Giacinto Facchetti

Il calcio lo strappò all’atletica facendone uno dei migliori terzini fluidificanti del calcio italiano. Scoperto nelle giovanili dell’Atalanta, ebbe la consacrazione internazionale nella grande Inter di Helenio Herrera, che poi lo consegnò alla Nazionale dove collezionò ben 94 presenze, record superato solo da Dino Zoff, Paolo Maldini e Fabio Cannavaro. Ancora oggi a lui appartiene il più alto numero di volte in cui è stato capitano degli azzurri: 70. Facchetti si qualificò tra i più importanti difensori della storia del calcio italiano. Il suo esordio in Serie A avvenne il 21 maggio del 1961, in un Roma - Inter conclusosi con la vittoria dei neroazzurri per due a zero. Nonostante il giovane Facchetti, non avesse disputato un buon incontro l'allenatore Herrera lo incoraggiò con una dichiarazione che successivamente si rivelò di buon auspicio per il calciatore: «Questo ragazzo sarà una colonna fondamentale della mia Inter».
Fu il primo vero terzino fluidificante, un terziono capace, unico ai suoi tempi, di trasformarsi in ala, per poi nella fase finale della carriera diventare un eccellente libero, centrale sicuro ed efficace.
Facchetti divenne uno dei cardini della cosiddetta "Grande Inter" che si aggiudicò la Coppa dei Campioni nel 1964 e nel 1965 e il campionato italiano nel 1963, 1965, 1966 e 1971. Con la squadra nerazzurra vinse anche due Coppe Intercontinentali ed una Coppa Italia. Abile marcatore e discreto incursore d'area (con l'Inter in 634 partite realizzò 75 gol), il terzino bergamasco nella sua carriera fu sempre fedele all'Inter diventandone una delle bandiere storiche. Come giocatore si rivelò fondamentalmente corretto in campo: venne espulso solo una volta nell'arco di tutta la sua carriera.
In Nazionale, Facchetti esordì il 27 marzo 1963 in un incontro valido per la qualificazione all'Europeo dell'anno successivo disputato ad Istanbul contro la Turchia (vinse l'Italia 1-0). Vinse da capitano gli Europei del 1968 e arrivò secondo dopo la storica vittoria per 4-3 sulla germania ai Mondiali di Messico 1970.
Lo stesso anno in cui Facchetti diede addio al calcio ebbe l'opportunità di fare il dirigente accompagnatore dell'Italia durante i Mondiali in Argentina del 1978. Dopo esser divenuto rappresentante all'estero per l'Inter, divenne vicepresidente dell'Atalanta, per poi tornare dai nerazzurri di Milano durante la presidenza di Massimo Moratti col il ruolo di direttore generale. Divenne vicepresidente dopo la morte di Peppino Prisco ed infine presidente il 19 gennaio 2004, dopo le dimissioni di Moratti. Da dirigente ha vinto 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane di calcio e 1 scudetto, sempre con la sua amata Inter.
L'ultimo riconoscimento tributatogli è stato il Golden Foot, premio assegnatogli qualche giorno prima della sua morte, come uno dei più grandi calciatori di sempre assieme a Raymond Kopa, Alcides Ghiggia, Zico e Ferenc Puskas. Si è spento all'Istituto dei Tumori di Milano. Aveva 64 anni.

Nato: Treviglio (Bergamo), Italia 18/07/1942

Morto: Milano, Italia 04/09/2006

Ruolo: Terzino e libero.

Club: Inter.

In Nazionale:

94 presenze (52 vittorie, 25 pareggi, 17 scofitte), 3 goal.

Esordio: 27/03/1963 (Italia - Turchia 1-0)

Ultima: 16/11/1977 (Inghilterra - Italia 2-0)

Minuti giocati: 8381

Autogoal: 0

Espulsioni: 0

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