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Vittorio Pozzo nacque da una famiglia di origini biellesi e modeste condizioni economiche. Frequentò il Liceo Cavour a Torino, la sua città natale; in seguito studiò lingue e giocò a calcio in Francia, Svizzera ed Inghilterra, amando particolarmente quest'ultimo paese e cercando di carpire e far suoi i segreti del calcio albionico.
Da calciatore militò nella squadra elvetica dei Grasshoppers (anni 1905-1906), che lasciò per tornare nella sua Torino, dove contribuì a fondare il Torino Football Club, squadra nella quale militò per cinque stagioni, sino al ritiro dall'attività agonistica, nel 1911, e di cui fu direttore tecnico dal 1912 al 1922.
Terminati gli studi, entrò alla Pirelli, dove divenne dirigente, incarico che lascerà per assumere quello di commissario unico della nazionale italiana, accettandolo con l'unica e singolare condizione di non essere retribuito.
Pozzo Venne nominato per la prima volta commissario unico (o commissario tecnico che dir si voglia) della nazionale di calcio in occasione delle olimpiadi di Stoccolma, nel giugno 1912: era l'esordio assoluto per una selezione italiana in una competizione ufficiale. La squadra venne eliminata al primo turno perdendo 3-2 con la Finlandia dopo i tempi supplementari. Pozzo si dimise e tornò a lavorare alla Pirelli; la nazionale ritornò nelle mani della cosiddetta "commissione tecnica", un curioso comitato variamente composto da dirigenti federali, arbitri, calciatori, ex calciatori, allenatori e giornalisti. In tutto il suo primo periodo la nazionale fu guidata da questo gruppo eterogeneo di composizione variabile: Pozzo fu di fatto la sola persona a rivestire il ruolo di commissario unico sino agli anni Sessanta, con le brevi eccezioni di Augusto Rangone (1925-1928) e Carlo Carcano (1928-1929).
Pozzo prese parte alla prima Guerra Mondiale in veste di tenente degli Alpini. Questa esperienza lo segnò profondamente: ne trasse un'esperienza di rigore morale ed educazione alla modestia e all'essenzialità spartana della vita di trincea che applicò costantemente ai rapporti umani e alla professione sportiva.
Nel 1921, Pozzo fu incaricato dalla federcalcio di studiare una soluzione di compromesso alle tensioni tra le grandi squadre e le società minori perché le prime ritenevano che il numero di partecipanti al campionato andasse ridotto. La mediazione di Pozzo fallì e la crisi sfociò nella scissione tra la FIGC e la CCI, rientrata comunque l'anno seguente.
Nel 1924, in occasione delle olimpiadi parigine, Pozzo venne nuovamente nominato commissario unico. Questa volta gli azzurri riuscirono ad arrivare ai quarti, dove vennero battuti per 2 a 1 dalla Svizzera. Anche in seguito a questa sconfitta Vittorio Pozzo si dimise e tornò a dedicarsi al suo lavoro e alla moglie, che poco tempo dopo perderà per una malattia incurabile. Dopo la scomparsa della moglie, Pozzo si trasferì a Milano, dove al suo lavoro in Pirelli, affiancò quello di giornalista per La Stampa di Torino.
Nel 1929 l'allora presidente della Figc Leandro Arpinati gli chiese di guidare nuovamente la squadra azzurra e Pozzo, per la terza volta, accettò, dando il via al periodio d'oro della nazionale italiana.
Nel volgere di un decennio, Pozzo collezionò un palmarès difficilmente eguagliabile. Vinse infatti due titoli mondiali (1934 e 1938); un oro olimpico nel 1936 (l'unico della storia) e due coppe internazionali (1930 e 1935).
In un'epoca in cui i maghi erano ancora sconosciuti, Vittorio Pozzo seppe crearsi una solida popolarità senza fare ricorso ad acrobazie tecniche e verbali, ma con la concreta eloquenza dei risultati. Anche se non sempre seppe o volle liberarsi dalla retorica imperante dei tempi (amava preparare spiritualmente i giocatori agli incontri ricordando loro la battaglia del Piave, e si diceva che facesse cantar loro le canzoni di guerra degli alpini), Pozzo dimostrò una rigorosa serietà morale e professionale che lo contraddistinse anche da commentatore sportivo.
