi riuscirà, con il tempo, anche ad influenzare la mentalità calcistica, inculcando nella testa dei propri giocatori il concetto del "calcio totale". Una volta capita la parte teorica, rimane quella pratica: Sacchi vuole una squadra che imposti e imponga il proprio gioco, che aggredisca l'avversario e lo obblighi a sottostare al proprio ritmo. La soluzione è semplice quanto rivoluzionaria: il calcio totale dell'Olanda di Crujff, il pressing asfissiante, le ripartenze fulminanti. La squadra che ha in mente, una volta andata in vantaggio non si risparmierà, ma continuerà ad attaccare con la stessa intensità. Nonostante il calcio offensivo, Sacchi dedicava grande attenzione ai movimenti difensivi, a tal punto che quasi sempre le sue squadre si contraddistinguevano per essere le meno perforate a fine campionato.
Guidò il Milan dal 1987 al 1991, vincendo molti trofei: uno scudetto (1988), due Coppe dei Campioni (1989 e 1990), due Coppe Intercontinentali (1989 e 1990) e due Supercoppe europee (1989 e 1990).
Il 13 novembre 1991 Sacchi subentra ad Azeglio Vicini, come commissario tecnico della Nazionale Italiana. L'avventura azzurra visse fasi alterne.
Nel 1994 l'Italia ottenne una storica finale ai Mondiali statunitensi. Dopo un girone iniziato tra mille difficoltà, la nazionale disputò una serie di partite durissime ma tatticamente ben giocate, eliminando la Nigeria agli ottavi, la Spagna ai quarti e la sorprendente Bulgaria, che si era disfata nei quarti della Germania, in semifinale. Tutte e tre le gare furono vinte per 2-1. La finalissima contro il Brasile, a Pasadena, si concluse sullo 0-0 dopo 120 minuti di gioco, malgrado l'Italia fosse penalizzata dalle assenze per squalifica di Mauro Tassotti e Alessandro Costacurta e dalle non perfette condizioni fisiche di Roberto Baggio e Franco Baresi, che rientravano da infortuni. Si giunse ai rigori per la prima volta in una finale mondiale e vinse il Brasile, dopo gli errori dal dischetto di Baresi, Daniele Massaro e Roberto Baggio.
Dopo quella partita, quando giocatori come Mauro Tassotti e Franco Baresi diedero l'addio alla maglia azzurra, Sacchi provò a svecchiare la squadra. Anche Roberto Baggio, a soli 27 anni, fu accantonato dal commissario tecnico, che preferì puntare sul giovane Del Piero. Dopo due anni di discreto livello, gli azzurri si qualificarono per l'Europeo 1996 con buone credenziali. Tuttavia gli azzurri vicecampioni del mondo, che pure avevano messo in mostra un gioco di buon livello durante le qualificazioni, furono eliminati nel girone iniziale, finendo terzi nel girone di Germania, Repubblica Ceca (che alla fine si contesero nella finale il titolo) e Russia, anche a causa del rigore della potenziale vittoria contro la Germania sbagliato da Gianfranco Zola nella partita decisiva del girone.
Il 6 novembre 1996, dopo la sconfitta per 2-1 in un'amichevole contro la Bosnia Erzegovina giocata a Sarajevo, Sacchi lasciò l'incarico di commissario tecnico della nazionale per tornare ad allenare il Milan, subentrando in dicembre ad Oscar Tabarez, ma senza riuscire ad ottenere i risultati di un tempo. La stagione del Milan, ormai compromessa, terminò con un pessimo 11° posto in campionato.
Nel 1998-1999 Sacchi divenne l'allenatore dell'Atletico Madrid, squadra della Liga spagnola, ma dopo sette mesi decise di dare le dimissioni.
Nel 2001 ricoprì per un breve periodo la carica di allenatore del Parma, ma, in seguito a problemi di salute per l'eccessiva tensione nervosa provocatagli dalla sua professione, cambiò mansione, diventando direttore tecnico. Iniziò a svolgere questo incarico nel Parma (riuscendo ad allestire ottime formazioni anche con ridotti budget economici e scoprendo giovani campioni come Alberto Gilardino) e poi, dal 2004 al dicembre 2005, nel Real Madrid.
Nato: Fusignano (Ravenna), Italia 01/04/1946)
Periodo Incarico: 13/11/1991
al 06/11/1996.
Panchine: 53 presenze, 34 vittorie, 11 pareggi, 8 sconfitte.
Espulsioni: 0
Palmares: 2° posto Mondiale (USA 1994).