Il "tenente" Pozzo fu anche il primo a fare uso sistematico dei "ritiri", i periodi di isolamento in preparazione di un evento sportivo. Le sedi scelte normalmente erano residenze molto essenziali, in omaggio allo stile militaresco del CT, che però era anche un maestro nel creare spirito di gruppo e nel cementare i rapporti personali, prevenendo malumori e lacerazioni nello spogliatoio.
Fino agli anni Trenta la tattica più diffusa nel calcio era stata la cosiddetta piramide di Cambridge, cioè un 2-3-5 a forma di piramide rovesciata che aveva il suo vertice nel portiere.
Pozzo ed il suo amico e rivale inglese Hugo Meisl svilupparono, invece,l'idea di uno schieramento con due difensori arretrati e un giocatore centrale posto dinnanzi alla difesa, in mezzo ai due mediani detto "Metodo", alternativo ad un'altra novità in campo tattico dell'epoca detta "Sistema". Questo giocatore, detto appunto centromediano metodista, fungeva da cardine della manovra ed era un vero e proprio antenato del "regista" all'italiana. Tuttavia mentre Meisl si mostrò propenso ad applicare una versione dinamica del metodo, dando di fatto origine ad un ibrido con il "sistema", Pozzo rimase legato alla prima versione della sua tattica, dichiarandosi sempre contrario all'introduzione dello schema inglese, che egli riteneva poco adatto alle caratteristiche ed allo stile degli italiani.
Pozzo dimostrò, in ogni caso, di non avere una visione preconcetta della tattica, e seppe adattare i suoi convincimenti: col tempo infatti crebbe nel suo gioco l'importanza delle mezze ali interne, anche perché ebbe a disposizione due fortissimi interpreti di quel ruolo: Giuseppe Meazza e Giovanni Ferrari, che non a caso furono gli unici due titolari fissi di entrambe le selezioni campioni del mondo.
Su pressioni della Federcalcio Pozzo diede le dimissioni da commissario tecnico il 5 agosto del 1948. Era ritenuto un uomo del passato, non più adatto a ricoprire il suo ruolo: veniva identificato con i successi sportivi del regime fascista. Inoltre rimaneva un convinto assertore della validità del "Metodo", mentre le squadre più vincenti all'epoca applicavano il "Sistema". Tra queste, paradossalmente, c'era il Grande Torino, ossatura della sua Nazionale negli anni del secondo dopoguerra.
Al momento del ritiro Pozzo era stato commissario tecnico della Nazionale per 6.927 giorni: un primato difficilmente eguagliabile. Aveva collezionato 97 panchine con la nazionale, con un totale di 64 vittorie, 17 pareggi e 16 sconfitte. La sua percentuale di vittorie è pari al 65,97% delle partite giocate: anche questo un record tra i CT azzurri.
L'ultimo straziante atto ufficiale, nel 1949, fu il riconoscimento dei corpi dilaniati nella tragedia di Superga dove morirono i giocatori del Grande Torino, suoi amici ed allievi.
Pozzo morì nel 1968 a Ponderano, nel cui cimitero oggi riposano le sue spoglie.
La damnatio memoriae che colpì la sua figura si perpetuò nel rifiuto di intitolargli il nuovo stadio di Torino (l'attuale "Delle Alpi"), eretto in occasione dei mondiali del '90.
Pozzo, si racconta, che amasse portare con sé due portafortuna.
Il primo era una scheggia della Coppa Internazionale. Il trofeo era una sorta di antenato delle competizioni europee per nazioni, e Pozzo l'aveva vinto per la prima volta l'11 maggio 1930 quando a Budapest la sua Nazionale batté l'Ungheria per 5-0 nell'ultima e decisiva partita. Avvenne che il trofeo cadesse per terra e, essendo interamente di cristallo di Boemia, si rompesse in numerosi pezzi senza poter essere riparato.
Il secondo portafortuna era un biglietto per l'Inghilterra, dono di un famigliare, che Pozzo non utilizzò mai.
Nato: Torino, Italia 2/03/1886
Morto: Ponderano (Biella), Italia 21/12/1968
Periodo Incarico: 29/06/1912
al 03/07/1912, poi 20/02/1921
al 06/03/1921 e infine 01/12/1929
al 05/08/1948
Panchine: 97 presenze, 64 vittorie, 17 pareggi, 16 sconfitte.
Espulsioni: 0
Palmares: 2 mondiali (Francia1934 e Italia 1938); 1 oro olimpico (Berlino 1936); 2 coppe internazionali (1930 e 1935).
Giocatori convocati da Vittorio Pozzo:
GIOCATORE |
PRESENZE |
GOAL |
ALIBERTI GIUSEPPE |
4 |
0 |
ALLEMANDI LUIGI |
19 |
0 |
AMORETTI UGO |
1 |
0 |
ANDREOLO MICHELE |
26 |
1 |
ANNOVAZZI CARLO |
3 |
0 |
ARCARI BRUNO |
1 |
0 |
ARCARI PIETRO |
0 |
0 |
ARDISSONE MARIO |
1 |
0 |
BACIGALUPO VALERIO |
3 |
0 |
BALDI GASTONE |
1 |
0 |
BALDO GIUSEPPE |
4 |
0 |
BALLARIN ALDO |
7 |
0 |
BALONCIERI ADOLFO |
10 |
4 |
BANCHERO ELVIO |
1 |
0 |
BARBESINO LUIGI |
2 |
0 |
BARBIERI OTTAVIO |
5 |
0 |
BATTISTONI GIOVANNI |
2 |
0 |
BERARDO FELICE |
3 |
1 |
BERNARDINI FULVIO |
5 |
1 |
BERTOLINI LUIGI |
26 |
0 |
BERTONI SERGIO |
6 |
1 |
BIAGI CARLO |
4 |
4 |
BIAVATI AMEDEO |
18 |
8 |
BINASCHI ANGELO |
3 |
0 |
BOFFI ALDO |
2 |
0 |
BONIPERTI GIAMPIERO |
1 |
0 |
BONTADINI FRANCO |
3 |
2 |
BOREL FELICE PLACIDO |
3 |
1 |
BORELLO FRANCESCO |
1 |
0 |
BURLANDO LUIGI |
3 |
0 |
BUSCAGLIA PIETRO |
1 |
0 |
CALIGARIS UMBERTO |
20 |
0 |
CAMPATELLI ALDO |
6 |
0 |
CAMPELLI PIERO |
3 |
0 |
CAPPELLI GIULIO |
2 |
1 |
CAPRA EGIDIO |
2 |
0 |
CAPRILE EMILIO |
2 |
2 |
CARAPELLESE RICCARDO |
4 |
4 |
CASARI GIUSEPPE |
2 |
0 |
CASSANI VALERIO |
2 |
0 |
CASTELLAZZI ARMANDO |
3 |
0 |
CASTIGLIANO EUSEBIO |
5 |
1 |
CATTANEO RENATO |
2 |
1 |
CATTO EDOARDO |
1 |
0 |
CAVANNA GIUSEPPE |
0 |
0 |
CAVIGIOLI EMIDIO |
2 |
3 |
CERESOLI CARLO |
7 |
0 |
CESARINI RENATO |
11 |
3 |
CEVENINI LUIGI |
2 |
1 |
CHIZZO BRUNO |
0 |
0 |
COLAUSSI GINO |
25 |
15 |
COLOMBARI ENRICO |
7 |
0 |
COMBI GIANPIERO |
28 |
0 |
CONTI LEOPOLDO |
5 |
0 |
CORBELLI GUIDO |
1 |
1 |
CORSI GIORDANO |
6 |
0 |
COSTANTINO RAFFAELE |
23 |
8 |
DE MARCHI CARLO |
1 |
0 |
DE PRA` GIOVANNI |
4 |
0 |
DE VECCHI RENZO |
6 |
0 |
DELLA VALLE GIUSEPPE |
3 |
2 |
DEMARIA ATTILIO |
13 |
3 |
DEPETRINI TEOBALDO |
12 |
0 |
DONATI ALDO |
0 |
0 |
DUGONI BRUNO |
2 |
0 |
ELIANI ALBERTO |
2 |
0 |
FACCIO RICCARDO |
5 |
0 |
FANTONI OTTAVIO |
1 |
0 |
FEDULLO FRANCESCO |
2 |
3 |
FERRARI GIOVANNI |
44 |
14 |
FERRARI PIETRO |
1 |
0 |
FERRARIS ATTILIO IV |
24 |
0 |
FERRARIS PIETRO |
14 |
3 |
FONI ALFREDO |
23 |
0 |
FRANZOSI ANGELO |
1 |
0 |
FROSSI ANNIBALE |
5 |
8 |
GABETTO GUGLIELMO |
6 |
5 |
GABRIOTTI FRANCESCO |
1 |
0 |
GALLEA CESARE |
1 |
0 |
GASPERI FELICE |