Giocatori convocati da Arrigo Sacchi:
GIOCATORE |
PRESENZE |
GOAL |
ALBERTINI DEMETRIO |
40 |
2 |
ANCELOTTI CARLO |
1 |
0 |
APOLLONI LUIGI |
15 |
1 |
BAGGIO DINO |
33 |
7 |
BAGGIO ROBERTO |
28 |
17 |
BAIANO FRANCESCO |
2 |
0 |
BARESI FRANCO |
25 |
0 |
BENARRIVO ANTONIO |
20 |
0 |
BERTI NICOLA |
19 |
0 |
BIANCHI ALESSANDRO |
9 |
0 |
BUCCI LUCA |
3 |
0 |
CANNAVARO FABIO |
0 |
0 |
CAPPIOLI MASSIMILIANO |
1 |
0 |
CARBONI AMEDEO |
16 |
0 |
CARNASCIALI DANIELE |
2 |
0 |
CARRERA MASSIMO |
1 |
0 |
CASIRAGHI PIER LUIGI |
36 |
11 |
CHIESA ENRICO |
5 |
3 |
CONTE ANTONIO |
8 |
0 |
CORINI EUGENIO |
0 |
0 |
COSTACURTA ALESSANDRO |
40 |
2 |
CRIPPA MASSIMO |
5 |
1 |
DE NAPOLI FERNANDO |
3 |
0 |
DEL PIERO ALESSANDRO |
11 |
3 |
DELVECCHIO MARCO |
0 |
0 |
DI BIAGIO LUIGI |
0 |
0 |
DI CHIARA ALBERTO |
7 |
0 |
DI LIVIO ANGELO |
9 |
0 |
DI MATTEO ROBERTO |
18 |
0 |
DI MAURO FABRIZIO |
3 |
0 |
DONADONI ROBERTO |
26 |
2 |
ERANIO STEFANO |
12 |
3 |
EVANI ALBERIGO |
15 |
0 |
FAVALLI GIUSEPPE |
1 |
0 |
FERRARA CIRO |
10 |
0 |
FERRI RICCARDO |
4 |
0 |
FONTOLAN DAVIDE |
0 |
0 |
FORTUNATO ANDREA |
1 |
0 |
FUSER DIEGO |
8 |
0 |
FUSI LUCA DANILO |
3 |
0 |
GALIA ROBERTO |
3 |
0 |
GANZ MAURIZIO |
0 |
0 |
GIUNTI FEDERICO |
1 |
0 |
LANNA MARCO |
2 |
0 |
LENTINI GIANLUIGI |
9 |
0 |
LOMBARDO ATTILIO |
10 |
2 |
MALDINI PAOLO |
40 |
3 |
MANCINI ROBERTO |
8 |
3 |
MANICONE ANTONIO |
1 |
0 |
MANNINI MORENO |
10 |
0 |
MARCHEGIANI LUCA |
9 |
0 |
MAROCCHI GIANCARLO |
0 |
0 |
MASSARO DANIELE |
9 |
1 |
MELLI ALESSANDRO |
2 |
0 |
MINOTTI LORENZO |
8 |
0 |
MUSSI ROBERTO |
11 |
0 |
NEGRO PAOLO |
3 |
0 |
NESTA ALESSANDRO |
2 |
0 |
PADALINO PASQUALE |
1 |
0 |
PAGLIUCA GIANLUCA |
28 |
0 |
PANUCCI CHRISTIAN |
4 |
1 |
PARI FAUSTO |
0 |
0 |
PERUZZI ANGELO |
11 |
0 |
PESSOTTO GIANLUCA |
1 |
0 |
PETRUZZI FABIO |
1 |
0 |
PORRINI SERGIO |
2 |
0 |
RAMBAUDI ROBERTO |
2 |
0 |
RAVANELLI FABRIZIO |
14 |
8 |
RIZZITELLI RUGGIERO |
1 |
1 |
ROSSI SEBASTIANO |
0 |
0 |
ROSSITTO FABIO |
1 |
0 |
SERGIO RAFFAELE |
0 |
0 |
SIGNORI GIUSEPPE |
28 |
7 |
SILENZI ANDREA |
1 |
0 |
SIMONE MARCO |
4 |
0 |
STATUTO FRANCESCO |
3 |
0 |
STROPPA GIOVANNI |
4 |
0 |
TACCHINARDI ALESSIO |
1 |
0 |
TASSOTTI MAURO |
7 |
0 |
TOLDO FRANCESCO |
6 |
0 |
TOMMASI DAMIANO |
0 |
0 |
TORRICELLI MORENO |
5 |
0 |
VENTURIN GIORGIO |
1 |
0 |
VIALLI GIANLUCA |
8 |
3 |
VIERCHOWOD PIETRO |
5 |
1 |
ZENGA WALTER |
5 |
0 |
ZOLA GIANFRANCO |
26 |
7 |
ZORATTO DANIELE |
1 |
0 |
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