5 |
0 |
GENTA MARIO |
2 |
0 |
GIANNI MARIO |
4 |
0 |
GIOVANNINI GUGLIELMO |
2 |
0 |
GREZAR GIUSEPPE |
8 |
1 |
GRIFFANTI LUIGI |
2 |
0 |
GUAITA ENRICO |
10 |
5 |
GUARISI ANFILOGINO |
6 |
1 |
LEALE ETTORE |
1 |
0 |
LEONE PIETRO |
3 |
0 |
LEVRATTO VIRGILIO FELICE |
3 |
0 |
LIBONATTI JULIO |
1 |
1 |
LOCATELLI UGO |
22 |
0 |
LOIK EZIO |
8 |
4 |
MAESTRELLI TOMMASO |
1 |
0 |
MAGNOZZI MARIO |
11 |
3 |
MALINVERNI ERMANNO |
1 |
0 |
MARCHI SERGIO |
1 |
0 |
MARCHINI LIBERO |
5 |
0 |
MARI GIACOMO |
2 |
0 |
MARIANI EDOARDO |
3 |
0 |
MAROSO VIRGILIO |
6 |
0 |
MARTIN DARIO |
1 |
0 |
MASCHERONI ERNESTO |
2 |
0 |
MASETTI GUIDO |
2 |
0 |
MAZZOLA VALENTINO |
10 |
3 |
MEAZZA GIUSEPPE |
53 |
33 |
MENTI ROMEO |
5 |
4 |
MIHALIC MARCELLO |
1 |
2 |
MILANO GIUSEPPE |
3 |
0 |
MONTESANTO MARIO |
2 |
0 |
MONTI FELICIANO |
1 |
0 |
MONTI LUISITO |
18 |
1 |
MONZEGLIO ERALDO |
33 |
0 |
MORELLI DI POPOLO VITTORIO |
1 |
0 |
NEGRO ALFONSO |
1 |
1 |
NERI BRUNO |
3 |
0 |
NERI GIACOMO |
3 |
1 |
NERI MAINO |
2 |
0 |
OLIVIERI ALDO |
24 |
0 |
OLMI RENATO |
3 |
0 |
ORSI RAIMUNDO B. |
35 |
13 |
PAGOTTO MARIO |
1 |
0 |
PAROLA CARLO |
6 |
0 |
PASINATI PIERO |
11 |
5 |
PERAZZOLO MARIO |
8 |
0 |
PERNIGO FRANCESCO |
2 |
5 |
PERUCHETTI GIUSEPPE |
2 |
0 |
PICCINI ACHILLE |
5 |
0 |
PIOLA SILVIO |
33 |
30 |
PITTO ALFREDO |
18 |
2 |
PIZZIOLO MARIO |
12 |
1 |
PORTA ROBERTO |
1 |
0 |
PRESCA CESARE |
1 |
0 |
PURICELLI ETTORE |
1 |
1 |
RAVA PIETRO |
30 |
0 |
REGUZZONI CARLO |
1 |
0 |
RICCI SECONDO |
1 |
0 |
RIGAMONTI MARIO |
2 |
0 |
ROCCO NEREO |
1 |
0 |
ROMANO FELICE |
1 |
0 |
ROSETTA VIRGINIO |
25 |
0 |
ROSSO SEVERINO |
1 |
0 |
SALLUSTRO ATTILA |
2 |
1 |
SANSONE RAFFAELE |
3 |
0 |
SARDELLI VITTORIO |
1 |
0 |
SARDI ENRICO |
2 |
1 |
SCARABELLO LUIGI |
2 |
0 |
SCHIAVIO ANGELO |
9 |
8 |
SCLAVI EZIO |
2 |
0 |
SCOPELLI ALESSANDRO |
1 |
0 |
SENTIMENTI LUCIDIO |
5 |
0 |
SERANTONI PIETRO |
16 |
0 |
STELLIN ADONE |
2 |
1 |
TREVISAN GUGLIELMO |
2 |
1 |
TURCONI ANGELO |
2 |
1 |
VALLE MODESTO |
2 |
0 |
VARGLIEN GIOVANNI |
3 |
0 |
VARGLIEN MARIO |
1 |
0 |
VECCHINA GIOVANNI |
1 |
0 |
VENTURINI BRUNO |
4 |
0 |
VOJAK ANTONIO |
1 |
0 |
ZUFFI ENEA |
2 |
0 |
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